Tridico a Crotone: «Senza sviluppo il potere lo prende la 'ndrangheta»

In piazza Marinai d'Italia il confronto moderato da Antonella Grippo con Michele Santoro e Federico Cafiero De Raho. Ad aprire l'incontro Elisabetta Barbuto, che ha richiamato l'importanza della prevenzione oncologica dopo l'approvazione della mozione

A cura di Redazione
18 luglio 2026 21:30
Tridico a Crotone: «Senza sviluppo il potere lo prende la 'ndrangheta» - Foto: Redazione
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Crotone – Crotone come simbolo delle contraddizioni del Mezzogiorno e punto di partenza per riflettere su sviluppo, legalità, sanità e futuro dei giovani. È questo il filo conduttore dell'incontro "Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell'Europa di oggi", svoltosi in piazza Marinai d'Italia, promosso dall'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico e moderato dalla giornalista Antonella Grippo. Sul palco anche il giornalista Michele Santoro e l'ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.

Ad aprire la serata sono stati i saluti della consigliera regionale Elisabetta Barbuto, che ha richiamato il tema della tutela della salute ricordando il recente via libera unanime del Consiglio regionale alla mozione da lei presentata per istituire un programma di sorveglianza sanitaria e screening oncologici gratuiti per i residenti del SIN di Crotone, Cassano e Cerchiara, una misura pensata per rafforzare la prevenzione in un territorio segnato dall'inquinamento industriale.

Nel suo intervento, Pasquale Tridico ha individuato nella mancanza di una vera programmazione politica il principale ostacolo allo sviluppo della Calabria.

«Quando manca una classe dirigente capace di programmare e assumersi responsabilità – ha affermato – si crea un vuoto di potere che viene inevitabilmente occupato dalla criminalità organizzata. La 'ndrangheta prospera proprio dove le istituzioni rinunciano a governare i processi di sviluppo».

Per l'eurodeputato, Crotone rappresenta «il microscopio della Calabria del declino». Ha richiamato il tema della mancata bonifica dell'ex area industriale, sottolineando come da oltre vent'anni il territorio attenda decisioni definitive su una situazione ambientale che continua a destare forte preoccupazione anche sotto il profilo sanitario.

«Qui – ha spiegato – esiste una discarica di rifiuti industriali pericolosi che aspetta ancora una bonifica. In un territorio in cui si registra un'incidenza significativa di patologie oncologiche, continuare a rinviare le decisioni significa lasciare irrisolto uno dei problemi più gravi della Calabria».

Tridico ha quindi criticato l'attuale modello di sviluppo regionale, sostenendo che non possa fondarsi esclusivamente sul turismo o sull'aumento dei collegamenti aerei.

«Il turismo è importante, ma da solo non basta a creare uno sviluppo stabile. Non possiamo immaginare che il futuro dei nostri giovani sia soltanto quello di lavorare nei bar o nei ristoranti. Servono industria, innovazione e tecnologia. Avevamo proposto la nascita di quattro poli tecnologici e industriali per ricostruire una prospettiva produttiva nel Mezzogiorno. Oggi, invece, manca completamente una visione strategica».

Secondo l'ex presidente dell'INPS, proprio questa assenza di progettualità alimenta l'emigrazione giovanile. «Negli ultimi anni centinaia di migliaia di giovani hanno lasciato il Sud. Se esistessero reali opportunità di lavoro qualificato, molti sceglierebbero di restare. I nostri ragazzi vogliono costruire il proprio futuro nei settori dell'innovazione e delle nuove tecnologie, non sono destinati soltanto ai lavori stagionali».

Ampio spazio è stato dedicato anche alla sanità calabrese. «I dati nazionali sui Livelli essenziali di assistenza collocano la Calabria all'ultimo posto. In quindici anni di commissariamento non sono arrivati i risultati attesi. Dopo la chiusura di numerosi ospedali nel 2011, molte strutture non sono mai state realmente recuperate e numerosi interventi previsti dal PNRR, come le Case della comunità, sono ancora in forte ritardo».

A raccogliere il testimone è stato Federico Cafiero De Raho, che ha posto l'accento sul rapporto tra legalità, economia e sviluppo.

«L'obiettivo di incontri come questo – ha spiegato – è mettere in evidenza le criticità della Calabria, ma soprattutto ragionare sulle possibili soluzioni. La sanità, il lavoro, le imprese e il commercio sono temi che riguardano tutto il Paese, ma qui assumono un peso ancora maggiore».

L'ex procuratore nazionale antimafia ha ricordato il ruolo storico di Crotone come grande polo industriale, evidenziando come il processo di deindustrializzazione abbia lasciato sul territorio pesanti conseguenze ambientali.

«Questo territorio ha pagato un prezzo altissimo. Accanto alla necessità della bonifica dei siti contaminati occorre costruire nuove opportunità economiche, perché ambiente, sviluppo e lavoro non possono essere considerati temi separati».

Infine, Cafiero De Raho ha richiamato il tema della criminalità organizzata. «Oggi la 'ndrangheta non si presenta più con i volti di un tempo. Indossa spesso un abito rispettabile e si inserisce nell'economia legale. Per questo è fondamentale continuare a investire nella cultura della legalità: legalità e sviluppo sono due facce della stessa medaglia e rappresentano la condizione indispensabile per garantire un futuro migliore ai cittadini».

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