Due giorni in mare dopo il soccorso: 42 migranti arrivano a Crotone

La MV Louise Michel è approdata nella notte con 42 persone salvate nel Mediterraneo centrale. Prima della partenza verso l’Italia, la denuncia di colpi d’arma da fuoco esplosi da una motovedetta libica durante un altro intervento

A cura di Redazione
29 agosto 2026 10:00
Due giorni in mare dopo il soccorso: 42 migranti arrivano a Crotone - Foto Uff. Sampa Croce Rossa Italiana sezione di Crotone
Foto Uff. Sampa Croce Rossa Italiana sezione di Crotone
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Una lunga traversata, quasi due giorni di navigazione e l’assegnazione del porto di Crotone, a circa 400 miglia dal punto in cui era avvenuto il soccorso. Poco prima della mezzanotte del 28 agosto, la MV Louise Michel ha concluso il suo viaggio nello scalo pitagorico con a bordo 42 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale.

L’operazione che ha portato il gruppo verso le coste calabresi era partita dopo una segnalazione di Alarm Phone. Le persone si trovavano a bordo di un gommone in difficoltà nell’area compresa tra le zone Sar libica e maltese e sono state soccorse dall’equipaggio della nave umanitaria.

A bordo c’erano 28 uomini adulti, 13 donne e un minore non accompagnato. La maggior parte delle persone proviene dalla Somalia, con 30 persone, mentre le altre sono originarie di Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Nigeria.

Al loro arrivo al porto è stata attivata la macchina dell’accoglienza predisposta dalla Prefettura di Crotone. Le attività sono state seguite dall’Ufficio immigrazione della Questura, con il contributo della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto.

Il primo controllo sanitario è stato effettuato dal personale dell’Ufficio Vulnerabilità dell’Asp di Crotone insieme alla Croce Rossa Italiana. Due donne sono state accompagnate in ospedale per ulteriori accertamenti clinici e una di loro è in stato di gravidanza. Concluse le procedure previste, le 42 persone sono state trasferite al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

Per il porto di Crotone è il quarto sbarco registrato dall’inizio del 2026. Per la Louise Michel, invece, si tratta del terzo arrivo nello scalo calabrese in poco più di un anno, dopo gli approdi del giugno 2025 e del giugno 2026.

L’episodio che ha preceduto il viaggio verso l’Italia, però, si sarebbe svolto in un clima di forte tensione. La nave dell’Ong tedesca, conosciuta anche come la “nave di Banksy” per l’immagine dipinta sulla carena, sarebbe stata coinvolta in un altro intervento in acque internazionali durante il quale, secondo quanto denunciato da Sea-Watch Italy, una motovedetta libica avrebbe aperto il fuoco.

La ricostruzione riferita dall’organizzazione riguarda un secondo gommone individuato dall’aereo Seabird 3, sul quale si trovavano circa 40 persone senza giubbotti di salvataggio. Durante le operazioni, due persone sarebbero finite in acqua mentre era già buio.

Sempre secondo la denuncia di Sea-Watch Italy, una motovedetta libica di classe Bigliani avrebbe ignorato le comunicazioni radio e sparato due colpi in direzione della Louise Michel. L’equipaggio della nave non ha riportato feriti.

Le due persone cadute in mare sarebbero state successivamente recuperate dalla motovedetta libica e riportate in Libia insieme ad altre 38 persone. Un episodio che, secondo Sea-Watch, si inserisce nel più ampio contesto delle operazioni di intercettazione e respingimento nel Mediterraneo centrale.

Mentre su quel secondo intervento resta la denuncia dell’Ong, le 42 persone soccorse nel precedente salvataggio sono invece arrivate in Italia, chiudendo nel porto di Crotone una traversata iniziata tra le difficoltà di un gommone alla deriva e proseguita per centinaia di miglia attraverso il Mediterraneo.

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