Corigliano-Rossano, amore e libertà al Polo Infanzia Magnolia
Al Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano i bambini imparano che amare significa rispetto e libertà: laboratori creativi e simbolici per educare all’affettività e prevenire la violenza
Corigliano-Rossano – Se insegniamo ai bambini che amare significa possedere, stiamo già sbagliando. Amare significa essere liberi e lasciare liberi. È su questo principio educativo, portato avanti quotidianamente, che il Polo Infanzia Magnolia costruisce il proprio percorso formativo. L’amore autentico non trattiene, non ferisce, non domina: è rispetto, è responsabilità, è riconoscimento dell’altro. È così che si crea il primo, vero argine contro ogni forma di violenza.
L’AMORE COME RESPONSABILITÀ EDUCATIVA
A spiegare il senso di questo percorso è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia. Anche in occasione di San Valentino — precisa — è stato ribadito un messaggio che nella scuola viene insegnato ogni giorno: l’amore non è entusiasmo senza confini, ma rispetto dei confini. Se crediamo davvero nel valore dell’amore, dobbiamo educare al rispetto, perché solo dove c’è rispetto può esistere una relazione sana.
LA MONGOLFIERA E LA METAFORA DELLA LIBERTÀ NELLE RELAZIONI
Elemento simbolico dei laboratori è stata la mongolfiera, scelta come rappresentazione visiva della libertà. Libertà di pensiero, di espressione, di scelta. Libertà anche di lasciare andare. I bambini hanno realizzato mongolfiere tridimensionali su foglio A4, dipingendo il cielo di blu e creando nuvole con la tecnica della spugnetta. I più grandi hanno costruito una vera mongolfiera, mentre i più piccoli hanno realizzato il cestello utilizzando bicchierini di carta dipinti e corde create con stuzzicadenti. All’interno delle creazioni sono stati inseriti biscotti a forma di cuore, alla vaniglia e al cioccolato, preparati dagli stessi bambini nel laboratorio culinario.
IL ROSSO COME SENTIMENTO E COME MONITO CONTRO LA VIOLENZA
Nel percorso educativo è stato inserito anche il laboratorio dedicato alla Giornata contro la Violenza di Genere. I bambini hanno dipinto con tempera rossa scarpe bianche portate dalle famiglie. Il rosso, colore simbolo dell’amore più intenso, è stato spiegato anche come colore che richiama il sangue delle vittime di violenza. Un linguaggio simbolico, calibrato sull’età, per far comprendere che l’amore non può mai trasformarsi in sopraffazione.
L’ABBRACCIO? PRIMO GESTO DI RICONOSCIMENTO DELL’ALTRO
Durante la giornata i bambini si sono scambiati abbracci, guidati verso una relazione basata su affetto sincero e reciprocità. È stato allestito un angolo dedicato ai cocktail di succo di frutta e uno spazio food con biscotti e cioccolatini, a richiamare simbolicamente dolcezza e condivisione. L’abbraccio, sottolinea la direttrice, è contatto, è rassicurazione, è riconoscimento dell’altro. È il primo linguaggio dell’amore.
EDUCARE ALL’AFFETTIVITÀ PER FORMARE ADULTI CONSAPEVOLI
La scelta di intrecciare momenti simbolici e laboratori esperienziali non è episodica, ma coerente con una visione educativa strutturata. L’educazione all’affettività, conclude Teresa Pia Renzo, deve iniziare nella prima infanzia. Se un bambino cresce comprendendo che l’amore è rispetto, condivisione e libertà, diventerà un adulto capace di relazioni sane.