Il crotonese Vincenzo Leto alla Festa del Cinema di Roma con «Me, You»
Il presidente della Palestra dell’Anima e guida di Guitti senza carrozzone ha partecipato all’anteprima mondiale del film diretto da Bille August e tratto dal romanzo di Erri De Luca
C’era anche il crotonese Vincenzo Leto, presidente di Guitti senza Carrozzone e direttore artistico della Palestra dell’Anima, alla Festa del Cinema di Roma in occasione dell’anteprima mondiale di Me, You, il film diretto dal regista danese Bille August, tratto dal romanzo Tu, mio di Erri De Luca.
Leto ha condiviso l’esperienza con diversi volti amici della Palestra dell’Anima, vivendo una serata dedicata al cinema e alla cultura. A raccontare l’emozione è stato lo stesso Leto attraverso un messaggio pubblicato sui social.
«Un’emozione speciale vedere il nostro presidente e tanti volti amici della Palestra dell’Anima calcare il red carpet del festival del Cinema di Roma in occasione dell’anteprima mondiale di Me, You, diretto dal premio Oscar Bille August e tratto dal romanzo Tu, mio di Erri De Luca», ha scritto.
Il film racconta la storia di Marco, un ragazzo di quattordici anni che trascorre le vacanze estive in Italia nel 1950. Durante il soggiorno incontra Caia, una giovane donna ebrea di origini rumene segnata dalle persecuzioni e dalle esperienze vissute durante la Seconda guerra mondiale. Tra i due nasce un legame che accompagna il protagonista nella scoperta del primo amore e nella crescita personale, sullo sfondo delle ferite lasciate dal conflitto.
La pellicola è diretta da Bille August, regista danese vincitore del premio Oscar per Pelle alla conquista del mondo e di due Palme d’Oro al Festival di Cannes. Nel cast figurano Sonia Ammar, Kolbjörn Skarsgård, Massimiliano Caiazzo, Laura Morante, Tim Roth e Brian Cox.
Nel suo messaggio, Leto ha ricordato il valore dell’incontro e della condivisione, anche al di fuori del palcoscenico: «Un momento di condivisione, cultura ed emozioni che ci rende orgogliosi e ci ricorda quanto sia bello incontrarsi, anche lontano dal palcoscenico, in contesti capaci di unire storie, persone e passioni».