Crotone - Alla Biennale di Venezia il corto di Iuliano con il sound design di Garmo

I due hanno lavorato insieme per un progetto realizzato con l’Arma dei Carabinieri, “È più difficile” affronta il tema del cyberbullismo

A cura di Redazione
14 settembre 2026 12:00
Crotone - Alla Biennale di Venezia il corto di Iuliano con il sound design di Garmo - Foto: La presentazione alla Biennale del Cinema di Venezia
Foto: La presentazione alla Biennale del Cinema di Venezia
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Crotone - Aldo Iuliano e Carmelo “Garmo” Mandica, due professionisti crotonesi, sono stati tra i protagonisti della Biennale del Cinema di Venezia con il cortometraggio “È più difficile”. Iuliano ne ha firmato la regia, mentre Mandica ha curato il sound design e ha prodotto la canzone “Le Château de Verre”, inserita nei titoli di coda del corto. Un traguardo importante per due talenti legati a Crotone che hanno portato il nome della loro città all'interno di uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati al cinema, attraverso un'opera che affronta un tema di grande attualità e rilevanza sociale: il cyberbullismo e la fragilità emotiva delle nuove generazioni.

Locandina "é più difficile" (U.S. Licia Giurgiolo 14.9.2026)
Foto: Locandina E' più difficile

Un momento di confronto e riflessione

Il cortometraggio è stato presentato nell'ambito di “Cyberbullismo e inclusione”, l'incontro organizzato dall'Arma dei Carabinieri in collaborazione con Cortinametraggio e con il Patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, all'Hotel Excelsior – Spazio Incontri, all’interno della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un momento di confronto e riflessione che ha visto la partecipazione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Salvatore Luongo, di Maddalena Mayneri, Presidente di Cortinametraggio, e dell'App. Sc. Luigi Busà, Campione Olimpico, insieme al cast del cortometraggio, con i due giovani protagonisti Alessandro Bedetti e Giacomo Covi.

Il cyberbullismo è una delle forme più insidiose della violenza contemporanea: una violenza psicologica che attraversa gli strumenti digitali, le chat e i social network, insinuandosi nella quotidianità di tanti adolescenti e consumandosi spesso nel silenzio, nell'isolamento e nell'indifferenza di chi assiste senza intervenire. L'incontro ha richiamato l'attenzione non soltanto sulle conseguenze del cyberbullismo, ma anche sulla responsabilità individuale e collettiva di fronte alle nuove forme di violenza che si sviluppano nello spazio digitale. Un fenomeno che riguarda direttamente le giovani generazioni e che impone alle istituzioni, alla scuola, alle famiglie e alla società nel suo insieme un impegno sempre più forte nella prevenzione, nell'ascolto e nella costruzione di una cultura dell'inclusione.

A seguire è stato proiettato “È più difficile”, il cortometraggio diretto da Aldo Iuliano e tratto da un soggetto di Francesca Romana Massaro e Roberto Ciufoli, che vede come produttrice creativa Maddalena Mayneri, come produttrice esecutiva Chiara Budano e Flavia Enchelli come organizzatrice generale. Nato nell'ambito di Cortinametraggio, prodotto da Andromeda Film di Filippo Montalto e Francesco Montalto e realizzato in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, il film affronta il tema del cyberbullismo e della fragilità emotiva delle nuove generazioni, raccontando una realtà sempre più segnata dal rapporto tra vita reale e dimensione virtuale.

Ambientato in un surreale liceo fatto di pareti di vetro e superfici riflettenti, il cortometraggio mette al centro Andrea, un ragazzo silenzioso e appartato vittima della violenza online. Attraverso un inaspettato esperimento sociale condotto da tre Carabinieri, un'intera classe viene posta di fronte alle conseguenze della cyber-violenza e al peso dell'indifferenza di chi guarda senza intervenire. Nel cast, accanto a Giacomo Covi e Alessandro Bedetti, anche Carolina Sala, Roberto Ciufoli, Maria Rosaria Russo, Manuel Ricco, Mathilde Serre e Alexia Cozzi.

«Il cyberbullismo è una forma di violenza psicologica compiuta attraverso strumenti digitali, una realtà drammatica che vivono molti adolescenti contemporanei nel silenzio della propria interiorità. Ho provato a calare visivamente i personaggi di questo cortometraggio in un Haiku – la breve poesia giapponese – dove la gentilezza di un pensiero si contrappone al silenzio di chi guarda e non fa niente per opporsi», dichiara Aldo Iuliano.

La presenza di Iuliano e Mandica alla Biennale rappresenta così anche un'occasione per raccontare una Calabria capace di esprimere professionalità e creatività che trovano spazio nei più importanti contesti culturali e artistici internazionali.

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