(VIDEO) VinOli, la pittura oltre le sbarre: Crotone riscopre Vincenzo Oliverio
Dal 30 settembre al 2 ottobre la Casa circondariale ospiterà una mostra dedicata all’artista crotonese, morto nel 2010. Tre giornate per restituire alla città la memoria di un uomo che aveva scritto “Pittore” alla voce professione
CROTONE – Sui documenti, alla voce “Professione”, aveva scritto una sola parola: Pittore. Non un mestiere qualunque, non una definizione scelta per caso, ma probabilmente il modo più semplice e autentico per dire chi fosse. Vincenzo Oliverio, conosciuto con il nome d’arte VinOli, sarà ricordato a Crotone attraverso le sue opere, quelle tele che ancora oggi custodiscono una parte della sua storia.
Oliverio, nato nel 1968 e morto nel 2010, ha attraversato un'esistenza segnata da difficoltà, marginalità e dalla permanenza nella Casa circondariale di Crotone. Ma dentro quelle mura ha trovato nella pittura uno spazio diverso: un luogo di espressione, di elaborazione, di libertà. Le sue opere, ancora conservate all’interno dell’Istituto, diventano oggi il punto di partenza per riportare alla luce la figura di un artista che nel tempo era rimasto in parte dimenticato.
È da questa storia che nasce “VinOli – Professione: Pittore”, la mostra organizzata dall'Area Giuridico-Pedagogica della Casa circondariale di Crotone, con il patrocinio del Comune di Crotone. L'iniziativa è stata presentata questa mattina nella Sala consiliare del Comune di Crotone alla presenza della direttrice della Casa circondariale Maria Stella Fedele, del comandante della Polizia Penitenziaria Claudio Caruso, dell'assessore alle Politiche Sociali Maria Lucia Cosentino e delle funzionarie Cinzia Sapienza, Caterina Mammoliti e Giusy Biscuso.
Nel corso della conferenza stampa sono stati inoltre portati gli scatti realizzati dal fotografo Antonino D'Urso, immagini che ritraggono i dipinti di VinOli custoditi all'interno della Casa circondariale di Crotone. Le fotografie consentono così di mostrare alla città, anche attraverso l'obiettivo fotografico, una parte significativa del patrimonio artistico lasciato da Oliverio e di restituire visibilità a quelle opere che da anni vivono all'interno delle mura dell'Istituto.
Tre giornate, tre pubblici diversi, con un unico filo conduttore: fare della pittura di VinOli uno strumento di memoria e di incontro.
Il 30 settembre la mostra sarà dedicata alla stampa e alle autorità, con l'apertura dell'esposizione e la possibilità di conoscere più da vicino la vicenda umana e artistica di Oliverio. Il 1° ottobre saranno protagoniste le scolaresche, mentre il 2 ottobre il percorso sarà rivolto ai detenuti della struttura. In quest'ultima giornata è prevista anche la presenza del maestro Gerardo Sacco.
«L'autore in realtà è vissuto qui a Crotone non solo la parentesi all'interno della casa circondariale, ma anche parte della sua vita fuori», ha spiegato la direttrice Maria Stella Fedele. «Quindi è qualcosa che veramente riesce ad unire i cittadini liberi con i cittadini che in questo momento sono privati della libertà personale».
E proprio osservando i quadri, secondo la direttrice, emerge un percorso fatto di «caduta e rinascita», di uno sguardo capace di rivolgersi contemporaneamente verso l'interno e verso l'esterno. Fedele ha sottolineato anche la forza con cui VinOli ha saputo raccontare attraverso la pittura «la sofferenza nei momenti bui» e «la gioia nei momenti di rinascita».
Un messaggio che assume un significato particolare proprio all'interno di un carcere. «È un messaggio molto positivo di fiducia e di speranza», ha aggiunto la direttrice, evidenziando come quei quadri, con i loro colori, riescano ancora oggi ad alleggerire gli spazi dell'Istituto e a trasmettere qualcosa anche agli operatori che ogni giorno vivono quelle mura.
Per il commissario capo Claudio Caruso, invece, la mostra rappresenta soprattutto l'occasione per raccontare «una storia poco conosciuta», una storia che Crotone deve poter riconoscere e consegnare anche alle future generazioni.
«Non solo quello che è successo in un'istituzione dello Stato tanto tempo fa – ha spiegato – ma la storia dell'artista». E sono proprio i colori utilizzati da VinOli, secondo Caruso, a lasciare una testimonianza particolare: colori sgargianti, capaci di richiamare la speranza, «cosa non facile da coltivare in quattro mura».
Un filo che lega arte, carcere e città. L'assessore alle Politiche Sociali Maria Lucia Cosentino ha spiegato la scelta del Comune di Crotone di patrocinare l'iniziativa fin dall'inizio.
«Simbolicamente oggi si aprono le porte della Casa circondariale di Crotone», ha detto. VinOli era un ex detenuto, ma era anche una persona con una sua dignità e quindi oggi ne celebriamo l'artista.
È forse questo uno degli aspetti più importanti della mostra: separare, almeno per un momento, l'uomo dalla sola etichetta della detenzione e guardare ciò che ha lasciato attraverso la sua arte.
«È bello che la città di Crotone si avvicini a un luogo che ci fa sempre paura, che è il carcere – ha aggiunto Cosentino – invece è un luogo che fa parte della nostra città».
A sottolineare il valore dell'iniziativa è stata anche Cinzia Sapienza, funzionario contabile della Casa circondariale, che ha ricordato la scansione delle tre giornate e il significato del percorso dedicato a VinOli.
«È un appuntamento molto importante per valorizzare VinOli nel suo percorso di rieducazione trattamentale con questa mostra», ha spiegato, ricordando la possibilità di ammirare le opere custodite all'interno del carcere.
Una memoria che torna a vivere
Vincenzo Oliverio è morto nel 2010. Sono passati sedici anni dalla sua scomparsa e oggi le sue opere tornano a parlare.
Lo fanno nello stesso luogo nel quale una parte importante della sua produzione è nata e dove ancora oggi quei quadri sono custoditi. È come se le tele avessero atteso il momento di uscire dall'ombra per raccontare nuovamente il loro autore. Non soltanto un uomo che ha conosciuto la detenzione, dunque, ma un artista che aveva scelto di definirsi semplicemente così: “Pittore”.
Ed è proprio quella parola, lasciata sui documenti, a diventare oggi il titolo ideale di una storia che Crotone prova a recuperare dal tempo.