Calabria - Allarme morti sul lavoro: è tra le regioni più a rischio

Secondo l'Osservatorio Vega, la regione registra un'incidenza di infortuni mortali superiore del 25% rispetto alla media nazionale

A cura di Redazione
06 agosto 2026 07:00
Calabria - Allarme morti sul lavoro: è tra le regioni più a rischio - Foto: Redazione
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Calabria - La Calabria si conferma tra le regioni italiane con il più elevato rischio di morte sul lavoro. È quanto emerge dall'ultimo report dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che fotografa la situazione aggiornata a giugno 2026 e colloca la regione in zona rossa, ovvero tra i territori con un'incidenza di infortuni mortali superiore del 25% rispetto alla media nazionale.

L'indice medio italiano è pari a 14,5 morti sul lavoro ogni milione di occupati, ma la Calabria, insieme a Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia, supera ampiamente questa soglia, confermando un quadro che continua a destare forte preoccupazione.

I dati della Calabria e il confronto nazionale

Sul fronte dei numeri assoluti, in Calabria si contano 14 vittime in occasione di lavoro nel primo semestre del 2026. Un dato che colloca la regione al decimo posto in Italia per numero di decessi, ma che, rapportato alla popolazione lavorativa, assume un peso ben più rilevante, facendo scattare l'allarme per l'elevata incidenza del fenomeno.

A livello nazionale, nei primi sei mesi del 2026 sono 482 le vittime complessive sul lavoro: 350 decessi in occasione di lavoro, dodici in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, e 132 morti in itinere, otto in meno rispetto all'anno precedente. In termini assoluti, invece, è la fascia compresa tra i 55 e i 64 anni a pagare il tributo più alto: 128 delle 350 vittime registrate in occasione di lavoro appartengono a questa categoria.

Sicurezza sul lavoro, resta l'emergenza

I dati confermano come il fenomeno degli infortuni mortali continui a rappresentare un'emergenza nazionale e, per la Calabria, un problema ancora più grave. L'inserimento nella fascia di massimo rischio impone un rafforzamento delle politiche di prevenzione, dei controlli nei luoghi di lavoro e degli investimenti sulla sicurezza, affinché il lavoro non continui a trasformarsi in una condanna.

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