PMI, Confapi: “Serve un sostegno strutturale per affrontare l’incertezza”
Il presidente di Confapi Crotone Lucente Ferdinando commenta i dati dell’indagine: «Servono risposte strutturali per sostenere competitività e crescita»
Le piccole e medie imprese continuano a dimostrare capacità di tenuta, ma guardano ai prossimi mesi con prudenza. È quanto emerge dall’indagine congiunturale di Confapi, presentata dal presidente nazionale Cristian Camisa, sull’andamento del primo semestre e sulle prospettive per la seconda parte dell’anno.
«È essenziale che le PMI ricevano un supporto adeguato, attraverso l’accesso ai finanziamenti, alla formazione e a strumenti strategici, per navigare attraverso l’incertezza senza dover superare continuamente i propri limiti». Lo afferma il presidente di Confapi Crotone, Lucente Ferdinando, commentando i dati dell’indagine.
Il quadro delineato dalla rilevazione restituisce un tessuto produttivo resiliente, ma ancora alle prese con criticità e incertezze che incidono sulle prospettive di crescita. Camisa ha richiamato la necessità di creare condizioni più favorevoli per gli investimenti, la competitività e lo sviluppo, soprattutto sul fronte dei costi dell’energia, dell’accesso al credito, delle tensioni internazionali e della transizione digitale.
I dati mostrano come il 60,89% delle PMI abbia registrato una produzione stabile o in diminuzione, mentre il 64,18% ha rilevato ordini stabili o in calo. Anche sul fatturato prevale la prudenza: il 60,59% delle imprese non ha registrato incrementi.
Particolarmente significativo il dato relativo agli investimenti. Oltre la metà delle PMI non ha effettuato investimenti nel primo semestre e soltanto il 30,9% prevede nuovi investimenti nella seconda parte dell’anno. Il 66,46% delle imprese non ha avanzato richieste di nuovi finanziamenti, mentre il 56,33% continua a fare ricorso prevalentemente all’autofinanziamento.
Un segnale positivo arriva invece dal fronte dell’innovazione. Il 23,28% delle PMI prevede investimenti nell’Intelligenza artificiale, percentuale che sale al 43,75% considerando gli investimenti immateriali. Tra gli obiettivi principali figurano l’ottimizzazione dei processi produttivi e l’aumento della produttività.
Tiene anche il mercato del lavoro: il 90,08% delle PMI ha mantenuto stabile o aumentato il proprio organico nel corso del primo semestre.
Sul fronte internazionale, l’87,5% delle imprese non rileva al momento impatti significativi legati ai dazi statunitensi. Resta però alta l’attenzione sull’evoluzione della crisi in Medio Oriente, con il 69,47% degli intervistati che ritiene un eventuale protrarsi o aggravarsi della situazione possa incidere sulla redditività aziendale.
«Se per circa due imprese su tre produzione, ordini e fatturato restano fermi o registrano una contrazione – conclude Lucente Ferdinando – è necessario intervenire con risposte strutturali, capaci di sostenere la competitività e la crescita, e non con misure occasionali o temporanee».