Calabria tra fango e burocrazia: il "caso Grondo" e il dramma di Sibari

Patto Civico per Castrovillari, lancia un monito severo: "la tragedia non è attribuibile solo ai cambiamenti climatici e all’abbandono del territorio"

A cura di Redazione
24 febbraio 2026 10:00
Calabria tra fango e burocrazia: il "caso Grondo" e il dramma di Sibari -
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Castrovillari - Mentre la Calabria si interroga sull’ennesima emergenza maltempo, un’analisi tecnica e politica riaccende il dibattito sulle responsabilità umane dietro i disastri naturali. Il Dott. Simone Valentini, dottore forestale ed esponente del movimento Patto Civico per Castrovillari, lancia un monito severo: "la tragedia non è attribuibile solo ai cambiamenti climatici e all’abbandono del territorio, ma viene aggravata dalla burocrazia che ' fa annegare' il territorio ancor prima delle piogge".

La cronaca di un fallimento: il Torrente Grondo

Al centro dell’analisi di Valentini c’è il caso emblematico del Torrente Grondo, nel Comune di Altomonte. Nonostante un progetto esecutivo di sistemazione e manutenzione idraulica fluviale fosse stato presentato con Prot. generale del SIAR n. 225964 del 28/06/2018, per mettere in sicurezza oltre 2.500 metri di alveo, l’iter autorizzativo ha richiesto tre anni di estenuanti passaggi burocratici.

"La domanda nasce spontanea", incalza il Dott. Valentini: come è possibile che, nonostante un Decreto regionale di autorizzazione ottenuto nel 2021 (Prot. Aoo REGCAL n. 230821 del 20/05/2021), i lavori non siano mai stati eseguiti? La risposta risiede nelle inefficienze amministrative e nelle carenze economiche dei Comuni che, di fatto, hanno lasciato che il torrente esondasse lo scorso 6 febbraio c.a., devastando infrastrutture e territori.

Da Sibari a Castrovillari: una ferita aperta

Il dissesto non risparmia nessuno. Valentini e Patto Civico richiamano l'attenzione sulla devastazione provocata dalle esondazioni del Fiume Crati, che hanno messo in ginocchio i Laghi di Sibari e Lattughelle (Cassano all’Ionio e Corigliano - Rossano), i comuni di Tarsia e Cosenza. A questo si aggiunge il dolore per la perdita di un nostro concittadino di Castrovillari, vittima di uno smottamento.

Secondo Patto Civico, le cause sono sistemiche:

  • Lo spopolamento delle zone montane: il conseguente abbandono delle attività agrosilvopastorali che ha provocato la mancanza di manutenzione dei terreni e dei bacini montani.

  • Cementificazione selvaggia: l'aumento della pressione antropica sulle zone di pianura e costiere, le occupazioni spesso illecite delle pertinenze fluviali hanno reso il suolo fragile.

  • Mancanza di interventi selvicolturali: la mancata valorizzazione dei boschi calabresi e le migliorie boschive al fine di rendere più resilienti i nostri ecosistemi forestali (basti pensare agli incendi).

  • Assenza di interventi di pulizia degli alvei, sistemazione idraulica e di prevenzione dal dissesto idrogeologico: la mancanza di tali interventi impedisce il regolare deflusso delle acque e la messa in sicurezza del territorio da frane e smottamenti.

La proposta di Patto Civico per Castrovillari

Il movimento politico non si limita alla denuncia. Tra gli obiettivi primari di Patto Civico, ribaditi dal Dott. Valentini, figurano:

  • Monitoraggio e Pianificazione: una mappatura reale del rischio idrogeologico a scala comunale e provinciale.

  • Burocrazia Agile: snellimento dei tempi di autorizzazione ed Assunzione negli Enti pubblici di profili specialistici senior selezionati per merito.

  • Resilienza Forestale: interventi selvicolturali mirati a rendere i boschi resistenti agli incendi e all'erosione.

  • Pianificazione e gestione del territoriale: interventi di sistemazione idraulica, fluviale e di prevenzione dal dissesto idrogeologico.

  • Maggior controllo del territorio: Costruire in modo più consapevole ed ecocompatibile, implementare in agricoltura modelli produttivi più sostenibili.

"La storia ci insegna che si può fare," conclude Valentini, ricordando come nel 1959, dopo l'alluvione di Cosenza, lo Stato intervenne con Leggi Speciali che portarono in Calabria al rimboschimento di 180.000 ettari ed alla sistemazione di 320.000 ettari di bacini montani. Patto Civico chiede oggi lo stesso coraggio: trasformare le macerie in una nuova coscienza civica, prima che le prossime piogge diventino l'ennesima tragedia.

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