(VIDEO) “Un goal per l’inte(g)razione”, calcio e accoglienza uniscono il crotonese
Presentato nella sede della Figc Crotone il torneo tra ragazzi del Cara e squadre del territorio: coinvolte Lnd, Aia Crotone e la federazione regionale guidata da Saverio Mirarchi
Un goal per l’interazione prima ancora che per l’integrazione. È questo il messaggio lanciato questa mattina nella sede della Figc Crotone di via Manzoni, dove è stata presentata la prosecuzione del progetto “Un goal per l’integrazione”, iniziativa sportiva e sociale promossa da Figc, Lnd e Cara, che vede protagonisti i ragazzi accolti nei centri del territorio crotonese.
A presentare il progetto sono stati Silvio Comito, delegato della Figc Crotone, la sindaca di Isola Capo Rizzuto Maria Grazia Vittimberga e Mimì De Miglio della federazione. Non una seconda edizione vera e propria, ma la continuazione del percorso avviato lo scorso anno, che punta a favorire inclusione, socialità e confronto attraverso il calcio.
Fondamentale anche il supporto dell’Aia Crotone, che accompagnerà l’intero torneo, così come importante è stato il contributo della federazione regionale Figc Calabria guidata da Saverio Mirarchi, che ha messo a disposizione le magliette destinate ai ragazzi ospitati nel Cara e nei centri di seconda accoglienza.
In campo scenderanno proprio i giovani accolti nel Cara e nei centri del territorio, che affronteranno diverse realtà calcistiche locali: Papanice Calcio, Sant’Anna, San Leonardo, Belvedere, Pallagorio, New Fg Sporting Crotone e Torretta. Le partite saranno ospitate allo stadio Sant’Antonio di Isola Capo Rizzuto, diventato simbolo di incontro tra culture diverse unite dalla passione per il calcio.
Un progetto che punta a costruire relazioni vere e che racconta come lo sport possa diventare uno strumento concreto di partecipazione sociale e crescita reciproca.
“Quello che abbiamo voluto proporre con questo progetto – ha spiegato Silvio Comito – è che il ‘goal per l’integrazione’ dovrebbe diventare un goal per l’interazione. L’integrazione ti porta quasi a perdere qualcosa della tua identità, mentre l’interazione porta ad una commissione piena e ad un connubio tra le varie differenze che ci sono sia in campo che nella quotidianità. Noi non vogliamo che esistano differenze razziali o religiose: vogliamo un’interazione piena”.
Parole condivise anche dalla sindaca Maria Grazia Vittimberga, che ha sottolineato il legame ormai consolidato tra la comunità di Isola Capo Rizzuto e i ragazzi accolti sul territorio.
“Ormai conviviamo da tanti anni con i ragazzi che vengono ospitati nel Cara e per noi non sono persone diverse. Molti si sono completamente integrati nella nostra comunità. Abbiamo famiglie costituite da ragazzi stranieri, lavorano nelle nostre attività, nei ristoranti, nelle campagne e aiutano anche nelle case e nell’assistenza agli anziani. Per noi non c’è differenza: Isola Capo Rizzuto è davvero il paese dell’accoglienza e dell’integrazione”.
Durante la presentazione è intervenuto anche il giovane tunisino Hachem Salah, che nella videointervista realizzata durante l’incontro ha raccontato la propria esperienza personale, parlando del valore dell’accoglienza ricevuta e dell’importanza dello sport come occasione di amicizia, crescita e inserimento nella comunità.