San Dionigi, a Crotone la benedizione del grano parla anche delle difficoltà dei campi
Alle 10.30 in piazza Duomo la tradizione con i trattori e i frutti della terra. Una festa che richiama il lavoro degli agricoltori, oggi alle prese con rincari e margini sempre più ridotti
Ci sono tradizioni che, a Crotone, non appartengono soltanto alla fede, ma raccontano anche la storia di una comunità e il legame con la propria terra. La festa di San Dionigi, patrono della città, è una di queste. Oggi, alle 10.30, in piazza Duomo, la tradizionale benedizione delle sementi e dei frutti della terra riporterà al centro della giornata il mondo agricolo, con la presenza dei trattori, simbolo di un lavoro che continua a scandire la vita di tante famiglie.
Non sarà soltanto un rito da rinnovare. Quest'anno la benedizione arriva in un momento particolarmente difficile per chi vive di agricoltura, mentre in Calabria e in altre regioni italiane si moltiplicano le proteste contro il caro carburante e l'aumento dei costi di produzione. Proprio nel crotonese, nei giorni scorsi, centinaia di persone hanno partecipato alla mobilitazione di Passovecchio, portando all'attenzione delle istituzioni le difficoltà di agricoltori, allevatori e altre categorie produttive.
Il peso dei rincari sulle aziende agricole
Il problema più immediato è quello del carburante. Il gasolio serve per lavorare i terreni, seminare, raccogliere e trasportare i prodotti. Quando il suo prezzo aumenta, crescono le spese necessarie per portare avanti l'attività. A questo si aggiungono i rincari dei fertilizzanti e degli altri mezzi tecnici, mentre il prezzo riconosciuto a chi produce non sempre consente di recuperare gli investimenti sostenuti.
È questa la contraddizione denunciata dagli agricoltori: produrre costa sempre di più, ma il guadagno resta incerto. Una difficoltà che riguarda le aziende più grandi e quelle familiari, soprattutto nei territori in cui l'agricoltura rappresenta una fonte di reddito essenziale e contribuisce a mantenere vive le campagne.
Le mobilitazioni delle ultime settimane, dalla Calabria alla Sicilia, hanno portato in strada trattori e lavoratori del settore. Le richieste riguardano interventi sul costo del carburante, sostegni capaci di incidere realmente sulle spese aziendali e condizioni più eque per chi produce. Non è soltanto una vertenza economica: in gioco c'è anche la possibilità di continuare a coltivare la terra senza essere costretti, prima o poi, ad abbandonarla.
Una benedizione che guarda al futuro
Il gesto religioso richiama la speranza in un raccolto buono, ma anche la necessità che il lavoro nei campi venga riconosciuto e tutelato. La terra, infatti, non restituisce automaticamente ciò che le viene affidato: richiede tempo, sacrifici, investimenti e la capacità di affrontare stagioni imprevedibili.
Per i crotonesi, San Dionigi è anche questo: un appuntamento che rinnova un legame antico tra la città e le sue radici. I trattori che raggiungono il centro cittadino porteranno con sé non soltanto il simbolo della tradizione, ma anche le preoccupazioni di chi ogni giorno deve fare i conti con il costo del lavoro e l'incertezza del mercato.