Crotone, oggi l'ultimo saluto al maestro Ludovico Graziani
Oggi alle 10.30, nella Chiesa dell’Immacolata, l’ultimo saluto allo scultore crotonese morto a Roma a 86 anni. Aveva scelto Crotone per il suo ultimo viaggio e per il suo riposo
CROTONE – Oggi Crotone si ferma per salutare uno dei suoi figli più illustri. Alle 10.30, nella Chiesa dell’Immacolata, la città accompagnerà per l’ultima volta Ludovico Graziani, lo scultore, pittore e restauratore morto venerdì a Roma all’età di 86 anni dopo una malattia. La salma è arrivata in città nella serata di ieri, rispettando una volontà precisa dell’artista: tornare a Crotone e qui essere sepolto.
È un ritorno che assume oggi un significato ancora più forte. Perché Graziani aveva vissuto a Roma per gran parte della sua vita professionale, ma Crotone non aveva mai smesso di essere la sua città. Nato nel 1940 nel quartiere Carmine, aveva costruito lontano dalla Calabria una lunga e importante carriera, senza però recidere mai il legame con la terra d’origine. Tornava a Crotone, e proprio qui aveva lasciato alcune delle testimonianze più significative del suo percorso artistico.
Tra tutte, c’è un’opera che ogni giorno accoglie fedeli e visitatori nel cuore della città: le porte bronzee della Basilica Cattedrale di Crotone. Realizzate da Graziani e inaugurate nel 1986, raccontano attraverso il bronzo la storia della diocesi e rappresentano una delle opere più riconoscibili lasciate dall’artista alla sua città.
Quelle porte non sono soltanto un elemento artistico. Sono diventate, nel tempo, una parte del paesaggio di Crotone. Un'opera davanti alla quale sono passate generazioni di crotonesi, fedeli, visitatori e turisti. Nel bronzo modellato dalle mani di Graziani sono rimasti impressi volti, simboli e momenti della storia religiosa della città, compreso il legame profondo con la Madonna di Capo Colonna.
Ma l'eredità di Graziani a Crotone non si ferma alla Cattedrale.
Solo lo scorso anno, nel luglio 2025, il maestro aveva voluto compiere un altro gesto d'amore verso la sua città. In occasione della vita del nuovo Teatro Comunale “Vincenzo Scaramuzza”, aveva donato al Comune la scultura “Un Altro Mondo”, oggi collocata nel foyer del teatro.
È un'opera imponente: un grande vaso in bronzo alto 170 centimetri, con un diametro di 56 centimetri e un peso di circa 140 chili. La superficie, lavorata a bassorilievo, racchiude una riflessione sul rapporto tra bene e male, sulla sofferenza dell'uomo, sulle guerre, sulla povertà, sull'emarginazione e, insieme, sulla capacità di rialzarsi, lavorare, sacrificarsi e cercare la salvezza.
In cima alla scultura compare una barca, immagine di un rifugio sicuro in un mare agitato, mentre le figure umane che si arrampicano verso l'alto richiamano la ricerca di una via d'uscita e di speranza. È un'opera che parla dell'uomo, ma che porta con sé anche la memoria del Mediterraneo e delle radici crotonesi di Graziani.
Quel gesto aveva raccontato ancora una volta ciò che il maestro non aveva mai nascosto: Roma era diventata la città della sua attività professionale, Crotone era rimasta la sua casa.
La sua storia artistica era iniziata presto. Profondamente sordo fin dall'infanzia, Graziani aveva trovato nel disegno e nella materia il proprio modo di comunicare. Dopo gli studi all'Istituto per sordomuti di Catanzaro, si era trasferito a Roma, perfezionando la propria formazione all'Accademia di Belle Arti.
A Roma avrebbe poi sviluppato una carriera lunga e articolata, dedicandosi alla scultura, alla pittura, all'incisione, alla grafica e al restauro. Per oltre trent'anni, fino al 1997, lavorò anche come restauratore presso il Ministero della Difesa. Parallelamente continuò la sua ricerca artistica e il suo impegno nel campo dell'inclusione, arrivando a fondare una scuola d'arte per persone con disabilità e l'Associazione Internazionale Artisti Sordi “Leonardo da Vinci Arte”.
Una vita spesa dunque tra arte, cultura e impegno sociale. Un percorso che gli è valso riconoscimenti importanti e che nel 2025 ha portato anche il Comune di Crotone a conferirgli la Menzione Speciale per le benemerenze civiche, proprio per il suo straordinario percorso e per il legame mantenuto con le proprie radici.
Quando lo scorso anno inaugurò la sua opera al Teatro Scaramuzza, Graziani consegnò alla città qualcosa che andava oltre una semplice scultura. Era un altro frammento della sua storia, un modo per continuare a parlare con Crotone attraverso la materia.
Oggi, mentre nella Chiesa dell’Immacolata si celebrano i suoi funerali, quella materia rimane.
Rimane nel bronzo delle porte della Basilica Cattedrale. Rimane nelle forme di “Un Altro Mondo” al Teatro Scaramuzza. Rimane nelle opere disseminate lungo il percorso di una vita intera.
E soprattutto rimane in una città che, nonostante gli anni trascorsi lontano, Ludovico Graziani non aveva mai smesso di amare.
Il sindaco Vincenzo Voce, nel ricordarlo dopo la sua morte, ha sottolineato proprio questo legame: Graziani aveva lasciato a Crotone non soltanto le proprie opere, ma «la sua arte e la sua anima».