Rino Gaetano lo cantava già: benzina, petrolio e un’Italia che paga sempre di più

Nel 1977 usciva “Spendi spandi effendi”, la satira sul potere del petrolio. Quasi cinquant’anni dopo, con benzina e gasolio oltre i due euro al litro, quelle note sembrano raccontare ancora il presente

A cura di Redazione
16 ottobre 2026 07:00
Rino Gaetano lo cantava già: benzina, petrolio e un’Italia che paga sempre di più - Foto: Redazione
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C’è una canzone di Rino Gaetano che oggi, davanti al display di un distributore di carburante, sembra parlare direttamente a chi sta per fare il pieno. Si intitola Spendi spandi effendi, è uscita nel 1977 e racconta, con l’ironia pungente del cantautore crotonese, un mondo in cui il petrolio non è soltanto una risorsa energetica, ma anche una leva economica e politica capace di condizionare la vita delle persone.

Quasi cinquant’anni dopo, il problema è ancora lì. Cambiano i governi, cambiano le crisi internazionali, cambiano le giustificazioni dei rincari. Ma per chi deve usare l’automobile per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o raggiungere un ospedale, il risultato è sempre lo stesso: fare rifornimento costa sempre di più e il denaro a disposizione per il resto delle spese diminuisce.

I numeri di questi giorni danno la misura della situazione. Secondo i dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 14 ottobre 2026 la benzina self service costava in media 2,035 euro al litro, mentre il gasolio raggiungeva 2,252 euro al litro sulla rete stradale nazionale.

Una cifra che pesa sul bilancio delle famiglie, soprattutto in territori come la Calabria, dove per molti spostamenti quotidiani l’automobile resta indispensabile.

“Spendi spandi effendi”, la satira sul potere del petrolio

Nel 1977 Rino Gaetano aveva già trasformato il mondo del petrolio in materia per la sua satira. Spendi spandi effendi non è una canzone nata per commentare gli attuali prezzi alla pompa, ma un brano che mette in discussione, con il linguaggio surreale tipico dell’artista, le contraddizioni legate all’energia, al denaro e ai meccanismi del potere.

È proprio questa la forza di Rino Gaetano: raccontare temi complessi senza trasformarli in lezioni, affidandosi a immagini provocatorie, giochi di parole e melodie capaci di restare in testa. La sua apparente leggerezza nascondeva una critica alla società e alle sue gerarchie, tanto da rendere ancora attuali molte delle sue canzoni.

Oggi, mentre il prezzo del carburante torna a occupare le cronache, quel brano sembra quasi una colonna sonora involontaria della quotidianità. Basta guardare le persone davanti alle pompe: c’è chi sceglie pochi euro di benzina, chi rinuncia a un viaggio, chi calcola quanto gli costerà arrivare a fine mese.

Il petrolio resta una questione globale, ma il conto arriva a casa.

Dal pieno alla spesa: il caro carburante diventa caro vita

Il problema, infatti, non finisce al distributore. Il costo dell’energia e dei trasporti incide anche sulle attività produttive, sulla distribuzione delle merci e sui servizi. Quando aumentano i costi per spostare persone e prodotti, il rischio è che una parte di quei rincari si trasferisca sui prezzi finali.

Così la benzina e il gasolio diventano una voce di spesa che si riflette anche sul carrello della spesa, sulle consegne, sui costi delle imprese e sulle possibilità di consumo delle famiglie.

Per chi vive con uno stipendio che non cresce allo stesso ritmo delle spese, il problema è concreto: non si tratta soltanto di rinunciare a qualche chilometro in automobile, ma di dover rivedere l’intero bilancio domestico.

Ed è qui che la musica di Rino Gaetano incontra il presente. Non perché avesse previsto i prezzi del 2026, ma perché aveva intuito quanto le grandi questioni economiche potessero entrare nella vita di tutti i giorni, diventando materia di ironia, rabbia e riflessione.

Un cantautore che continua a parlare al presente

Rino Gaetano era nato a Crotone il 29 ottobre 1950. Morì a Roma il 2 giugno 1981, a soli trent’anni. La sua carriera fu breve, ma il suo modo di raccontare l’Italia ha attraversato le generazioni. Nelle sue canzoni la critica sociale non arrivava quasi mai attraverso proclami solenni. Preferiva il paradosso, i personaggi improbabili, le immagini spiazzanti e le contraddizioni messe in musica. Un linguaggio che gli permetteva di parlare di politica, potere, convenzioni e disuguaglianze senza rinunciare alla dimensione popolare delle sue canzoni.

Le sue canzoni non sono fotografie precise dell’Italia di oggi, ma strumenti per riconoscere problemi che non hanno smesso di interrogare la società.

Quasi cinquant’anni dopo, la domanda resta aperta

Nel 1977 il mondo era già alle prese con le conseguenze delle crisi petrolifere degli anni precedenti. Oggi, in uno scenario economico e geopolitico diverso, il costo dei carburanti torna a mettere sotto pressione famiglie e imprese.

La differenza è che adesso siamo noi a fermarci davanti al distributore, a guardare il prezzo sul display e a decidere quanto possiamo permetterci di spendere.

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