PSC Crotone, Gaetano: «A rischio verde pubblico e parcheggi, dubbi sul regolamento edilizio»
Il consigliere comunale ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sull’articolo 133.1 del REU: nel mirino le deroghe agli indici edificatori e i poteri della Giunta sui cambi di destinazione d’uso
Il futuro delle aree destinate a verde pubblico, parcheggi e servizi nei quartieri di Crotone finisce al centro di un’interrogazione consiliare. A sollevare la questione è Alfonsino Gaetano, consigliere comunale, che il 14 ottobre ha depositato un atto a risposta scritta indirizzato al sindaco, all’assessore all’Urbanistica, al dirigente del settore e al segretario generale, chiedendo chiarimenti sulla legittimità di alcune disposizioni contenute nel Regolamento edilizio urbanistico (REU) collegato al Piano strutturale comunale (PSC).
L’attenzione del consigliere si concentra sui commi 3, 4 e 5 dell’articolo 133.1, dedicato alle «Aree standard di previsione». Si tratta degli spazi individuati dalla pianificazione urbanistica per ospitare servizi destinati alla collettività, tra cui parchi, piazze, aree verdi e parcheggi.
Secondo Gaetano, le disposizioni contestate potrebbero consentire interventi edilizi in aree che dovrebbero essere riservate a queste funzioni, con possibili conseguenze sulla dotazione di servizi pubblici e sulla vivibilità dei quartieri.
«Siamo davanti a una vera e propria norma grimaldello che, se approvata così com’è, rischia di aprire la strada a una cementificazione deregolamentata delle poche aree destinate ai servizi dei cittadini», sostiene il consigliere. Nel mirino, in particolare, la possibilità di realizzare edilizia residenziale pubblica all’interno delle aree standard, un’opzione che, a suo giudizio, potrebbe modificare la destinazione originaria di spazi previsti per rispondere alle esigenze dei residenti.
Le deroghe agli indici edificatori
Un secondo punto riguarda il comma 4 dell’articolo 133.1, che, secondo la lettura di Gaetano, consentirebbe di derogare agli indici di edificabilità in presenza di interventi pubblici motivati da esigenze di interesse pubblico.
Il consigliere contesta l’assenza, nella disposizione da lui richiamata, di limiti quantitativi e volumetrici espliciti. Una formulazione che, a suo avviso, lascerebbe margini eccessivi nella valutazione degli interventi e potrebbe permettere la costruzione di edifici residenziali in aree inizialmente destinate a parchi, parcheggi e altri servizi.
«In pratica, l’amministrazione potrebbe autorizzare palazzine massicce laddove i residenti si aspettano un parco o un parcheggio, senza dover rispettare alcun parametro strutturale», afferma Gaetano, chiedendo chiarimenti tecnici sulla portata delle deroghe previste dal regolamento.
Il ruolo della Giunta e le competenze del Consiglio
L’interrogazione solleva anche una questione relativa alle competenze degli organi comunali. Il comma 5 dello stesso articolo, secondo quanto evidenziato dal consigliere, attribuirebbe alla Giunta comunale la possibilità di approvare cambi di destinazione d’uso.
Gaetano ritiene che questa previsione possa entrare in contrasto con l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali (TUEL), che disciplina le attribuzioni del Consiglio comunale, comprese quelle relative agli atti fondamentali di pianificazione urbanistica.
«Permettere alla Giunta, ovvero a un organo puramente esecutivo, di decidere autonomamente sui cambi d’uso significa esautorare il Consiglio e togliere trasparenza alle scelte che pesano sul futuro di Crotone», dichiara.
Si tratta di rilievi formulati dal consigliere nell’atto ispettivo, sui quali l’amministrazione è chiamata a fornire una risposta ufficiale. L’interrogazione punta proprio a ottenere una valutazione tecnica e giuridica delle disposizioni contestate prima del passaggio conclusivo del PSC in Consiglio comunale.
«Il Consiglio non voti una cambiale in bianco»
Gaetano si rivolge anche al segretario generale, chiedendo un intervento sulla legittimità delle norme prima della conclusione dell’iter urbanistico. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte scritte e puntuali sui possibili effetti delle disposizioni e sulle competenze in materia di pianificazione.
«Il PSC deve tornare in aula per la presa d’atto finale, ma non permetterò che il Consiglio voti una cambiale in bianco sulla pelle del territorio crotonese», afferma il consigliere, che chiede all’esecutivo di riconsiderare le previsioni contestate.
Nel suo intervento, Gaetano richiama infine il decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, che stabilisce limiti inderogabili di densità edilizia, altezza, distanza tra fabbricati e standard urbanistici. «Sono fiducioso nelle menti libere e pensanti dei miei colleghi consiglieri», conclude.
La questione resta ora legata ai chiarimenti che arriveranno dagli uffici comunali e alle valutazioni che saranno compiute prima della presa d’atto finale del Piano strutturale comunale.