Pallagorio, il rito mascherato rivive nel martedì di Pasqua arbëreshë

Tra storia, fede e identità, la tradizione torna a unire comunità e memoria

A cura di Redazione
14 aprile 2026 10:00
Pallagorio, il rito mascherato rivive nel martedì di Pasqua arbëreshë - Foto Uff. Stampa Fili Meridiani
Foto Uff. Stampa Fili Meridiani
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Torna a Pallagorio, nel cuore dell’Arbëria crotonese, l’antico rito mascherato del martedì di Pasqua, una delle espressioni più suggestive e identitarie della cultura arbëreshe. Un appuntamento che ogni anno rinnova il legame tra passato e presente, riportando in vita gesti, simboli e tradizioni tramandate di generazione in generazione.

Un tempo simbolo di fratellanza tra i paesi arbëreshë del territorio, la celebrazione rappresentava un momento di incontro e condivisione, scandito dai canti tradizionali e dalle affascinanti “vaghe”, immerse in un’atmosfera carica di memoria e appartenenza. Secondo la tradizione, il rito potrebbe richiamare anche il ricordo di una vittoria di Giorgio Skanderbeg, figura storica centrale per il popolo arbëreshë.

Con il passaggio dal rito bizantino a quello latino, la festa del martedì ha progressivamente assunto una connotazione religiosa, trasformandosi in una celebrazione dedicata a Sant’Antonio. Ancora oggi, durante i festeggiamenti, viene portato in processione il quadro del Santo; in passato erano le giovani donne nubili a trasportarlo, in un gesto simbolico legato al desiderio di matrimonio.

Accanto al rito mascherato sopravvivono altre tradizioni antiche e affascinanti: il dondolio sull’altalena tra le querce e il pranzo comunitario all’ombra degli alberi della Gardia, luogo che ospita la chiesetta di Sant’Antonio, un tempo antico monastero basiliano.

In questo contesto, Fili Meridiani continua a promuovere e valorizzare una memoria viva, partecipando attivamente alla celebrazione: dalla Vagha ai canti antichi, fino al pranzo comunitario sotto le querce della Gardia, contribuendo a custodire e raccontare l’identità autentica dell’Arbëria.

Un evento che intreccia storia, fede e comunità, e che continua a raccontare, attraverso i suoi riti, l’anima più profonda di un territorio unico.

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