LA PROTESTA

(VIDEO) Crotone, il corteo riempie le strade: agricoltori, studenti e lavoratori in piazza

Dai trattori agli striscioni degli studenti, manifestazione partecipata da Piazzale Nettuno fino a piazza della Resistenza. Al centro della protesta il costo della vita, il futuro dell'agricoltura, il lavoro e le risorse destinate alla scuola

A cura di Redazione
30 ottobre 2026 12:20
(VIDEO) Crotone, il corteo riempie le strade: agricoltori, studenti e lavoratori in piazza  - Foto: Redazione
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Il rumore dei clacson dei trattori ha aperto il corteo, partito da Piazzale Nettuno, gremito di manifestanti. A Crotone, la mattina del 30 ottobre, la protesta ha portato in strada agricoltori, lavoratori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e soprattutto tanti studenti. Un corteo partecipato, attraversato da rivendicazioni diverse ma unite dalla richiesta di maggiori tutele, dignità e attenzione ai problemi quotidiani delle famiglie.

La manifestazione ha raggiunto piazza della Resistenza, con una presenza particolarmente significativa del mondo della scuola. Giovani e giovanissimi hanno scelto di scendere in piazza per far sentire la propria voce, contestando il caro vita e le scelte di spesa pubblica che, secondo i manifestanti, continuano a privilegiare il finanziamento degli armamenti rispetto agli investimenti nell'istruzione, nei servizi e nel futuro delle nuove generazioni.

Tra le questioni centrali della protesta quella del comparto agricolo, alle prese con l'aumento dei costi di produzione e con prezzi di vendita che, secondo gli operatori, non garantiscono un'adeguata remunerazione del lavoro.

Pietro Megna, agricoltore, ha ribadito la delusione per le risposte arrivate dal Governo e la volontà di proseguire la mobilitazione: «Il Governo non ci ha soddisfatto. Il 27 siamo stati a Roma e siamo pronti a risalire nella capitale per organizzare un presidio sotto Montecitorio». Sul futuro del settore non nasconde la preoccupazione: «Andando di questo passo non c'è futuro per l'agricoltura». Tra le richieste indica il riequilibrio dei prezzi, il rafforzamento dei poteri dell'osservatorio Ismea e l'applicazione effettiva della legge 198 del 2021, che disciplina le pratiche commerciali sleali e le vendite sottocosto.

Molto forte anche la partecipazione degli studenti, che hanno portato nel corteo le preoccupazioni per il proprio futuro. Matteo Le Chiara, studente del Liceo Classico Pitagora, ha legato le prospettive delle nuove generazioni alle scelte politiche di oggi: «Se si procederà con la volontà di cooperare, con la volontà del bene comune e del bene delle prossime generazioni, pensando alle conseguenze delle proprie azioni, si potrà vivere bene. Se invece si penserà al bene di poche persone a discapito di milioni di altre, non vedo un futuro positivo».

La presenza degli studenti è stata anche un'occasione di educazione civica e partecipazione. Lo ha detto la professoressa Giovanna Ripolo, insegnante del Liceo Classico Pitagora: «È una forma di educazione civica, uno stimolo ad agire, ma attraverso un'azione pacifica. La nostra Costituzione ci dice questo e siamo qui in piazza per affermare con convinzione la pace». E sulla destinazione delle risorse pubbliche ha aggiunto: «I fondi destinati alla guerra non ci piacciono. Abbiamo tante altre cose a cui destinarli».

Alla manifestazione anche Antonio Rocco, di Flaica Cub, che ha scelto di essere presente a Crotone nonostante un impegno previsto a Milano: «Mi sono spostato qui perché il territorio è il nostro e dobbiamo difenderlo». Tra le battaglie indicate quella contro la precarietà e contro il caro vita, che continua a pesare sui lavoratori.

A colpire è stata anche la presenza di due bambini di dieci anni, arrivati con un cartellone di protesta per chiedere attenzione al futuro della loro generazione. Una partecipazione che ha coinvolto anche le famiglie. La mamma di una delle bambine ha raccontato che la classe della figlia ha scelto di non andare a scuola per prendere parte alla manifestazione: «Sono scesi in piazza per protestare e far sentire la loro voce. Speriamo che arrivi qualcuno e che tutto questo non sia vano».

Poi il racconto delle difficoltà quotidiane: «Mi piacerebbe che un domani cambiasse qualcosa. Vedere mio marito che ogni mattina si sveglia alle cinque per andare a lavorare e poi non riuscire ad arrivare a fine mese non va bene. Dobbiamo riacquisire la nostra dignità, perché ce l'abbiamo e ce la stanno mettendo sotto i piedi».

Il caro vita è stato uno dei temi ricorrenti anche negli interventi di chi opera nel settore delle costruzioni. Un costruttore ha denunciato aumenti generalizzati che, a suo dire, arrivano al 30 per cento: «Basta andare in un supermercato. Sono andato alla Coop e pochi pomodori costavano quattro euro».

Danilo Ruberto

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