(VIDEO) Crotone negli scatti di Sergio Fasson, la bellezza scoperta con uno smartphone

Inaugurata a Palazzo Berlingieri la mostra “Alla ricerca della bellezza”: il docente del Donegani aggiorna continuamente le immagini, dai paesaggi di Capo Colonna ai nuovi scorci del territorio

A cura di Redazione
13 ottobre 2026 09:00
(VIDEO) Crotone negli scatti di Sergio Fasson, la bellezza scoperta con uno smartphone - Foto: Redazione
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La bellezza può nascondersi in un'alba, in una spiaggia poco conosciuta, in un reperto archeologico o in un dettaglio che sfugge a uno sguardo distratto. Per raccontarla non servono necessariamente macchine fotografiche professionali e attrezzature costose: a volte basta uno smartphone e la capacità di fermarsi a osservare. È questo il principio che accompagna la ricerca fotografica di Sergio Fasson, professore di Chimica all'Istituto Guido Donegani di Crotone, che ieri 12 ottobre ha inaugurato la sua mostra “Alla ricerca della bellezza” negli spazi di Palazzo Berlingieri - Casa di Chiara, nel centro storico cittadino.

Una mostra che non rimane uguale a se stessa, ma cambia insieme allo sguardo del suo autore e alle scoperte che il territorio continua a offrire. Il professore Fasson aggiorna infatti le fotografie esposte, aggiungendo nuovi scatti ogni volta che incontra qualcosa che merita di essere raccontato. «È una mostra in continua evoluzione», spiega il docente, che ha scelto di mantenere lo stesso titolo proprio perché la ricerca non si esaurisce con una singola esposizione.

Una mostra che cambia insieme al territorio

Le novità arrivano dalle passeggiate quotidiane, dall'osservazione dei luoghi e dalla possibilità di scoprire ogni giorno qualcosa di diverso. «Le novità sono nuove bellezze scoperte andando in giro per il nostro territorio: nuove spiagge, nuovi reperti archeologici, nuovi scorci, albe diverse. Quotidianamente è una mostra che va in evoluzione», ci racconta Sergio Fasson.

Un lavoro in progress, tanto che anche nella giornata dell'inaugurazione è stato aggiunto un nuovo quadro. «Sento la necessità di aggiornarlo, di far vedere sempre in continuo la bellezza», continua. Non si tratta, dunque, soltanto di raccogliere fotografie, ma di mantenere aperto un percorso di osservazione .

Le fotografie con uno smartphone e le passeggiate con il cane

C'è un altro elemento che rende particolare il percorso di Fasson: le fotografie sono realizzate con il telefono, non con una macchina fotografica professionale. Lo strumento utilizzato è un vecchio Oppo, come lo definisce lui stesso, che lo accompagna soprattutto durante le uscite del mattino.

È in quelle ore che il territorio offre alcuni degli spettacoli che più attirano la sua attenzione, dalle prime luci dell'aurora ai colori dell'alba. Le passeggiate con il cane, però, impongono anche ritmi e possibilità differenti rispetto a quelli di chi esce appositamente per fotografare. «Il mio cane non mi dà l'opportunità di fermarmi come tanti amici fotografi fanno la mattina. Non mi fa andare neanche sulla passerella, quindi devo adeguarmi», racconta con ironia.

Da questa necessità è nato anche un modo personale di fotografare, rapido e legato alla quotidianità. Lo smartphone, osserva Fasson, è ormai uno strumento presente nella vita di tutti e può diventare un mezzo utile per conservare ciò che colpisce durante una giornata di lavoro, un momento affettivo o un'occasione di svago.

«Saper cogliere in qualunque modo il momento della nostra vita quotidiana, lavorativa, affettiva o anche di svago, un qualcosa che ci piace: io penso che lo facciamo tutti», ci spiega ancora. Il passaggio successivo è valorizzare quell'attimo, trasformandolo in un'immagine capace di comunicare anche agli altri ciò che si è visto.

Capo Colonna, il luogo del cuore

Tra i luoghi di Crotone che più hanno colpito Fasson c'è Capo Colonna, un'area in cui il paesaggio naturale incontra la storia e la dimensione religiosa. Le spiagge, i resti archeologici e l'atmosfera del promontorio diventano soggetti di una ricerca che cambia a ogni visita.

«La parte che amo è sicuramente Capo Colonna, per le sue spiagge, per la sua storia, per la fede». Un luogo che continua a sorprenderlo soprattutto al tramonto, quando la luce trasforma il paesaggio e restituisce nuove possibilità di osservazione. «Ogni volta che vado, vado sempre sul tramonto ed è uno spettacolo nuovo, in qualunque stagione. Lo amo in modo particolare in primavera», aggiunge.

Le aree industriali e una ferita ancora aperta

C'è, invece, una parte del territorio che Fasson preferisce non fotografare: le aree delle ex fabbriche crotonesi ancora da bonificare. Una scelta che nasce dal rapporto con quei luoghi e dalla consapevolezza delle questioni ambientali che continuano a interessarli.

«Sono le zone da bonificare delle nostre ex fabbriche, perché le vedo come una ferita ancora presente nel nostro territorio», spiega. Il docente ammette di avere diverse idee su come raccontare anche queste aree, ma riconosce la presenza di vincoli legislativi che rendono difficile conciliare alcune ipotesi. Per questo, al momento, sono luoghi che non ama fotografare.

La distinzione è significativa: la sua ricerca non ignora le criticità di Crotone, ma sceglie di concentrarsi soprattutto sugli scorci, sui paesaggi e sui particolari attraverso i quali è possibile riconoscere il valore del territorio.

Da Santa Severina e Caccuri al centro storico di Crotone

Il percorso di “Alla ricerca della bellezza” era già stato raccontato da noi nel luglio 2024, in occasione della mostra allestita al Castello di Santa Severina. In quell'occasione Fasson aveva spiegato il suo approccio alla fotografia, nato dalla passione personale e dall'abitudine di osservare ciò che incontrava durante le passeggiate.

L'esposizione, organizzata dalla cooperativa Aristippo, aveva raccolto immagini realizzate con il cellulare, frutto di un'attenzione rivolta ai dettagli e a prospettive capaci di offrire una lettura diversa dei luoghi. Il progetto era stato successivamente proposto anche al Castello di Caccuri, nel 2025.

La mostra “Alla ricerca della bellezza” sarà visitabile fino al 4 novembre a Palazzo Berlingieri - Casa di Chiara, ogni lunedì e mercoledì dalle 15.30 alle 18.30.

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