Sant’Andrea, gli zampognari celebrano la tradizione. Bruno: «Tuteleremo l’identità»
L’undicesimo raduno nel centro storico ha riunito musicisti calabresi e lucani. Il consigliere regionale: «Le tradizioni sono una risorsa»
Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, il centro storico torna a vivere con la musica e le tradizioni dell’undicesima edizione del Raduno degli zampognari. Una serata che ha messo al centro la cultura popolare calabrese e il patrimonio delle comunità, con la partecipazione di suonatori provenienti anche dalla Basilicata.
A prendere parte all’iniziativa è stato Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, che ha sottolineato il valore delle manifestazioni legate alle tradizioni locali.
«Le tradizioni popolari rappresentano un patrimonio prezioso da proteggere e tramandare. Come consigliere regionale continuerò a sostenere le associazioni e le comunità impegnate nella valorizzazione dell’identità culturale della Calabria», ha affermato Bruno.
Il raduno è stato promosso dall’associazione culturale e gruppo folk “I Pignatari”, diretta da Pietro Frustagli, con il patrocinio dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Ramogida e la direzione artistica di Giuseppe Ranieri. Le esibizioni degli zampognari hanno accompagnato una serata caratterizzata anche dalla presenza di stand e momenti di partecipazione collettiva.
Un appuntamento che ha richiamato le radici della cultura agro-pastorale e il legame tra musica, memoria e identità dei territori.
«Ho partecipato con grande piacere a questa iniziativa insieme al sindaco e al vicesindaco di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio – ha detto Bruno –. Eventi come questo non costituiscono soltanto un’occasione di intrattenimento, ma svolgono una funzione culturale e sociale fondamentale: custodiscono la memoria delle comunità, rafforzano il legame tra le generazioni e contribuiscono a far conoscere i nostri borghi».
Il consigliere regionale ha quindi ribadito la volontà di sostenere le realtà associative impegnate nella tutela delle tradizioni.
«Mi sono impegnato a tutelare queste manifestazioni e a offrire tutto il mio apporto alle associazioni che, spesso grazie al volontariato e a una passione straordinaria, portano avanti il percorso culturale dei nostri territori. Voglio essere il consigliere regionale di queste comunità, ascoltarne le esigenze e accompagnarne i progetti».
Per Bruno, dunque, la valorizzazione delle tradizioni rappresenta anche una possibilità di sviluppo per i piccoli centri: «Le tradizioni non appartengono soltanto al passato, ma possono diventare una risorsa per il presente e per il futuro della Calabria».