Isola di Capo Rizzuto, il PD: «Il rischio di un terzo commissariamento impone una riflessione profonda»

Dal caso Capo Piccolo alla depurazione, il Partito Democratico chiede responsabilità, trasparenza e un confronto tra tutte le forze politiche

A cura di Redazione
24 agosto 2026 18:00
Isola di Capo Rizzuto, il PD: «Il rischio di un terzo commissariamento impone una riflessione profonda» - Foto Uff. Stampa PD Isola di Capo Rizzuto
Foto Uff. Stampa PD Isola di Capo Rizzuto
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Il Consiglio comunale di Isola di Capo Rizzuto del 20 agosto ha riportato al centro del dibattito due questioni particolarmente delicate: l’insediamento della Commissione d’accesso nominata dal Prefetto e la vicenda di Capo Piccolo, dove il divieto di balneazione ha provocato pesanti ripercussioni per cittadini, operatori turistici e attività economiche.

Il Partito Democratico ha espresso in aula forte preoccupazione per le possibili conseguenze dell’istruttoria della Commissione. L’eventualità di un terzo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose in 23 anni, sottolinea il partito, impone una riflessione seria sul futuro della comunità.

Il capogruppo del PD Andrea Filici ha rivolto un appello al sindaco Vittimberga e al presidente del Consiglio Luigi Rizzo, chiedendo di promuovere un momento di confronto che coinvolga tutte le forze politiche, dentro e fuori il Consiglio comunale.

Secondo il PD, su una questione così delicata non servono divisioni o contrapposizioni, ma un percorso condiviso fondato su legalità, trasparenza e responsabilità. Da qui la proposta di costruire un vero e proprio “Patto per Isola”, capace di contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini e a cambiare l’immagine del territorio.

Il caso Capo Piccolo

Al centro della seduta anche la situazione di Capo Piccolo, dove il divieto di balneazione, scattato il 20 luglio e protrattosi per oltre un mese nel pieno della stagione estiva, ha provocato disdette, richieste di risarcimento e danni economici alle attività turistiche della zona.

Il PD evidenzia come le criticità non siano nuove e siano legate anche alle problematiche della depurazione e agli sversamenti che interessano quel tratto di costa. Filici, già prima delle elezioni del maggio 2025, si era recato sul posto per verificare direttamente le condizioni dell’area e raccogliere le preoccupazioni degli operatori.

Per il partito, dunque, non è più possibile affrontare il problema come una semplice emergenza stagionale. Serve una programmazione strutturale, con il coinvolgimento di ingegneri ambientali e professionisti qualificati, in grado di individuare le cause delle criticità e definire interventi risolutivi.

Tra le proposte avanzate anche la costituzione di una Commissione consiliare di verifica sul sistema della depurazione, con un’analisi che parta da Capo Piccolo ma venga estesa all’intero territorio comunale. L’obiettivo è arrivare a un tavolo permanente dedicato alle problematiche idriche e della depurazione.

Il PD richiama inoltre le risorse straordinarie arrivate negli ultimi anni, comprese quelle del PNRR, sostenendo di aver chiesto in passato un confronto sulle priorità di investimento e sulla possibilità di destinare fondi alla risoluzione dei problemi strutturali del territorio.

«Capo Piccolo non può essere lasciata sola e Isola di Capo Rizzuto non può permettersi che problemi così importanti vengano continuamente rinviati», è il senso dell’appello lanciato dal PD, che chiede ora di affrontare le questioni nelle sedi competenti.

La posizione del partito, conclude la nota, vuole essere «costruttiva ma ferma»: legalità, trasparenza, competenza e tutela del territorio vengono indicate come elementi imprescindibili per costruire il futuro di Isola di Capo Rizzuto.

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