Tumori cutanei non melanoma in costante aumento in Italia, ecco perché
Le parole di Marco Ardigò, caposezione Dermatologia oncologica dell'ospedale Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top
MILANO (ITALPRESS) – I tumori cutanei non melanoma sono il gruppo di tumori più frequente nella popolazione e comprendono principalmente il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare: si tratta di tumori meno noti e tendenzialmente meno aggressivi del melanoma, che però costituiscono un rilevante problema di sanità pubblica proprio per la loro altissima diffusione. In particolare in Italia sono in costante aumento, con centinaia di migliaia di nuovi casi registrati ogni anno: l’incremento è legato a diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione e le abitudini di esposizione al sole acquisite nel corso della vita; questi tumori sono infatti strettamente correlati all’esposizione ai raggi ultravioletti, naturali o artificiali, e si sviluppano più spesso nelle aree più esposte al sole come il volto, il cuoio capelluto, il collo e le mani.
“I carcinomi basocellulari e spinocellulari rappresentano la parte più consistente dei tumori cutanei: sono tumori che compaiono prevalentemente a causa dell’esposizione solare e si tratta di patologie in costante incremento nella popolazione. C’è un dato che rende molto bene l’idea: il basalioma è il più frequente tra i carcinomi, una persona su tre nella vita può avere esperienze di questo tipo di tumore”, ha dichiarato Marco Ardigò, caposezione Dermatologia oncologica dell’ospedale Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
L’esposizione al sole, spiega Ardigò, “può determinare la comparsa di questi tumori anche in persone giovani, mentre un tempo colpivano per lo più persone sui 50-60 anni: appaiono come nei, quindi bisogna sempre portarli all’attenzione di una specialista; il ruolo della dermatologia è discriminare ciò che deve essere asportato da ciò che può essere semplicemente seguito o comunque non ha nessun tipo di impatto clinico. C’è una regola che descrive una linea che parte dall’orecchio e arriva alla bocca: tutto ciò che si trova sopra è più comunemente uno spinocellulare, quello sotto un basalioma”.
Il principale tratto distintivo, aggiunge, “è proprio l‘aggressività: mentre il basalioma ha una malignità solo locale, quindi mangia i tessuti e si sostituisce ad essi, lo spinocellulare può dare metastasi a lungo termine, quindi è molto più importante trattarlo precocemente. È fondamentale controllare che non compaia qualcosa che cresce velocemente: questo è più utile della selezione del colore o dei bordi. Per le terapie la prima scelta è quella chirurgica, che può avere conseguenze anche sul piano estetico: quelli piccoli sono più facili da trattare, ma a volte compaiono in sedi anatomiche infelici”.
Fondamentale mantenere una gestione accurata dell’esposizione al sole: essa, secondo Ardigò, “deve sempre essere ponderata, controllando le ore e utilizzando le dovute protezioni: per proteggersi adeguatamente bisognerebbe utilizzare 40 grammi al giorno di crema, credo che nessuno sia in grado di farlo quindi bisogna ricorrere ad altri ausili come ad esempio cappelli, magliette di lycra, occhiali da sole; una delle sedi del basalioma è la zona interna dell’occhio, perché nessuno si mette la protezione lì”.
Il caposezione di Dermatologia oncologica dell’Humanitas conclude la propria riflessione tracciando le prospettive della disciplina: “Sono un forte sostenitore degli approcci multidisciplinari: ritengo che l’idea che il dermatologo possa mettere a disposizione la capacità di definire i margini cercando di dare l’indicazione sul punto fino al quale la chirurgia può essere conservativa ma radicale, insieme alla grande capacità del chirurgo plastico di fare ricostruzioni ottimizzate e agire chirurgicamente in zone anatomiche difficili, sia la sublimazione del nostro lavoro. Ogni condizione ha la sua terapia ottimale: ci sono forme di basalioma che possono beneficiare delle immunoterapie locali. È giusto parlarne ma non abusarne, perché il rischio sarebbe di dilatare i tempi terapeutici: bisogna avere accortezza ad esempio con i laser, sul cui utilizzo per i basaliomi non sono particolarmente favorevole”.
– Foto tratta da Medicina Top –
(ITALPRESS).