Montalto Uffugo, proposta per l’Anello dei Due Santi: unire i cammini calabresi

Da San Francesco di Paola a San Giacomo, l’idea è collegare percorsi già esistenti e valorizzare borghi, santuari e aree interne attraverso il turismo lento

A cura di Redazione
13 ottobre 2026 07:00
Montalto Uffugo, proposta per l’Anello dei Due Santi: unire i cammini calabresi - Foto Uff. Stampa
Foto Uff. Stampa
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Montalto Uffugo - Collegare le vie dedicate a San Francesco di Paola e San Giacomo Maggiore Apostolo in un unico itinerario capace di attraversare diversi territori della Calabria. È la proposta dell’Anello dei Due Santi, presentata domenica 4 ottobre a Montalto Uffugo, nel corso della Giornata dei Custodi del Creato.

L’iniziativa si è svolta nell’Azienda Agricola Terre Nobili, in contrada Cariglialto, ospitata da Lidia Matera con il contributo della Confraternita dell’Immacolata Concezione, guidata dal priore Antonio Salerno. Una giornata dedicata alla fede e alla tutela dell’ambiente che ha offerto l’occasione per discutere anche di turismo sostenibile, identità locali e nuove opportunità per le comunità calabresi.

All’incontro hanno partecipato Padre Salvatore Cimino, superiore generale dei Missionari Ardorini, Don Sergio Polito, presidente dell’associazione Pellegrini di Speranza sulla via di San Giacomo in Calabria APS, Natalizia Sinopoli, consigliera comunale di Montalto Uffugo con delega ai Cammini Religiosi, Silvio Ranieri, assessore comunale al Turismo, e Biagio Antonio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo e presidente della Provincia di Cosenza.

Presenti anche i sindaci Alessandro Falvo di Cicala, Pasquale Taverna di Bianchi, Giovanni Lucia di Colosimi e Silvio Geraldo Cascardo di Cerzeto. Le amministrazioni di Fuscaldo, Scigliano, Cleto e San Mango d’Aquino hanno inviato i propri saluti.

Il progetto parte dal Cammino di San Giacomo

Il punto di partenza del confronto è stato il Cammino di San Giacomo in Calabria, illustrato da Don Sergio Polito e approfondito da Matteo Nonnis, referente e progettista dell’associazione promotrice.

Il percorso nasce con una vocazione spirituale, ma guarda anche alla valorizzazione culturale, sociale e turistica dei luoghi attraversati. L’obiettivo è coinvolgere le comunità locali, favorire la riscoperta dei borghi e creare occasioni di sviluppo attraverso il pellegrinaggio e il turismo lento.

Da questa esperienza è nata l’idea di ampliare la prospettiva e mettere in comunicazione itinerari legati a due figure centrali della tradizione religiosa calabrese.

Un itinerario circolare da Rende a Paola

L’Anello dei Due Santi punta a collegare Rende, Montalto Uffugo, Cerzeto, l’area di Cinquemiglia e Fuscaldo, fino a Paola, prevedendo poi il ritorno verso Rende. Il progetto ipotizza di integrare un primo tratto collegato al Cammino di San Giacomo con le vie già tracciate del Cammino di San Francesco di Paola.

La proposta non consiste quindi nel realizzare da zero un nuovo percorso, ma nel mettere in rete itinerari esistenti, territori e risorse locali. Un lavoro di connessione che, se sviluppato, potrebbe coinvolgere borghi, santuari, paesaggi, aziende agricole, strutture ricettive e attività economiche.

La prospettiva è quella di offrire ai pellegrini un’esperienza più ampia, capace di unire la dimensione religiosa alla conoscenza del patrimonio naturale e culturale della Calabria.

La custodia del Creato come punto di partenza

La scelta del 4 ottobre ha dato un significato particolare alla presentazione. La ricorrenza di San Francesco d’Assisi, legata alla sensibilità per la natura e alla responsabilità verso il Creato, ha fatto da cornice al confronto sul rapporto tra cammini, ambiente e sviluppo territoriale.

Il turismo lento può diventare uno strumento per riscoprire le aree interne e sostenere le economie locali, a condizione che la valorizzazione dei luoghi proceda insieme alla loro tutela.

È questa la prospettiva che accompagna la proposta dell’Anello dei Due Santi: costruire collegamenti che non si limitino a tracciare una nuova linea sulla mappa, ma che sappiano coinvolgere le comunità e rendere i territori parte integrante dell’esperienza del pellegrino.

L’idea presentata a Montalto Uffugo apre così una nuova ipotesi di collaborazione tra amministrazioni e realtà associative. La sfida sarà trasformare la proposta in un progetto condiviso, capace di integrare i percorsi esistenti e di offrire nuove occasioni di conoscenza e crescita per la Calabria.

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