(FOTO) Crotone - Crotone, applausi per l'Orestea riletta dagli studenti del Pitagora
Applausi per il gruppo Theano: in scena una tragedia antica riletta attraverso le fragilità e le sfide delle relazioni contemporanee
Crotone - Ha registrato un grandissimo successo di pubblico il debutto-evento di "Ritratto di famiglia", la rilettura dell'Orestea portata in scena dal gruppo teatrale del Liceo Classico "Pitagora" di Crotone, “Theano” nella splendida cornice del Castello di CarloV. Lo ha incantato gli spettatori presenti, dimostrando come il mito antico possa farsi specchio spietato e chiarificatore della nostra contemporaneità. Abbandonando la solennità distaccata dei classici eroi di pietra, la tragedia di Eschilo ha trovato posto tra mura intime e vicine, trasformando una faida dinastica in una vicenda domestica che costringe lo spettatore a fare i conti con la natura profonda dei conflitti umani.
Dallo Stato al cuore: lo scarto radicale dal mito classico
Se nell'opera originale la catena dei delitti familiari si interrompeva per un atto politico – l’istituzione del primo tribunale umano da parte della dea Atena – questa rivisitazione compie uno scarto radicale. Il baricentro si sposta dalla legge dello Stato alla giustizia del cuore. La catena di sangue non si spezza grazie a un decreto burocratico, ma attraverso un percorso intimo e spirituale: l'incontro. Lo spettacolo lancia così il suo messaggio più potente: la violenza e la rottura si curano solo attraverso la pietas (devozione e comprensione profonda) e il riconoscimento del dolore altrui. Nel finale, lo spirito di Agamennone non chiede vendetta, ma porge la mano a Clitennestra per un ultimo, disperato ballo, mentre i figli si fondono in un abbraccio corale, rifiutando di ereditare l'odio e i traumi dei padri.
Il mito tra le mura domestiche: l'anacronismo estetico
Il dramma si consuma in un ambiente minimalista, dove il tempo della colpa è scandito dal rumore ossessivo di una goccia che cade, e la brutalità delle azioni viene lacerata dall'inserimento di un giradischi e di canzoni della nostra memoria (come “Come le viole”). Questo cortocircuito sonoro demolisce la distanza storica, mostrando padri, madri e figli nella loro nuda fragilità e solitudine.
Il percorso drammaturgico si articola in quattro momenti chiave: il sacrificio (L'Innocenza calpestata): L'inizio mostra Ifigenia che gioca con un castello di sabbia, fragile simbolo destinato a essere spazzato via dall'ambizione politica di Agamennone; il ritorno (L'Ombra del passato): Il re torna vincitore da Troia, ma il tappeto steso per il suo ingresso trionfale è già una trappola tesa dalla memoria; l'inganno: Clitemnestra compie la sua feroce vendetta, ma il potere conquistato con il sangue non cancella il dolore logorante per la figlia perduta; il perdono (La Riconciliazione dello spirito): Oreste ed Elettra rifiutano l'eredità tossica dei genitori. I vivi e i morti si uniscono in un abbraccio cosmico che si scioglie nella parola più difficile: “Grazie, Amore mio”.
Oltre la colpa: una riflessione sulle relazioni odierne
Oggi molte relazioni entrano in crisi per l'accumulo quotidiano di silenzi, non detti e "muri invisibili". La casa rischia di trasformarsi in un tribunale domestico incentrato sulla ricerca del colpevole ("è colpa tua", "tu non capisci"), estensione moderna della vendetta mitica. Questa Orestea, mostrando il naufragio di una famiglia incapace di comunicare, vuole essere un duplice invito: una celebrazione della cura invisibile per chi vive nella stabilità, e un richiamo potente a deporre le armi del giudizio per chi sta attraversando una tempesta. Perché una famiglia non si salva trovando un colpevole, ma trovando una parola comune.
Il "Nostos" dei registi: un ritorno a casa magico
Il merito più grande di questo percorso davvero magico va a due professionisti straordinari, giovani ma già forti di un talento e di una maturità sorprendenti: il regista Francesco Franco e la coach Giada Ruperti. Per loro, questo progetto ha avuto il sapore del nostos, il mitico viaggio di ritorno a casa: da ex alunni del Liceo Classico "Pitagora", infatti, sono tornati dove tutto è iniziato per mettere la loro passione e la loro preparazione a disposizione della scuola. Francesco e Giada sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per tutti i ragazzi, riuscendo a creare fin dal primo giorno un ambiente bellissimo, sano, coeso e accogliente.