Strongoli, l’opposizione attacca il sindaco: “Due anni di fallimenti, si dimetta”
I consiglieri di minoranza annunciano il boicottaggio del Consiglio comunale e chiedono il ritorno alle urne dopo due anni di amministrazione
Strongoli – L’opposizione consiliare di Strongoli chiede le dimissioni del sindaco Sergio Benincasa, tracciando un bilancio fortemente negativo dei primi due anni di amministrazione. In una nota firmata dai consiglieri Rosario Ceraudo, Maria Sgro, Costantino Luigi, Elena Tesoriere, Ramona Mauro e Francesco Sirianni, la minoranza parla di «totale fallimento amministrativo» e annuncia la decisione di non partecipare alla prossima seduta del Consiglio comunale.
Al centro delle critiche vi è anche la convocazione dell’assemblea civica in orario di pranzo nella giornata di sabato, con eventuale seconda convocazione fissata per domenica. Secondo i consiglieri di opposizione, si tratterebbe di una scelta che limiterebbe la partecipazione dei cittadini e il confronto democratico, aggravata dall’assenza delle dirette streaming delle sedute.
La minoranza denuncia inoltre una maggioranza «in frantumi», sostenendo che, a due anni dall’insediamento, non sarebbero stati raggiunti risultati concreti sul piano amministrativo, al di là di interventi di ordinaria manutenzione. Nel documento vengono richiamati i cambiamenti avvenuti all’interno dell’esecutivo comunale, con dimissioni e sostituzioni che, secondo l’opposizione, avrebbero generato instabilità politica.
Tra i passaggi più duri della nota vi è il riferimento all’insediamento della commissione d’accesso presso il Comune, definito un fatto di «straordinaria gravità istituzionale» che avrebbe inevitabilmente inciso sull’immagine dell’ente e sul clima amministrativo.
I consiglieri sottolineano inoltre che, pur essendo numericamente in minoranza in Consiglio, rappresenterebbero una quota significativa dell’elettorato strongolese e accusano il sindaco di essersi progressivamente isolato nella gestione dell’ente.
Per queste ragioni, l’opposizione ha annunciato la propria assenza dalla prossima seduta consiliare, definendola «un atto di coerenza e dignità» e ribadendo la richiesta di dimissioni immediate del primo cittadino, affinché «sia restituita la parola agli elettori».