Altopiano Silano, al via il nuovo Piano di gestione del cinghiale
L’Ente Parco punta a proteggere la biodiversità, ridurre i danni alle colture e promuovere una filiera sostenibile delle carni, con strumenti digitali e coinvolgimento dei cittadini
Presso la sede del Parco Nazionale della Sila è stata firmata la convenzione che segna l’avvio ufficiale delle attività di selezione dei cinghiali nel territorio dell’Altopiano Silano. Il nuovo “Piano di gestione del cinghiale 2025-2029” rappresenta uno strumento strategico con cui l’Ente Parco intende conciliare la tutela della biodiversità con la necessità di ridurre i conflitti sociali ed economici legati alla crescente presenza degli ungulati.
L’obiettivo generale del piano è preservare il ruolo ecologico del cinghiale, considerato una risorsa trofica fondamentale per il lupo, limitando al contempo gli impatti negativi sulle attività agricole e sulle comunità locali. Tra gli obiettivi specifici figurano la riduzione del 20-30% dei danni alle colture, il monitoraggio sanitario degli animali con particolare attenzione alla prevenzione della Peste Suina Africana (PSA) e l’avvio di una filiera produttiva per l’utilizzo delle carni degli esemplari abbattuti.
Il piano prevede un approccio integrato, basato su diverse tecniche di intervento. Gli abbattimenti selettivi saranno affidati a personale formato, i cosiddetti selecontrollori, operanti sotto il coordinamento del Parco e dei Carabinieri Forestali. È previsto il divieto di utilizzo di munizioni contenenti piombo, per evitare fenomeni di avvelenamento nella catena alimentare.
Tra il 2022 e il 2024, gli indennizzi stimati nel Parco per danni alle colture ammontano a circa 1,5 milioni di euro. Le produzioni più colpite includono patate, cereali, vigneti e castagneti. Il Parco promuove la coltivazione di varietà tradizionali come strategia di resilienza per ridurre i danni.
Il piano adotta un approccio “adattativo”, con azioni che possono essere rimodulate in base ai risultati. Tra le novità tecnologiche introdotte figurano strumenti digitali come Webgis e App per monitorare in tempo reale abbattimenti, catture, danni e sorveglianza sanitaria. Inoltre, la piattaforma di Citizen Science iNaturalist sarà utilizzata per coinvolgere il pubblico nella segnalazione degli avvistamenti degli ungulati.
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