(Foto) Crotone - Puliscono un'area a Fondo Gesù: «Non avevamo un posto per giocare»
A Fondo Gesù Cristian, Denis, Michele, Francesco e Matteo comprano scopa e paletta. L'appello al Sindaco: «Prendetevi cura del quartiere»
Crotone - Dieci euro a testa. Li hanno raccolti Cristian, Denis, Michele, Francesco e Matteo per riappropriarsi di uno spazio che sentivano loro, ma che da tempo non era più nelle condizioni di essere utilizzato. Siamo a Fondo Gesù, in via Eugenio Curiel, uno dei quartieri popolari, dove tra le difficoltà quotidiane e spazi che spesso mostrano i segni di una cura non sempre sufficiente, c'è anche una comunità che vuole vivere e che chiede semplicemente luoghi dignitosi dove stare insieme. Ed è proprio da qui che parte la storia di cinque ragazzi che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e sistemare un piccolo spazio. Sono andati al supermercato e hanno comprato scope, palette, bombolette per tracciare il campo e un martello per sistemare le mattonelle. Poi hanno iniziato a pulire e a mettere in ordine. Nessuno glielo ha chiesto e nessuno li ha pagati. Lo hanno fatto perché volevano tornare a giocare.
«Non avevamo un posto dove giocare»
«Non avevamo un posto per giocare - spiega Cristian, 11 anni e la passione per il calcio - tutti ci dicevano che non potevamo giocare da nessuna parte». Una frase che dice molto di quello che significa essere bambini e ragazzi in un quartiere come Fondo Gesù: avere voglia di uscire, incontrarsi, giocare, ma non sempre trovare spazi adeguati e disponibili. Per loro quindi, quel campetto non era semplicemente un luogo da sistemare. È il posto dove incontrarsi, correre dietro a un pallone, ridere e trascorrere qualche ora insieme. E così hanno deciso di iniziare da quello che avevano a disposizione. «Continueremo a pulirlo. Vogliamo comprare le porte per giocare, tutto con i nostri soldi» aggiunge Denis.
Una mamma: “Sono contenta e orgogliosa”
A raccontare con orgoglio quello che stanno facendo ci sono anche le loro famiglie: «Sono contenta e orgogliosa, soprattutto per il fatto che abbiano fatto tutto soli e di loro iniziativa», racconta una mamma. Quei bambini che prima scendevano semplicemente a giocare oggi sono diventati anche fruitori e responsabili dello spazio. Lo puliscono, lo sistemano e chiedono agli altri di rispettarlo: «Noi qui ci giochiamo, per favore non sporcate», è il loro messaggio. È un piccolo patto di comunità, nato spontaneamente tra i ragazzi. Perché quando uno spazio viene sentito come proprio, cambia anche il modo di guardarlo: non è più soltanto qualcosa da utilizzare, ma qualcosa di cui prendersi cura. E in un quartiere popolare come Fondo Gesù, dove la presenza e l'attenzione delle istituzioni sugli spazi comuni possono fare la differenza, questo gesto assume un significato ancora più importante.
“Al sindaco chiediamo più attenzione”
I cinque ragazzi, però, non vogliono fermarsi alla loro iniziativa. Hanno anche una richiesta da rivolgere al Comune: «Al sindaco direi che devono prendersi più cura del quartiere». E Denis ha già in mente un obiettivo preciso: fare un vero campetto a Fondo Gesù, attrezzato e a disposizione dei ragazzi della zona. Nel frattempo, però, qualcosa è già cambiato. Cinque ragazzi hanno dimostrato che anche con pochi soldi e tanta volontà si può iniziare a recuperare uno spazio. Dieci euro a testa, qualche attrezzo comprato al supermercato e il desiderio di avere un posto dove giocare. E mentre aspettano che qualcuno raccolga il loro appello, Cristian, Denis, Michele, Francesco e Matteo continuano a pulire il loro campetto. Perché, per loro, quel pezzo di via Eugenio Curiel non è soltanto un campo, è il posto dove vogliono stare insieme.
Nelle foto l'area prima della pulizia dei ragazzi.
V. R.