Risorse per la depurazione, Adoc: «Solo briciole per Crotone»

Per l'associazione dei consumatori il territorio resta indietro nella programmazione degli interventi fognari

A cura di Redazione
17 giugno 2026 11:00
Risorse per la depurazione, Adoc: «Solo briciole per Crotone» - Foto: Redazione
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Crotone - Ieri sono stati presentati i nuovi progetti relativi al piano di investimenti da 175 milioni di euro per il settore depurativo e fognario. Un intervento che, secondo l’ADOC, evidenzia però in tutta la sua portata le criticità della programmazione locale e il limitato peso della governance crotonese nella capacità di intercettare risorse. Al Comune di Crotone sono stati destinati 3.636.000 euro per il completamento della rete fognaria e il potenziamento di due piccoli impianti, una cifra ritenuta fortemente insufficiente rispetto al fabbisogno del territorio.

A intervenire è l’avv. Paola Bellomo, presidente di ADOC Crotone, che parla di una situazione strutturale: “i fondi FSC e PNRR non vengono assegnati in modo automatico, ma premiano la capacità degli enti locali di presentare studi di fattibilità validi e progetti cantierabili”. Bellomo evidenzia inoltre il divario con altri territori: “realtà come Melito Porto Salvo, che ha intercettato oltre 8 milioni di euro, o Vibo Valentia, con circa 7 milioni, dimostrano che altrove la programmazione tecnica funziona, mentre Crotone resta indietro”. Per l’associazione, le cause affondano anche nel recente passato. “Questa marginalizzazione è il frutto dell’inerzia amministrativa già certificata dalla Regione Calabria nel 2021, quando furono revocati al Comune oltre 4,6 milioni di euro destinati alle reti di Papanice e Margherita perché mai spesi”, sottolinea la presidente ADOC.

«I consumatori non possono pagare in termini di salute e disservizi»

Secondo quanto evidenziato, oggi il fabbisogno per sanare solo quelle due frazioni si avvicina ai 7 milioni di euro, rendendo ancora più evidente la distanza tra risorse disponibili e necessità reali del territorio. Critiche anche alla strategia regionale di monitoraggio ambientale, che prevede l’impiego di droni e veicoli sottomarini. “Si rischia di investire in tecnologie avanzate per osservare dall’alto situazioni che a Crotone sono già evidenti, come sversamenti di liquami e criticità infrastrutturali di base non risolte”, afferma Bellomo.

In chiusura, l’ADOC richiama l’attenzione sulle conseguenze per i cittadini: “i consumatori non possono continuare a pagare, in termini di salute e disservizi, il prezzo di una mancata programmazione e di una debole capacità progettuale”, conclude la presidente, richiamando la tutela della salute sancita dall’articolo 32 della Costituzione.

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