“Women for Women Against Violence” a Rende con 21 storie

Un percorso immersivo tra testimonianze di resilienza, prevenzione e rinascita, con il sostegno di istituzioni, associazioni e realtà del territorio

A cura di Redazione
03 giugno 2026 16:30
“Women for Women Against Violence” a Rende con 21 storie  - Foto: Uff. Stampa Associazione Consorzio Umanitas
Foto: Uff. Stampa Associazione Consorzio Umanitas
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Rende – Presentata oggi al Museo del Presente di Rende la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale che approda negli spazi del Museo del Presente di Rende fino al 27 giugno. L’esposizione è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo in onda sulla RAI – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.

“Women for Women against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento che s’ispira alle virtù benefiche della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Il progetto, frutto di un lavoro interamente costruito dall’Associazione Consorzio Umanitas, dall’ideazione al coinvolgimento degli oltre 40 protagonisti delle storie, alla definizione delle coppie e dell’impianto narrativo, fino al sostenimento di tutti i costi, prende origine dal vissuto personale della giornalista calabrese Donatella Gimigliano, Presidente della non profit, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà che spiega: "Dieci anni fa avevo una storia  segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato questo progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”. Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno, l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.

Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia.

L’arrivo della mostra a Rende nasce dalla sensibilità e dall’impegno di Veronica Stellato, assessore alle Attività Produttive del Comune di Rende e di tutta la giunta comunale, condiviso con Gianfranco Filippelli, Presidente LILT Cosenza, affiancato da Nadia Luise e tutto lo staff, che hanno riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio, sostenendone con convinzione la realizzazione. “Come Comune di Rende abbiamo scelto di sostenere e accogliere questo progetto perché parla alla comunità con un linguaggio profondo: quello della vita, della cura e della rinascita – ha spiegato la Stellato - “Women for Women Against Violence” non è solo una mostra, ma un percorso di consapevolezza che celebra la forza delle donne e la capacità di trasformare il dolore in testimonianza. Come Assessore, ritengo fondamentale promuovere iniziative che uniscano cultura, prevenzione e impegno sociale, perché ogni storia raccontata può diventare occasione di ascolto, riflessione e cambiamento”.

“La partecipazione della LILT Cosenza a questo progetto rappresenta un’importante occasione per ribadire il valore della prevenzione, dell’ascolto e della vicinanza concreta alle donne. Da anni la nostra associazione è impegnata sul territorio nella promozione della cultura della diagnosi precoce, del sostegno ai pazienti oncologici e della sensibilizzazione sui temi della salute femminile. Essere partner di un progetto così intenso e necessario significa unire forze, competenze e umanità per trasformare la prevenzione in consapevolezza e speranza” — ha sottolineato Filippelli. Alla presentazione, moderata da Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore, sono intervenuti, inoltre, Fabio Liparoti, vicesindaco di Rende, Roberto Sottile, Direttore Polo Culturale Città di Rende, Nicola Paldino, Presidente BCC Mediocrati, Pietro Sirianni, Direttore Coldiretti Cosenza, Elvira Brunelli, Prorettrice UNICAL per il Centro Residenziale, Matilde Spadafora Lanzino, fondatrice Fondazione Roberta Lanzino, che a sorpresa ha ricevuto da Liparoti e Stellato il Camomilla Award quale simbolo di riconoscenza “per aver dedicato la propria vita a una battaglia di civiltà in difesa delle donne più fragili, diventando un simbolo di coraggio, giustizia e cambiamento sociale” – ha spiegato la Gimigliano. Significativa la partecipazione di tre donne, due calabresi, portatrici di storie che hanno saputo trasformare il dolore in testimonianza viva, Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio, l’ex marito, Ciro Russo, evase dagli arresti domiciliari a Ercolano per raggiungerla a Reggio Calabria e darle fuoco, Katia Villirillo, fondatrice del centro antiviolenza “Libere Donne” di Crotone, il cui figlio Giuseppe è stato ucciso nel 2018 all’interno della struttura, e Filomena Lamberti, prima donna in Italia aggredita con acido solforico. Storie diverse, unite da una stessa traiettoria di resistenza e rinascita. Toccante il momento di presentazione del passo di danza Specchi di Rinascita andato in onda su Rai Uno, scritto dalla Gimigliano e realizzata ragazzi del corpo di ballo tutti di Rende e Cosenza, Simona Federico, Giada Gambilongo, Fabiola Prezioso ed Elena Simari con la coreografia di Erica Spaltro, assistente Carmela Caparelli.

L’arrivo della mostra a Rende rappresenta un incontro naturale tra un progetto nazionale di forte valore sociale e una città che negli anni ha saputo distinguersi per attenzione culturale, partecipazione e vivacità giovanile. Con una comunità universitaria dinamica e internazionale, è oggi un luogo nel quale il dialogo tra cultura, nuove generazioni e impegno civile assume un valore particolarmente significativo. La conferenza stampa si è conclusa con un momento conviviale dedicato alle eccellenze del territorio calabrese, grazie alla collaborazione di Coldiretti Calabria e della Cantina IGreco, che hanno accompagnato gli ospiti in un viaggio tra sapori, tradizione e identità regionale. L’iniziativa, patrocinata da Senato della Repubblica, Comune di Rende, Regione Calabria, Università della Calabria, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Coldiretti Calabria, Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri Cosenza e Provincia, Ordine degli Avvocati di Cosenza, Ordine dei Giornalisti Calabria, e Fondazione Italia Giappone, con la media partnership di RAI e Askanews nazionale, è stata realizzata con il sostegno di BCC Mediocrati, charity partner LILT Cosenza, Fondazione Roberta Lanzino, Michele Affidato. Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 3 al 27 giugno dal martedì al sabato 9.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00, domenica 16.00 -20.00.

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