Settennale - Il Vescovo Torriani all’alba: “Vale la pena attraversare la notte e continuare a sperare”

Dal pellegrinaggio nella notte all’arrivo all’alba al Santuario: migliaia di fedeli con il Quadro grande trainato dai buoi fino a Capo Colonna

A cura di Redazione
17 maggio 2026 10:15
Settennale - Il Vescovo Torriani all’alba: “Vale la pena attraversare la notte e continuare a sperare” - Foto: Redazione
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Un lungo cordone umano nella notte, dalla chiesa dell’Immacolata fino al promontorio di Capo Colonna, ha accompagnato il pellegrinaggio del Quadro grande della Madonna nel cuore del Settennale. Migliaia di fedeli hanno seguito passo dopo passo il cammino della Vergine, custodendo una devozione che si tramanda da oltre cinquecento anni. Dal Convivio di Hera fino al Santuario, il quadro è stato trainato dai buoi, in uno dei momenti più intensi e identitari della tradizione crotonese.

All’arrivo al Santuario della Madonna di Capo Colonna, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Alberto Torriani, ha presieduto la celebrazione, pronunciando un’omelia legata al significato spirituale dell’aurora e del pellegrinaggio.

«Guardando le immagini di questa notte mi sono accorto che il momento in cui la Madonna si affacciava sul promontorio di Capo Colonna coincideva con l’aurora. L’aurora è qualcosa di sacro, perché non appartiene più completamente alla notte e non è ancora pieno giorno. È un passaggio attraversato dalla luce. E forse non è un caso che siamo arrivati proprio in quell’istante, dopo aver camminato nella notte portandoci dentro stanchezze, silenzi, speranze e attese».

L’arcivescovo ha poi collegato il pellegrinaggio al significato cristiano dell’Ascensione: «Nella Scrittura il cielo non è soltanto uno spazio, ma il simbolo di ciò che è alto e definitivo, il luogo di Dio. E tutta la storia della salvezza segue questo movimento: Dio scende per incontrare l’uomo e l’umanità è chiamata a salire verso il cielo. L’Ascensione non è l’assenza di Gesù, ma una presenza nuova. Gli angeli chiedono ai discepoli: “Perché state a guardare il cielo?”. È un invito a non restare immobili nella nostalgia o nella rassegnazione».

Monsignor Torriani ha invitato i fedeli a tornare nelle proprie città e nelle proprie case con uno sguardo rinnovato: «Questo pellegrinaggio non è una parentesi spirituale per allontanarci dal mondo. Siamo venuti qui per guardare la vita dall’alto del Vangelo e ritrovare uno sguardo più libero e coraggioso. Tornare da Capo Colonna significa tornare alle responsabilità quotidiane: educare, amministrare, custodire relazioni vere, scegliere il bene comune e non cedere al cinismo».

Nel passaggio conclusivo, il vescovo ha richiamato il significato della fede pasquale e della speranza: «Vale la pena attraversare la notte. Vale la pena continuare a sperare, perché Cristo è con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Maria è la stella che precede il sole: non trattiene lo sguardo su di sé, ma lo orienta sempre verso Cristo. Anche nelle notti della vita, l’alba arriverà».

Infine, l’invito rivolto ai fedeli al termine del pellegrinaggio: «Scendere da questo promontorio significa tornare nelle nostre case portando dentro il coraggio del Vangelo. Essere uomini e donne che non annunciano una teoria religiosa, ma testimoniano che Cristo è vivo, con più responsabilità e più coraggio verso il futuro».

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