Catanzaro, quattro sorveglianze speciali per stalking e maltrattamenti in famiglia
Provvedimenti del Tribunale su proposta del Questore: divieti di avvicinamento fino a mille metri e braccialetto elettronico in tre casi
Quattro misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza sono state emesse dal Tribunale di Catanzaro nei confronti di altrettanti uomini, indiziati di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. I provvedimenti, adottati su proposta del Questore di Catanzaro, sono il risultato dell’attività istruttoria condotta dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine, che ha esaminato le condotte contestate e la pericolosità sociale dei destinatari.
Le vicende riguardano quattro uomini residenti o domiciliati in provincia di Catanzaro, accusati di comportamenti aggressivi, minacce e violenze nei confronti delle rispettive ex compagne o mogli. In alcuni episodi, secondo quanto ricostruito, le condotte sarebbero avvenute anche alla presenza di figli minori.
Il primo provvedimento riguarda un italiano di 58 anni residente a Squillace, indiziato di atti persecutori e maltrattamenti ai danni dell’ex fidanzata. L’uomo avrebbe sottoposto la donna a ripetuti comportamenti di controllo e possessività, ricorrendo sia ai contatti diretti sia a strumenti informatici e telematici. Le minacce e i maltrattamenti sarebbero avvenuti anche davanti ai figli minori. In un’occasione, la donna avrebbe riportato lesioni.
La seconda misura è stata disposta nei confronti di un 37enne residente a Lamezia Terme, con precedenti penali. Secondo gli atti, avrebbe ripetutamente vessato e minacciato di morte l’ex convivente e i suoi familiari, attraverso messaggi e comportamenti diretti. Le condotte contestate comprenderebbero aggressioni verbali e fisiche, alcune delle quali sarebbero avvenute sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alla presenza di figli minori.
Il terzo caso riguarda un 46enne domiciliato a Catanzaro, indiziato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. L’uomo avrebbe ripetutamente insultato, umiliato e intimidito la donna, anche in stato di alterazione alcolica. Tra i comportamenti contestati figurerebbero limitazioni alla sua autonomia personale, il trattenimento dei documenti e il divieto di utilizzare i social network.
Per questi tre uomini il Tribunale ha disposto la sorveglianza speciale per due anni, con divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi abitualmente frequentati dalle stesse, mantenendo una distanza minima di 1.000 metri. È prevista anche l’applicazione del braccialetto elettronico. In caso di mancato consenso all’utilizzo del dispositivo, la durata della misura sarà estesa a tre anni.
Il quarto provvedimento riguarda un 42enne residente a Lamezia Terme, anch’egli con precedenti penali, indiziato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Le condotte contestate, secondo la ricostruzione degli atti, si sarebbero protratte dal 2018 al 2026 e avrebbero compreso ripetute vessazioni, minacce di morte e aggressioni verbali e fisiche nei confronti della moglie.
In questo caso, il Tribunale ha disposto la sorveglianza speciale per due anni, con divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, imponendo una distanza minima di 500 metri.
La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è una misura di prevenzione finalizzata a controllare i soggetti ritenuti socialmente pericolosi attraverso una vigilanza specifica da parte della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia. Può prevedere una serie di prescrizioni, tra cui il divieto di avvicinamento alle persone offese, il divieto di comunicare con loro attraverso qualsiasi mezzo e il divieto di espatrio.
La Questura di Catanzaro rinnova infine l’invito a segnalare tempestivamente situazioni di possibile violenza domestica o comportamenti persecutori, affinché possano essere attivati gli interventi necessari alla tutela delle vittime.