Lamezia, discariche abusive in via Padre Alfonso di Bartolo: i residenti installano telecamere

Cumuli di rifiuti tra gli alberi nella zona del cimitero di Nicastro: esposto alla Polizia Locale e videosorveglianza per fermare gli scarichi illegali

A cura di Redazione
22 aprile 2026 10:00
Lamezia, discariche abusive in via Padre Alfonso di Bartolo: i residenti installano telecamere - Foto: Maria Scaramuzzino
Foto: Maria Scaramuzzino
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Lamezia Terme – Spazzatura, pannelli di legno, resti di mobili, una bici per bambini smontata, pneumatici e rifiuti ingombranti abbandonati tra gli alberi. È questo lo scenario che da settimane si presenta in via Padre Alfonso di Bartolo, nella zona collinare nei pressi del cimitero di Nicastro, dove un terreno privato è stato trasformato in una vera e propria discarica abusiva.

I residenti parlano di una situazione ormai fuori controllo: «Questa non è più campagna, è diventata una discarica a cielo aperto. Ogni settimana troviamo qualcosa di nuovo: prima un materasso, poi pannelli di legno, adesso anche i resti di una bici. È un degrado continuo».

Secondo quanto riferito dai proprietari dei terreni, i rifiuti verrebbero abbandonati soprattutto nei punti meno visibili dalla strada o oltre le recinzioni, sfruttando l’isolamento dell’area per eludere controlli e risparmiare sui costi di smaltimento.

Di fronte al ripetersi degli episodi, i residenti hanno deciso di passare all’azione. Nei prossimi giorni sarà presentata una denuncia formale al Comando di Polizia Locale di Lamezia Terme, corredata da documentazione fotografica e coordinate GPS per individuare con precisione l’area interessata.

Parallelamente, è già stata avviata l’installazione di un sistema di videosorveglianza, con l’obiettivo di identificare i responsabili e porre un freno definitivo agli scarichi illegali.

«Invitiamo tutti i cittadini a collaborare, segnalando eventuali targhe o mezzi sospetti che frequentano la zona», è l’appello dei residenti, determinati a difendere il territorio da un fenomeno che continua a deturpare un’area verde trasformata, ormai, in una discarica a cielo aperto

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