Opera Sila, musica e natura si incontrano nella Sila Piccola tra emozioni e scienza
A Tirivolo una giornata tra musica, divulgazione e paesaggio: il festival conquista anche pubblico proveniente da fuori regione e valorizza il territorio
Una domenica nel cuore della Sila Piccola, tra musica, natura, divulgazione scientifica e memoria. È quella vissuta dal pubblico di Opera Sila, il festival ideato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio Pascuzzo, che propone una formula capace di andare oltre il tradizionale concetto di concerto.
L'appuntamento si è sviluppato lungo il sentiero della Valle del Fiume Crocchio, in località Tirivolo, trasformando il paesaggio in parte integrante dello spettacolo. Un'esperienza costruita per invitare il pubblico non soltanto ad ascoltare, ma anche a camminare, osservare e conoscere il territorio.
A confermare la crescente attrattività della manifestazione è anche la presenza di numerosi partecipanti arrivati da fuori regione, dalla Puglia alla Sicilia, passando per l'Abruzzo e Roma. Un pubblico richiamato proprio dall'originalità di un festival che porta la musica nella natura e alterna gli appuntamenti musicali alla divulgazione e a interventi artistici.
Il percorso, tracciato dalle guide ambientali del Parco Nazionale della Sila e coordinate da Giovanni Vizza, ha permesso di scoprire la storia e le caratteristiche del bosco. L'etnobotanico Carmine Lupia ha raccontato il rapporto tra gli alberi e le comunità che per generazioni hanno vissuto e lavorato in queste montagne.
Tra le protagoniste del racconto anche l'abete bianco, presente tra Tirivolo e il Monte Gariglione. Una specie dalla storia particolare, il cui legname fu utilizzato anche per la costruzione della Reggia di Caserta e che ha rappresentato, durante le ere glaciali, uno dei rifugi meridionali della specie.
Alla dimensione storica si è aggiunta quella scientifica con Giosuè Costa, docente di chimica all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Al centro del suo intervento le molecole volatili presenti negli aghi dell'abete bianco e del pino laricio e i risultati di studi di laboratorio che hanno analizzato i possibili effetti sul benessere e sull'ansia.
La musica si è quindi inserita nel paesaggio senza mai sovrastarlo. Awa Ly ha coinvolto il pubblico con una performance intensa e suggestiva, accompagnata dal tamburo e caratterizzata da un forte richiamo al rapporto con la Terra e con la diversità.
Il cammino è proseguito fino alla Valle Luminosa, sul Fiume del Crocchio, primo “Luogo del Belsentire” inaugurato nel Parco Nazionale della Sila e inserito nella mappa dei territori caratterizzati da un paesaggio sonoro di particolare valore ecologico e culturale.
Qui Nico Arezzo ha proposto le sue canzoni con un live essenziale e intimo, dedicato anche al rapporto con il Sud e all'emigrazione. Un racconto musicale fatto di partenze, radici e del legame con una terra che continua a rimanere presente anche quando la vita porta lontano.
Non è mancato un momento di sorpresa con l'imboscata artistica tra le caratteristiche baracche dai tetti rossi del Villaggio Grechi, dove Antonio Pascuzzo, Nico Arezzo e Awa Ly hanno reinterpretato alcune canzoni di Pino Daniele.
A chiudere la giornata è stato Motta, protagonista di un incontro ravvicinato con il pubblico davanti alla chiesetta di Villaggio Grechi. Accompagnandosi alla chitarra e alla tastiera, l'artista ha proposto diversi brani del proprio repertorio, creando un dialogo diretto con una platea composta in larga parte da giovani.
Tra i momenti più intensi, l'esecuzione di “Ed è quasi come essere felice”, che ha lasciato emergere il lato più inquieto e introspettivo della scrittura dell'artista.
Opera Sila conferma così una formula che mette in relazione arte, natura e conoscenza, senza trasformare il paesaggio in semplice scenografia. La musica diventa parte dell'esperienza, mentre la divulgazione permette di leggere con maggiore consapevolezza ciò che circonda il pubblico.
La manifestazione sta inoltre producendo ricadute sul territorio. Le strutture ricettive coinvolte, anche attraverso il progetto “Do ut Jazz” sostenuto dalla Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, stanno registrando prenotazioni legate agli appuntamenti del festival, contribuendo a portare movimento in un periodo dell'anno tradizionalmente meno interessato dai grandi flussi.
Il programma di Opera Sila prosegue con altri appuntamenti musicali e culturali, tra cui quelli con Simone Cristicchi, Amara, il Coro Opera Sila, l'Ensemble Vocale Luminae, Simona Sciacca, Alessandro Chimienti e Rocco Papaleo. La programmazione sarà modulata in base all'evoluzione delle condizioni meteorologiche, con la sicurezza dei partecipanti come priorità.
Il festival è realizzato con il sostegno della Regione Calabria, nell'ambito degli interventi “Calabria Straordinaria”, e con il supporto di realtà pubbliche e private. Partner istituzionali sono il Comune di Taverna, il Parco Nazionale della Sila e il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro.