Stadio San Vito-Marulla, il Consiglio dice stop al Cosenza calcio
Possibile diniego del nulla osta per la stagione 2026-2027: il Comune avvia verifiche su canoni e convenzione tra tensioni e protesta dei tifosi
Il Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Giuseppe Mazzuca, ha approvato una risoluzione che apre a uno scenario clamoroso: il possibile diniego del nulla osta al Cosenza Calcio per l’utilizzo dello stadio San Vito-Marulla nella stagione 2026-2027. Una decisione maturata al termine di una lunga seduta, durata oltre quattro ore, alla presenza del sindaco Franz Caruso e del presidente della Provincia Biagio Faragalli, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza.
Il provvedimento impegna il Comune di Cosenza a procedere con urgenza alla ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società, a partire dalla convenzione del 10 agosto 2023, verificando eventuali somme non versate, importi compensabili e residui da recuperare. Parallelamente, si chiede formalmente alla società il pagamento delle somme dovute, escludendo automatismi compensativi basati su dichiarazioni unilaterali.
Nel documento si prevede inoltre una verifica approfondita, con il supporto dell’Avvocatura comunale, su eventuali inadempimenti contrattuali: dal mancato pagamento dei canoni alla documentazione non trasmessa, fino a possibili lavori eseguiti senza autorizzazione. Qualora emergessero irregolarità rilevanti, l’Amministrazione potrà avviare la procedura per la risoluzione della convenzione o la revoca per motivi di pubblico interesse, anche in relazione al progetto di riqualificazione dell’impianto già appaltato.
Il passaggio politicamente più forte riguarda però l’indirizzo finale: se il clima sociale resterà teso e non ci saranno evoluzioni societarie, il sindaco potrà negare il nulla osta per l’utilizzo dello stadio nella prossima stagione.
Nel corso del dibattito, il sindaco Franz Caruso ha ribadito la propria posizione, schierandosi apertamente con i tifosi e contro l’attuale dirigenza. Ha respinto le accuse di inerzia, sottolineando di aver ereditato una situazione già definita e rivendicando il ruolo politico del Consiglio nel difendere quello che ha definito un patrimonio collettivo della città.
La seduta è stata segnata anche dalla partecipazione del tifo organizzato. Gli interventi della Curva Nord e della Curva Sud hanno evidenziato un clima di forte tensione sociale, con lo stadio descritto come una “cattedrale nel deserto” e la richiesta esplicita di negare il nulla osta alla società già dal prossimo campionato. Cori e applausi hanno accompagnato il voto finale della maggioranza.
Sul piano politico, si è registrata una frattura tra maggioranza e opposizione. La risoluzione proposta dalla minoranza, illustrata da Francesco Caruso, è stata respinta, pur contenendo elementi in parte coincidenti con quella approvata. Il tentativo di arrivare a un documento unitario è fallito dopo una breve sospensione dei lavori.
Nel corso del confronto è emerso anche il nodo dei debiti contestati alla società, stimati – secondo quanto riferito dal consigliere Giuseppe d’Ippolito – in oltre 2 milioni di euro tra tributi e servizi. Una situazione che ha contribuito ad alimentare lo scontro istituzionale e sociale attorno alla gestione dello stadio.
La seduta si era aperta con un momento di raccoglimento per la scomparsa del giornalista Domenico Martelli, marito della dipendente comunale Daniela Ciccarelli.
Il Consiglio si chiude dunque con un atto politico forte che segna una svolta nei rapporti tra Comune di Cosenza e Cosenza Calcio: ora la partita si sposta sul piano amministrativo e legale, ma il messaggio lanciato dall’aula è chiaro