Crotone, la Menzione Speciale a Davide Ferrerio: «Il suo nome non si dimentichi»
Questa mattina il Comune ha conferito a Davide Ferrerio la Menzione Speciale. La famiglia ha ringraziato l'Amministrazione: la sua storia entrerà anche nelle scuole come monito contro la violenza.
CROTONE – Una città che ricorda, una famiglia che continua a lottare e una storia che, da oggi, vuole diventare anche un messaggio per le nuove generazioni. Questa mattina, 21 agosto, il Comune di Crotone ha conferito a Davide Ferrerio la Menzione Speciale, riconoscimento pensato per affermare il valore di tutto ciò che al giovane è stato tragicamente negato.
«Conferiamo a Davide una Menzione Speciale per affermare il valore di tutto ciò che gli è stato tragicamente negato. Vogliamo trasformare il dolore in memoria, consapevolezza e responsabilità», ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce, sottolineando l'impegno della comunità a non dimenticare.
E proprio dalla volontà di non dimenticare nasce anche un progetto preciso: il Comune vuole portare nelle scuole la storia di Davide Ferrerio, affinché quella vicenda diventi uno strumento per parlare ai ragazzi di rispetto, responsabilità e soprattutto del valore della vita. Una storia da raccontare non soltanto come cronaca di una tragedia, ma come monito contro la violenza.
Quella notte di agosto
La notte dell'11 agosto 2022, Davide, allora ventenne e in vacanza a Crotone, venne brutalmente aggredito dopo essere stato scambiato per un'altra persona. Una vera e propria spedizione punitiva lo raggiunse e il pestaggio gli provocò gravissime lesioni cerebrali, lasciandolo da allora in una condizione di coma irreversibile.
A distanza di quattro anni, il dolore della famiglia resta immutato. La mamma Giusy Orlando, intervenuta alla cerimonia, ha parlato con parole durissime delle condanne: «Sono state ridicole, lo dico io che sono una cosa di legge, questa gente andava con la luce nel casco, a vita».
Ma nelle sue parole c'è stato anche spazio per il ringraziamento alla città. «Ringrazio l'amministrazione comunale, ringrazio il sindaco per questa iniziativa di vicinanza», ha detto, ricordando come la vicinanza fosse stata già dimostrata «all'inizio mediante la partecipazione ai vari processi».
Il Comune di Crotone, infatti, si è costituito parte civile nelle varie fasi giudiziarie. Un elemento che oggi, per la mamma di Davide, assume un significato particolare.
«Questo conferimento a mio figlio rappresenta un momento di grande solidarietà e forse anche un po' di pace con questa città», ha spiegato Giusy Orlando, ricordando un sentimento iniziale inevitabilmente segnato dal dolore: «Inizialmente io non nego, avendomi preso un figlio, per forza di cose la detestavo».
Oggi, però, quella distanza sembra lasciare spazio a un sentimento diverso. «Questa giornata rappresenta un momento di avvicinamento, di riappacificazione e di solidarietà per tutto quello che Davide avrebbe voluto fare nella sua vita».
Alessandro: «Mio fratello è sempre con me»
Accanto alla mamma c'è il fratello Alessandro Ferrerio, che ha voluto unirsi al ringraziamento alle istituzioni e al sindaco per quanto organizzato.
Ma soprattutto ha ribadito il significato che la storia di Davide deve avere per tutti: «Sono un monito per Crotone, per tutti, perché la vita è il bene più prezioso che abbiamo e nessuno può mai arrogarsi il diritto di toglierti la vita».
Davide, ha già raccontato Alessandro, continua a essere presente nella sua vita: «Mio fratello è sempre con me». Il suo ricordo diventa così una responsabilità collettiva, un invito a non considerare mai la violenza come qualcosa di normale.
Il padre di Davide è rimasto a Bologna, accanto al figlio, continuando a condividere quotidianamente la sua condizione e la speranza della famiglia.
Monsignor Caiazzo: «L'altro non è un oggetto da eliminare»
Alla cerimonia era presente anche monsignor Francesco Caiazzo, vescovo di Cesena-Sarsina, che conosce la mamma di Davide da molti anni e che ha seguito da vicino la dolorosa vicenda della famiglia.
Il vescovo ha posto l'accento sul significato più profondo della tragedia: «Quanto avvenuto è gravissimo perché non si coglie l'altro come persona».
«Quando si manifesta in questo modo l'arroganza, la prepotenza, la violenza, è frutto soprattutto di ignoranza, perché l'altro non può essere considerato come un oggetto da eliminare», ha sottolineato monsignor Caiazzo.
E ha aggiunto: «L'altro è l'altro e l'altro in quanto persona va rispettato», indipendentemente dall'assurdo scambio di persona che ha portato all'aggressione di Davide.
Per il vescovo, dunque, il riconoscimento di oggi assume un valore che va oltre la semplice celebrazione: «Bisogna seminare vita». La Menzione Speciale, ha spiegato, «incoraggia la famiglia», rappresentando la vicinanza di una città e di tutte le persone che amano Davide e i suoi familiari.
Una vicinanza nella quale, ha concluso, hanno un ruolo importante anche «la preghiera e la fede», che hanno sostenuto la famiglia nel lungo percorso di questi anni.