Sociale

Crotone - Il welfare entra nelle case, 174 beneficiari per il progetto SAD

Cura, assistenza e vicinanza, che non riguarda solo la persona assistita, ma sostiene il nucleo familiare, alleggerendo il carico dei caregiver

A cura di Redazione
01 novembre 2026 17:00
Crotone - Il welfare entra nelle case, 174 beneficiari per il progetto SAD - Foto: Gli operatori del progetto
Foto: Gli operatori del progetto
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Crotone - Spesso i numeri restituiscono la fotografia di un territorio fatta di fragilità, difficoltà e bisogni sociali. Ma dietro le statistiche possono esserci anche risposte concrete, servizi capaci di raggiungere chi vive situazioni di maggiore vulnerabilità e interventi che fanno la differenza nella quotidianità delle persone. È in questa direzione che si inserisce il progetto di Assistenza Domiciliare (SAD) per i Servizi di Prossimità, promosso dall'Ambito Sociale Territoriale di Crotone e gestito dalle cooperative sociali Gea e Shalom.

Un'iniziativa che punta a portare il welfare direttamente nelle case, sostenendo anziani, persone con disabilità, minori e famiglie, ma anche caregiver che ogni giorno affrontano il carico dell'assistenza. Il bilancio delle attività, riferito al periodo agosto 2024 - giugno 2026, restituisce i numeri di un servizio che ha raggiunto 174 beneficiari nei sei comuni dell'Ambito: Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Cutro, Belvedere Spinello, Scandale e Rocca di Neto.

I dati

Un risultato che racconta la presenza di una rete di assistenza territoriale e la possibilità di offrire un aiuto concreto a chi, spesso, vive condizioni di fragilità lontano dai riflettori. Nel dettaglio, come spiegato dalla dottoressa Daniela Paradiso, le persone prese in carico sono 92 donne e 82 uomini. La fascia più rappresentata è quella degli anziani, con 93 beneficiari, seguita da 64 persone con disabilità e 17 minori. Crotone concentra 87 prese in carico, mentre Isola di Capo Rizzuto ne registra 24 e Rocca di Neto 22.

L'assistenza domiciliare si traduce in un supporto concreto nelle attività quotidiane, nella cura della persona e dell'ambiente domestico, ma anche nel mantenimento delle relazioni sociali. Un aiuto che non riguarda soltanto il beneficiario, ma coinvolge l'intero nucleo familiare, alleggerendo il carico di chi si prende cura di una persona fragile.

Complessivamente, al 30 settembre 2026, risultano erogate 25.228 ore di assistenza. Un impegno che ha coinvolto, nella fase di maggiore attivazione, 28 operatori, tra cui 27 OSS e un'operatrice socio-assistenziale. Attualmente il servizio può contare su 12 operatori socio-sanitari.

I dati rappresentano quindi non soltanto il bilancio di un progetto, ma anche un'indicazione sull'importanza di investire in servizi di prossimità, capaci di intercettare i bisogni prima che le situazioni di fragilità diventino ancora più complesse.

La sfida per il futuro sarà consolidare questa rete, garantire continuità agli interventi e rafforzare il rapporto tra operatori, famiglie e caregiver. Perché il welfare non si misura soltanto attraverso le risorse impiegate o il numero delle prestazioni erogate, ma soprattutto nella capacità di non lasciare sole le persone che hanno bisogno di aiuto.

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