Trasporti, rincari sopra la media a Reggio Calabria e Cosenza: aumenti fino al 7,1%
L’inflazione colpisce diversi settori dell’economia, ma l’impatto varia da provincia a provincia
Cosenza - La guerra in Medio Oriente continua a incidere sull’andamento dei prezzi, con effetti che si riflettono su tariffe e costi quotidiani per famiglie e imprese. A evidenziarlo è il Codacons, che ha elaborato una mappa dei rincari sulla base degli ultimi dati Istat sull’inflazione, mettendo in luce differenze significative tra le diverse province italiane.
Tra i settori maggiormente interessati dagli aumenti figurano energia, carburanti, trasporti e prodotti alimentari, con alcuni comparti che in determinate aree registrano incrementi anche a doppia cifra rispetto allo scorso anno.
Particolarmente rilevante il dato relativo ai trasporti, che comprende l’utilizzo dei mezzi personali, i servizi di trasporto passeggeri e il trasporto merci. A giugno l’inflazione nazionale del settore si è attestata al 4,7%, ma in alcune province gli aumenti risultano decisamente più elevati.
A guidare la classifica dei rincari sono Reggio Calabria, con un incremento del 7,1%, e Cosenza, dove i prezzi dei servizi legati ai trasporti sono cresciuti del 6,6% su base annua. Seguono Napoli, con un aumento del 5,8%, e Olbia-Tempio.
Di contro, in altre realtà gli aumenti risultano più contenuti: a Reggio Emilia il comparto dei trasporti cresce del 3%, mentre Parma, Bologna e Venezia registrano incrementi del 3,2%.
Secondo il Codacons, il quadro conferma come l’impatto della crisi internazionale non sia uniforme sul territorio nazionale, con alcune province chiamate a sostenere un peso maggiore sul fronte del caro prezzi.