(VIDEO) 54 itinerari per innamorarsi di Crotone: la serata speciale della Fondazione Santa Critelli
Una passeggiata speciale tra vicoli, palazzi e la chiesa dell’Immacolata. Consegnata ad Antonio Arcuri la Menzione speciale CrotoneOk 2025 alla Fondazione Santa Critelli
Crotone – Una sera diversa dal solito, perché quando il centro storico si attraversa con il buio, la città cambia volto. I palazzi sembrano raccontare ancora più storie, le strade assumono un fascino diverso e anche i dettagli che durante il giorno sfuggono allo sguardo tornano improvvisamente protagonisti.
È stato un 54° itinerario della Fondazione Santa Critelli particolarmente speciale quello di ieri sera a Crotone. Non soltanto perché, come accade tradizionalmente nel mese di agosto, “Respirare il Centro” si è svolto in orario serale, ma anche perché l'appuntamento è diventato l'occasione per consegnare ad Antonio Arcuri il riconoscimento che non aveva potuto ritirare personalmente lo scorso 24 luglio nella serata del Premio alla Positività CrotoneOk.
La Fondazione Santa Critelli, con il lavoro portato avanti da Antonio Arcuri e Gianluca Facente, era infatti stata insignita del MessaggioOk 2025 di CrotoneOk, riconoscimento attribuito per aver riacceso la curiosità dei crotonesi verso la propria città e per aver trasformato la riscoperta del centro storico in un momento di partecipazione, cultura e identità.
Ieri sera, dunque, la pergamena è arrivata direttamente tra i vicoli della città, davanti a una partecipazione che ha superato le aspettative e con una presenza significativa anche di quel turismo di ritorno che sempre più spesso accompagna gli itinerari della Fondazione.
Ad accogliere i partecipanti, come ormai da tradizione, il Bar Italia, punto di ritrovo dal quale il gruppo si è poi spostato verso piazza Duomo. È lì che ha iniziato a prendere forma la mappa della serata: una Crotone da osservare con il naso all’insù, alla ricerca di architetture, particolari, palazzi e tracce di una storia che spesso rimane nascosta sotto gli occhi di tutti.
E proprio il valore di questa partecipazione è stato sottolineato dal direttore di CrotoneOk, Antonio Gaetano, presente alla serata e autore della consegna della pergamena ad Antonio Arcuri e Gianluca Facente.
«Credo che questo premio sia dovuto principalmente a voi. È un ringraziamento per voi che avete creduto a questi due visionari», ha detto Gaetano, rivolgendosi idealmente alle persone che continuano a seguire gli itinerari. «Lo scorso anno penso che abbiate raggiunto il record di persone al vostro seguito».
Un riconoscimento che, nelle parole di Arcuri, non appartiene soltanto a chi organizza e racconta i percorsi, ma soprattutto a chi, partecipando, rende possibile questa esperienza.
«Ha centrato esattamente la motivazione di questo premio, che abbiamo gradito molto. Anzi, ringrazio pubblicamente la testata per aver deciso di assegnarcelo», ha spiegato Arcuri. «Effettivamente è esteso a tutti i partecipanti che, in questi 54 giri, ci hanno dato la possibilità di far vedere buona parte delle cose belle della città».
La Crotone da guardare con occhi diversi
Il percorso della serata ha avuto un momento particolarmente suggestivo nella chiesa dell’Immacolata, dove i partecipanti hanno potuto conoscere angolazioni e particolari meno conosciuti di uno dei luoghi più importanti del centro storico.
«Questa sera vedremo un percorso un pochino particolare, perché è di sera, quindi ha un fascino del tutto particolare», aveva spiegato Arcuri. «Entreremo nella chiesa dell’Immacolata e faremo vedere delle angolazioni poco note. Ringrazio pubblicamente don Alessandro Sarago che ci ha permesso di entrare».
La chiesa porta con sé una storia stratificata, quasi una città dentro la città. L'attuale edificio sorge su una struttura più antica e conserva una cripta sottostante, mentre l'intero complesso si sviluppa su più livelli. Le vicende dell'edificio sono legate anche alla Congregazione dell'Immacolata e alla figura di Girolamo Cariati, protagonista della grande trasformazione settecentesca del tempio.
I lavori di ricostruzione e ampliamento presero avvio nel 1750 e proseguirono negli anni successivi. Cariati sostenne in maniera importante l'opera, arrivando a risultare creditore della chiesa per le somme impiegate nella sua edificazione. Nel 1777 l'Immacolata venne infine consacrata solennemente dal vescovo Giuseppe Capocchiani, il 22 giugno.
Una storia che ieri sera è tornata a vivere attraverso il racconto, proprio nello spirito degli itinerari della Fondazione: non una semplice passeggiata, ma un modo per entrare nei luoghi e comprenderne le stratificazioni.
«Abbiamo la pessima abitudine di mettere in evidenza le cose negative»
E mentre il gruppo attraversava il centro storico, tra i partecipanti c'erano anche persone arrivate dai villaggi turistici della costa. Una presenza che per Arcuri rappresenta un segnale importante.
«Sì, c'è un turismo di ritorno, ma poi c'è la presenza di tanti amici che sono nei vari villaggi», ha raccontato. «Abbiamo avuto dei contatti dai responsabili dei villaggi che sono sul litorale e non ci fa che piacere averli con noi».
Ed è proprio guardando a queste presenze che Arcuri ha voluto lanciare una riflessione sul racconto della città.
«Abbiamo la pessima abitudine di mettere in evidenza le cose negative, e ci sono, ma ci sono tante cose positive», ha sottolineato. «Io sto sentendo dei turisti che sono pure con noi questa sera, che sono nei vari villaggi, e sono rimasti addirittura affascinati della nostra città».
Una frase che sembra racchiudere il senso stesso di “Respirare il Centro”: non negare ciò che non funziona, ma scegliere di raccontare anche ciò che merita di essere visto, conosciuto e valorizzato.
La Fondazione Santa Critelli lo fa da anni attraverso itinerari che sono diventati un appuntamento sempre più partecipato. Già nel 2024, quando gli itinerari erano arrivati al 38°, l'iniziativa registrava una partecipazione superiore alle aspettative, confermando quella voglia di riscoprire Crotone che nel tempo è cresciuta.
«Far innamorare i crotonesi della propria città»
Alla domanda su quale sia la soddisfazione più grande dopo 54 itinerari, Arcuri non ha dubbi. «È quella di aver inculcato finalmente il far conoscere le bellezze della città e tentare, almeno è quello che ci siamo ripromessi con Gianluca Facente, di far rinnamorare i nostri concittadini della propria città».
Ma la conoscenza, secondo Arcuri, deve necessariamente trasformarsi in responsabilità. «Soprattutto, oltre alla conoscenza, a tenerla pulita e ordinata».
È questo il filo che unisce il riconoscimento ricevuto, la partecipazione di ieri sera e il lavoro della Fondazione: restituire ai crotonesi la consapevolezza di vivere in una città che possiede una storia straordinaria e che può diventare essa stessa una destinazione per chi arriva da fuori.