Waste Buster sul podio della Start Cup Calabria: la startup dell'Unical vola alla finale nazionale del PNI
Terzo posto assoluto, Premio Pirossigeno e menzione speciale Enactus ETS: il progetto sviluppato da cinque giovani di Social Builders rappresenterà la Calabria al Premio Nazionale per l'Innovazione di Bari
Un'idea nata tra i banchi dell'Università della Calabria che ora si prepara a confrontarsi con le migliori startup universitarie del Paese. Waste Buster ha conquistato il terzo posto assoluto alla Start Cup Calabria 2026, ottenendo anche il Premio Pirossigeno e la Menzione Speciale Enactus ETS. Un risultato che vale l'accesso diretto alla finale del Premio Nazionale per l'Innovazione (PNI), in programma nei prossimi mesi a Bari, dove saranno protagoniste le sessanta migliori startup universitarie italiane.
La competizione regionale ha visto sfidarsi 30 startup candidate, con 14 progetti finalisti chiamati a presentare le proprie idee davanti a una giuria composta da esperti del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale. Soltanto i primi tre classificati hanno conquistato il pass per la finale nazionale.
Una piattaforma per rendere più efficiente la raccolta differenziata
Il progetto Waste Buster punta a innovare il settore dell'igiene urbana attraverso una piattaforma software dedicata a enti pubblici e aziende che gestiscono il servizio di raccolta dei rifiuti.
L'obiettivo è ottimizzare la progettazione delle reti di raccolta differenziata, individuando il posizionamento ideale dei punti di conferimento e il numero corretto di contenitori necessari. In questo modo si punta a ridurre sprechi, costi di gestione e sovradimensionamenti.
La piattaforma integra modelli matematici di ottimizzazione in un sistema semplice da utilizzare ed è composta da due moduli principali:
ClusterFlow, che individua la distribuzione ottimale dei punti di raccolta attraverso algoritmi di analisi territoriale;
BinScope, che calcola il numero di contenitori necessari in ogni postazione per progettare reti più efficienti e sostenibili.
Il modello di business è rivolto sia alle amministrazioni pubbliche sia alle aziende che operano nel settore ambientale.
Il team di Social Builders
A sviluppare il progetto sono stati cinque membri di Social Builders APS:
Claudio Filice
Alfredo Parise
Luigi Cozza
Marco Cristiano
Luigi Francesco Maria D'Alessandro
Determinante, sottolinea il gruppo, anche il sostegno ricevuto dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (DIMEG) dell'Università della Calabria, da ARIIS, che ha accompagnato il percorso di trasferimento tecnologico e valorizzazione dell'idea imprenditoriale, e da PwC Italia, che ha fornito formazione e attività di mentorship durante la Start Cup.
Le dichiarazioni
Per Claudio Filice, il risultato rappresenta il coronamento di mesi di lavoro: «A Bari non porteremo solo Waste Buster, ma anche l'ambizione di dimostrare che dall'Università della Calabria e dalla nostra terra possono nascere idee capaci di competere con le migliori d'Italia».
Sulla stessa linea Alfredo Parise, che evidenzia come il traguardo ottenuto confermi il valore delle competenze presenti in Calabria: «Ora inizia la parte più impegnativa: vogliamo arrivare alla finale nazionale ancora più preparati».
Per Luigi Cozza, la forza del progetto risiede soprattutto nel gruppo: «Prima di essere una startup siamo un gruppo di amici. Vogliamo dimostrare che si può fare innovazione anche in Calabria, senza essere costretti a partire».
Marco Cristiano guarda già alla prossima sfida: «Il podio è solo l'inizio. La finale nazionale sarà un'occasione importante per confrontarci con le migliori startup universitarie italiane».
Infine Luigi Francesco Maria D'Alessandro ribadisce la scelta di investire sul territorio: «Abbiamo deciso di innovare restando in Calabria, dimostrando che anche qui possono nascere realtà capaci di competere ai massimi livelli».
Un riconoscimento anche per Social Builders
Il successo di Waste Buster rappresenta anche un importante risultato per Social Builders APS, associazione impegnata nella promozione dell'innovazione, della partecipazione civica e dello sviluppo delle competenze dei giovani.
La qualificazione alla finale del Premio Nazionale per l'Innovazione conferma come la collaborazione tra università, associazionismo e ricerca possa trasformarsi in progetti concreti, capaci di offrire soluzioni innovative a problemi reali e creare nuove opportunità di crescita per il territorio.
Ora lo sguardo è rivolto a Bari, dove il team calabrese proverà a portare ancora più in alto il nome dell'Università della Calabria e dell'innovazione nata in Calabria.