Ylberi 2026, Santa Sofia d'Epiro si trasforma in un museo a cielo aperto
Dal 27 luglio al 2 agosto torna il festival di arte pubblica con artisti internazionali, incontri, laboratori, il dialogo con il Brasile, una giornata dedicata a Gerardo Sacco e lo Ylberi Wine Fest
Santa Sofia D'Epiro – Santa Sofia d'Epiro si prepara a vivere una settimana all'insegna dell'arte contemporanea, della cultura e della partecipazione con la sesta edizione di Ylberi, il progetto di arte pubblica ideato e curato da Gulìa Urbana in collaborazione con il Comune. Dal 27 luglio al 2 agosto, il borgo arbëreshë ospiterà un ricco calendario di eventi che conferma la manifestazione come uno dei principali appuntamenti dedicati alla rigenerazione culturale e territoriale della Calabria.
L'edizione 2026, racchiusa nel claim "Abitare è essere ovunque a casa propria", propone un percorso che intreccia arte urbana, dialogo internazionale, salute mentale, cinema, musica, laboratori ed esperienze enogastronomiche.
Il cuore del festival sarà ancora una volta la realizzazione di nuovi murales che andranno ad ampliare il museo diffuso del paese. A firmare le opere saranno artisti provenienti da diversi Paesi: la brasiliana Hanna Lucatelli, il kosovaro Lebibe Topalli e gli italiani Tony Gallo, Edoardo Ettorre, Testa di Latta e Castellaura, chiamati a raccontare attraverso linguaggi e sensibilità differenti il tema scelto per questa edizione.
Durante tutta la settimana i visitatori potranno assistere dal vivo alla nascita delle opere grazie al format Artists on the Wall, oltre a partecipare ai tour guidati gratuiti tra i murales che negli anni hanno trasformato Santa Sofia d'Epiro in una vera galleria d'arte a cielo aperto.
Il programma prevede anche momenti di confronto dedicati al rapporto tra arte, territorio e comunità. Gli incontri "Abitare Santa Sofia d'Epiro" e "Abitare l'Altrove con cura" approfondiranno temi legati all'identità, alle relazioni internazionali, ai progetti sviluppati con il Brasile e al ruolo della salute mentale come strumento di inclusione sociale.
Spazio anche al cinema con la proiezione del documentario "Ensemble", realizzato da Manuel Cundari ed Eugenio Piluso, che offrirà un'occasione di riflessione sui temi dell'accoglienza e della comunità insieme agli ospiti della Casa di Abou Diabo.
Tra gli appuntamenti più attesi figura la giornata di giovedì 30 luglio, interamente dedicata al maestro orafo Gerardo Sacco. L'artista sarà protagonista di un incontro pubblico seguito dalla presentazione del documentario "Sono Nessuno", dedicato alla sua vita e al suo percorso creativo.
Il festival dedicherà ampio spazio anche ai laboratori partecipativi, tra cui il Rublanum Lab, occasione di confronto tra alcune delle più significative realtà culturali calabresi, confermando la vocazione di Ylberi come piattaforma di formazione e costruzione di reti culturali.
Le serate saranno animate dagli appuntamenti di Ylberi Night e Ylberi Night Soft, con musica dal vivo e dj set nel centro storico, mentre sabato 1° agosto torneranno due degli eventi più attesi: la Mongolfiera Experience e lo Ylberi Wine Fest, con degustazioni, produttori locali e percorsi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio.
La manifestazione si concluderà domenica 2 agosto con la consegna ufficiale dei nuovi murales alla comunità, simbolo di un patrimonio artistico permanente che continua a crescere anno dopo anno.
«Ylberi è ormai un modello culturale concreto – afferma Giacomo Marinaro, direttore artistico di Gulìa Urbana –. In questi anni abbiamo costruito un museo diffuso a cielo aperto che ogni anno richiama visitatori da tutta Italia e dall'estero. L'arte pubblica produce ricadute reali sul territorio, sostiene il turismo, rafforza l'identità del borgo e rappresenta uno strumento concreto di rigenerazione e sviluppo delle aree interne».
Con la sesta edizione, Ylberi consolida così il proprio ruolo di progetto strategico per Santa Sofia d'Epiro e per l'intera comunità arbëreshë, dimostrando come arte contemporanea, partecipazione e valorizzazione del territorio possano diventare motore di crescita culturale, sociale ed economica,