(VIDEO) Ludovico Graziani torna a Crotone: l’ultimo saluto davanti al portone bronzeo da lui realizzato

La salma dello scultore è arrivata in piazza Duomo da Roma, dove è deceduto. Ad accoglierlo la famiglia e la comunità, nel luogo dove una delle sue opere più celebri racconta ancora oggi il legame con la città

A cura di Redazione
07 settembre 2026 13:00
(VIDEO) Ludovico Graziani torna a Crotone: l’ultimo saluto davanti al portone bronzeo da lui realizzato - Foto: Redazione
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È tornato nella Crotone per l’ultima volta. E lo ha fatto nel luogo che, più di altri, racconta il legame con la sua città natale: piazza Duomo, davanti al grande portone bronzeo della Basilica Cattedrale, un’opera che Ludovico Graziani realizzò tanti anni fa e che è diventata uno dei segni più riconoscibili della sua arte.

Questa mattina la salma dello scultore è arrivata davanti alla Cattedrale per i funerali. L'ultimo saluto alla città alla quale, nonostante una vita trascorsa la Roma, non aveva mai smesso di sentirsi legato.

Accanto alla salma, la famiglia Graziani, mentre la celebrazione è stata officiata presso la Chiesa dell'Immacolata dal rettore della Basilica Cattedrale, monsignor Alessandro Saraco, insieme a don Bernardino Mongelluzzi, in rappresentanza del Capitolo Cattedrale, e al diacono Giuseppe Sestito.

Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, che ha voluto partecipare personalmente all’ultimo saluto allo scultore. Particolarmente significativa anche la presenza di un nutrito gruppo di persone sordomute, che ha voluto accompagnare Graziani nel suo ultimo viaggio. Un segno di vicinanza e di affetto che assume un valore particolare, considerando che lo stesso scultore era sordomuto.

Graziani aveva scelto di morire nella sua casa, nel suo letto, circondato dall’affetto dei suoi cari. Una volontà precisa, raccontata dal figlio Leone Graziani, che restituisce il ritratto di un uomo rimasto fedele fino all’ultimo alle proprie radici. «Papà è sempre stato un animo nobile – ci ha raccontato stamane – e ha sempre voluto tenere aperto questo legame con la città di Crotone, la sua città natale».

Un legame che negli anni ha assunto forme concrete, diventando bronzo, pietra e arte. Dal portone bronzeo del Duomo alla formella dedicata a Pitagora e Alcmeone, dalla croce e dal crocifisso nella chiesa di Santa Rita fino alle altre opere disseminate nella città. Segni tangibili di una presenza che il tempo non ha cancellato.

E c’è anche un’opera più recente, il vaso donato alla città e presentato lo scorso anno all’inaugurazione del Teatro Scaramuzza, che rappresenta un altro capitolo di questo rapporto mai interrotto con Crotone. «Un uomo attaccato alla sua città, alle sue radici», lo ha ricordato il figlio, raccontando anche una richiesta che Graziani aveva espresso con chiarezza: quando sarebbe arrivato il momento, avrebbe voluto essere sepolto nella sua Crotone, davanti al mare.

Nel corso dell’omelia, monsignor Alessandro Saraco ha voluto ricordare Graziani innanzitutto come artista, sottolineando il valore di una vita capace di andare oltre la superficie delle cose e di cercare, attraverso l’arte, la profondità del mistero dell’esistenza.

Parole che sembrano trovare una rappresentazione concreta proprio in quel portone bronzeo davanti al quale oggi è transitato per l’ultima volta, e che parlerà sempre di lui.

Danilo Ruberto

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