Cosenza - Si chiude il XX Convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro

Assegnate sei borse di studio a giovani ricercatori calabresi

A cura di Redazione
01 marzo 2026 18:32
Cosenza - Si chiude il XX Convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro - Foto: Ufficio stampa Fondazione Lilli Funaro
Foto: Ufficio stampa Fondazione Lilli Funaro
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Paola - La cura di un paziente oncologico non è mai un atto isolato, ma richiede competenze che convergono, strutture che collaborano e una comunità scientifica che si evolve senza mai perdere di vista il senso della cura per la persona. È su questi aspetti che lavora la Fondazione Lilli Funaro, chiudendo in una delle grandi sale della Galleria Nazionale di Cosenza a Palazzo Arnone il suo ventesimo convegno scientifico del 27 e 28 febbraio, due giornate dedicate al rapporto tra intelligenza artificiale e presa in carico del paziente oncologico.

Sotto la direzione scientifica del dottor Maurizio Berardelli, il convegno ha avuto per tema “Prendersi cura: il valore della presa in carico e dell’assistenza al paziente di fronte ai cambiamenti determinati dall’Intelligenza Artificiale”, in continuità con l’edizione del 2025. Nelle due giornate di lavoro si sono confrontati esperti nazionali e professionisti del territorio su diagnostica digitale, reti oncologiche regionali e modelli organizzativi per garantire l’accesso equo alle terapie. La prima giornata ha dedicato un encomio solenne al professore emerito di Medicina Interna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Giovanni Gasbarrini, con il riconoscimento “Una vita per il prossimo, per la scienza e per la ricerca”.

Contributi di rilievo sono venuti anche dalla delegazione di Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo, strutture in cui l'intelligenza artificiale è già integrata nei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali. Hanno partecipato il dottor Alfonso Agnino, responsabile di Cardiochirurgia, il professor Angelo Porreca, responsabile di Urologia e docente presso Humanitas University, il dottor Maurizio Nudo, responsabile di Dermatologia di Humanitas Castelli, e il dottor Filippo Marino, urologo. La loro presenza ha portato al confronto esperienze maturate quotidianamente con strumenti di alta innovazione, testimoniando l’impegno dell’ospedale nella divulgazione scientifica.

Nel campo della chirurgia oncologica, l’intelligenza artificiale agisce oggi come ausilio e amplificatore del lavoro del chirurgo, elabora in tempo reale i dati provenienti dalle immagini intraoperatorie, aiuta a definire con maggiore precisione i margini di resezione e consente di preservare i tessuti sani riducendo i rischi legati all’intervento. I sistemi robotici permettono di raggiungere spazi anatomici complessi con un controllo altrimenti difficile da garantire. Non si tratta di una tecnologia che sostituisce la decisione clinica, ma di uno strumento che aggiunge informazioni, aumentando la sicurezza dell’atto chirurgico e migliorando le prospettive di recupero per il paziente.

Il responsabile scientifico dottor Maurizio Berardelli ha sintetizzato il senso di questo ventesimo appuntamento. «Una fondazione come la nostra deve rimanere al passo con i tempi e leggere i cambiamenti in atto nel mondo della cura – ha dichiarato –. L’obiettivo è creare un luogo di incontro tra professionisti e giovani ricercatori, le nuove generazioni che potranno dare un contributo fondamentale ai pazienti. Manteniamo grande attenzione verso tutte le figure coinvolte. Non solo i medici, ma anche chi opera accanto al paziente e alla sua famiglia. Questo è il senso del nostro approccio multidisciplinare».

La chiusura dei lavori del sabato ha coinciso con l’assegnazione di sei borse di studio, appuntamento che da vent’anni concretizza l’impegno della Fondazione nata nel 2004 per volontà della famiglia della giovane Lilli Funaro.

I premi

La borsa “Lilli”, del valore di 7.000 euro, è andata a Mariarosa Fava, di Locri, per il progetto sul riposizionamento terapeutico della lamotrigina nel trattamento di forme aggressive di tumore al seno (laboratorio di ricerca di Patologia Generale del Centro Sanitario dell’Università della Calabria). Il premio “Giovanni Reda - Christopher Greco”, di 5.000 euro, è stato assegnato a Gorgia Filice, di Cosenza, per una ricerca sul ruolo delle vescicole extracellulari nel legame tra dieta mediterranea e carcinoma mammario (laboratorio di ricerca ‘Oncologia e Nutrizione’ del Centro Sanitario dell’Università della Calabria). A Giuseppina Catanzaro, di Cosenza, è andato il premio della famiglia Longobucco-Straface, in collaborazione con l’associazione Carola Nicoletti, di 1.500 euro, per il progetto di ricerca Repurposing of Old molecules and Application of new paraDigms: Discovering new players in childhood brain tumors (ROAD).

Ilenia Valentino, di Catanzaro, ha ricevuto il premio “Irene Mancuso”, di 1.000 euro per la migliore comunicazione scientifica presentata al convegno, per la ricerca sull’asse molecolare MARCH5-MFN2 e il suo ruolo nella risposta delle cellule di mieloma multiplo al venetoclax (Laboratorio di Oncologia Molecolare presso Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro). Il premio “Francesco Cardile”, dello stesso importo per la migliore ricerca traslazionale, è andato a Diana Marisol Abrego Guandique, di Castrovillari, per uno studio su un metodo di screening molecolare per donne HPV-positive (Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, Università della Calabria). Il premio “Santina Bavasso”, di 1.000 euro, è stato assegnato a Dorotea Fiore, di Cosenza, per una ricerca sui nanosistemi a base di gliceril monooleato applicati alla veicolazione del resveratrolo nel melanoma (Centro di Ricerca ProHealth Translational Hub, afferente al Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro).

Michele Funaro, portavoce della Fondazione, ha delineato il bilancio di vent’anni di attività. «In vent’anni abbiamo sostenuto oltre ottanta giovani ricercatori, destinando, ad oggi, più di 280 mila euro a progetti di ricerca specifici – ha dichiarato –. L’intelligenza artificiale si innesta nei percorsi di cura, ma di fronte a queste trasformazioni resta fondamentale mantenere uno sguardo attento su chi vive la malattia, perché l’umanità non può mai venire meno».

Le parole del presidente Occhiuto

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha sottolineato il valore della collaborazione tra mondo accademico e strutture sanitarie. «Sono molto riconoscente alla Fondazione per il lavoro che fa, per gli investimenti in formazione e ricerca che aiuta a realizzare, e perché ha scelto di parlare delle opportunità che l’intelligenza artificiale può dare alla sanità – ha aggiunto –. Sono riconoscente anche all’Università della Calabria, che con il rettore Greco sta dando contenuto e valore agli investimenti in sanità. Quando medici universitari e non universitari lavorano insieme si costruiscono eccellenze e la sanità calabrese diventa attrattiva».

"Una sanità all'altezza dei suoi cittadini"

Il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco ha posto l’accento sul nesso tra ricerca e territorio. «Abbiamo bisogno di creare progetti comuni per indirizzare la Calabria verso una sanità all’altezza dei suoi cittadini – ha osservato –. Le borse di studio assegnate a questi giovani ricercatori sono un segnale concreto, un incoraggiamento a chi vuole condurre attività di ricerca e ha bisogno di sostegno da parte del terzo settore».

Il lavoro della Fondazione proseguirà anche quest’anno con le consuete attività solidali e culturali destinate alla raccolta fondi che si tradurranno in attrezzature per i reparti ospedalieri e finanziamenti alla ricerca.

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