Saracena, protesta per i disservizi postali: il Comune chiede tempi certi
Dopo l’ennesimo rinvio della riapertura dell’ufficio, il sindaco Renzo Russo sollecita Poste Italiane ad attivare subito un presidio mobile
SARACENA – Si alza il livello della protesta istituzionale a Saracena sulla vicenda dei servizi postali. Dopo settimane di disagi, l’assenza di risposte alla richiesta di attivazione di un Ufficio Postale Mobile e l’ennesimo rinvio della riapertura della sede cittadina, il sindaco Renzo Russo ha deciso di rivolgersi direttamente ai vertici di Poste Italiane.
La nuova comunicazione è stata indirizzata, oltre che alla struttura territoriale competente, anche all’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, al Direttore Generale Giuseppe Lasco, alle funzioni aziendali nazionali e all’Area Sud, con comunicazione per conoscenza anche al Prefetto di Cosenza. La precedente nota del 29 luglio, sottolinea il Comune, è rimasta senza riscontro.
Il nuovo sollecito arriva dopo la comunicazione di Poste Italiane relativa ai lavori infrastrutturali previsti nell’ambito del progetto Polis. A causa dei ritardi nell’approvvigionamento dei materiali necessari al completamento degli interventi, l’ufficio di Saracena continuerà ad essere appoggiato presso la sede di San Basile fino al 7 settembre. La sede cittadina resterà inoltre chiusa l’8 e il 9 settembre, con una riapertura indicata per il 10 settembre, ma ancora accompagnata dalla formula “salvo imprevisti”.
Per il sindaco Russo, però, i cittadini hanno già sopportato abbastanza. Le difficoltà organizzative e i ritardi legati ai lavori, pur comprensibili sul piano aziendale, non possono continuare a ricadere sulla popolazione.
Il problema riguarda soprattutto le fasce più fragili. Anziani, persone con disabilità o difficoltà motorie e cittadini privi di un mezzo proprio sono costretti a raggiungere altri Comuni anche per effettuare operazioni postali essenziali. Per queste persone, sottolinea l’Amministrazione, raggiungere San Basile o Castrovillari non rappresenta una semplice incomodità, ma un ostacolo concreto all’accesso a un servizio di primaria importanza.
Da qui la richiesta di attivare immediatamente a Saracena un Ufficio Postale Mobile, oppure una struttura temporanea equivalente e pienamente operativa, fino alla definitiva riapertura della sede cittadina.
Il Comune chiede inoltre a Poste Italiane di fornire tempi certi, confermare formalmente la riapertura prevista per il 10 settembre, indicare le attività ancora da completare e lo stato di avanzamento dei lavori, chiarendo anche le cause dei precedenti rinvii e le misure adottate per evitare ulteriori slittamenti.
Una particolare attenzione viene posta proprio sulla formula “salvo imprevisti”. Qualora la data del 10 settembre non fosse rispettabile, chiede il Comune, Poste dovrà comunicarlo tempestivamente, indicando una nuova data certa e le soluzioni sostitutive da garantire alla popolazione.
Il progetto Polis, ricorda Russo, nasce con l’obiettivo di rafforzare la presenza dei servizi nei piccoli Comuni, migliorandone l’accessibilità e contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali. Per questo, secondo il sindaco, appare ancora più evidente la contraddizione di una comunità che, proprio nell’ambito dello stesso progetto, rimane per un periodo così prolungato senza il proprio presidio postale.
L’Amministrazione comunale ribadisce quindi la volontà di mantenere aperto il confronto istituzionale, ma avverte che, in assenza di risposte concrete e tempestive, potrà interessare le ulteriori Autorità istituzionali e di regolazione competenti per tutelare il diritto dei cittadini di Saracena a un servizio postale continuativo, accessibile ed efficiente.
La richiesta, dunque, è chiara: meno rinvii e più certezze, con l’attivazione immediata di una soluzione temporanea che consenta alla comunità di superare il periodo di chiusura senza ulteriori disagi.