(VIDEO) Termovalorizzatore, Trocino: «Il Comune spieghi perché è arrivato a perdere anche l’appello»

La minoranza ricostruisce l’iter dell’AIA, le Conferenze di servizi, il ricorso al Tar e la mancata impugnazione davanti al Consiglio di Stato

A cura di Redazione
18 settembre 2026 13:30
 (VIDEO) Termovalorizzatore, Trocino: «Il Comune spieghi perché è arrivato a perdere anche l’appello» - Foto Redazione
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La vicenda del termovalorizzatore di Crotone arriva al centro dello scontro politico dopo la conclusione del ricorso presentato dal Comune contro il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale. Il Tar Calabria ha respinto il ricorso dell’Amministrazione e, secondo la ricostruzione illustrata dalla minoranza, il Comune non ha poi potuto impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato perché sono scaduti i termini per proporre appello.

È questo il punto da cui parte Giuseppe Trocino, capogruppo di Insieme per la Nostra Crotone, che chiede all’Amministrazione di chiarire, attraverso gli atti, che cosa sia accaduto e perché non siano stati utilizzati tutti gli strumenti amministrativi, tecnici e sanitari che, secondo la minoranza, avrebbero potuto rafforzare la posizione del Comune.

La contestazione non riguarda soltanto la vicenda giudiziaria. Trocino sostiene infatti che l’Amministrazione abbia manifestato pubblicamente la propria contrarietà al termovalorizzatore, ma senza accompagnare quelle posizioni, a suo giudizio, con adeguati approfondimenti tecnici e sanitari. Tra i punti evidenziati c’è soprattutto la mancata richiesta di una Valutazione di impatto sanitario (VIS).

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di Insieme per la Nostra Crotone, gruppo consiliare di minoranza guidato da Giuseppe Trocino. Con lui erano presenti i consiglieri comunali Massimo Criscuolo, Alfonsino Gaetano e Mario Venneri.

La documentazione distribuita ai giornalisti contiene una lunga cronologia della vicenda, dall’origine dell’impianto fino agli ultimi sviluppi giudiziari.

L’impianto di Passovecchio ha una storia autorizzativa che, secondo gli atti illustrati, parte dal 2001. Nel 2010 viene rilasciata l’Autorizzazione integrata ambientale e nel dicembre 2015 viene approvata una variante che porta la capacità di termovalorizzazione da 22 mila a 65 mila tonnellate annue.

Nel 2022 prende avvio il procedimento di riesame dell’AIA. La Regione Calabria avvia l’iter e procede con le comunicazioni previste dalla procedura. Il procedimento si sviluppa poi attraverso diverse Conferenze di servizi.

La documentazione regionale conferma che l’iter si conclude con il provvedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’AIA in favore di A2A Ambiente S.p.A. per l’impianto di termovalorizzazione di Passovecchio. Il decreto regionale prevede inoltre una validità dell’autorizzazione di 12 anni e richiama il Piano di monitoraggio e controllo approvato da ARPACAL.

È proprio nella fase delle Conferenze di servizi che Trocino concentra una parte importante della propria ricostruzione.

Secondo gli atti presentati dalla minoranza, il Comune di Crotone avrebbe espresso perplessità soprattutto sul rischio idraulico e sulla compatibilità urbanistico-edilizia. Nella seduta conclusiva del 29 aprile 2025, il Comune avrebbe formalizzato il proprio parere negativo definitivo.

La Conferenza di servizi, tuttavia, si conclude sulla base delle posizioni prevalenti, aprendo la strada al successivo provvedimento regionale.

Per Trocino il problema non è soltanto il fatto che il Comune abbia espresso un parere contrario. Il punto, secondo il consigliere, è come quella contrarietà sia stata sostenuta.

«A parole non funziona così», ha affermato Trocino, sostenendo che le dichiarazioni del sindaco sulla pericolosità dell'impianto avrebbero dovuto essere accompagnate da studi, consulenze e documentazione tecnica.

Il consigliere ha quindi posto l'accento sulla Valutazione di impatto sanitario, sostenendo che il Comune avrebbe potuto chiedere un approfondimento specifico sugli effetti dell'impianto nel contesto territoriale in cui si trova.

«Non ha detto alla città il motivo per il quale non ha presentato una valutazione o non ha chiesto che venisse fatta una valutazione di impatto sanitario», ha dichiarato.

La critica di Trocino riguarda quindi il rapporto tra le dichiarazioni politiche dell'Amministrazione e gli strumenti concretamente utilizzati nel procedimento amministrativo.

Secondo la ricostruzione presentata, durante le Conferenze di servizi il Comune avrebbe evidenziato la gravità delle problematiche ambientali e sanitarie, ma senza produrre, a giudizio della minoranza, una documentazione tecnica proporzionata alle contestazioni sollevate.

Un altro punto indicato da Trocino riguarda la partecipazione del Comune alle diverse sedute della Conferenza di servizi e, in particolare, le occasioni nelle quali sarebbe stato possibile chiedere ulteriori approfondimenti.

La documentazione della minoranza sostiene che il 25 febbraio 2025, durante una seduta nella quale veniva affrontato anche il tema del rischio idraulico dell'area, il Comune sarebbe risultato assente.

Trocino ha utilizzato questo elemento per sostenere la propria critica sull'operato dell'Amministrazione, sottolineando che proprio in quei passaggi sarebbero state discusse questioni rilevanti per il futuro dell'impianto.

Poi arriva il passaggio giudiziario.

Il 14 luglio 2025 la Regione Calabria adotta il decreto dirigenziale n. 10285, con il quale viene approvato il riesame con valenza di rinnovo dell'AIA dell'impianto di Passovecchio. Il provvedimento richiama espressamente la determinazione conclusiva della Conferenza di servizi e i pareri acquisiti nel procedimento.

Il Comune decide quindi di impugnare il provvedimento davanti al Tar Calabria.

Il ricorso viene però respinto con la sentenza n. 679/2026.

Ed è proprio sulla fase successiva alla sentenza che si concentra la parte più dura dell'intervento di Trocino.

Secondo la cronologia consegnata ai giornalisti, la sentenza viene notificata al Comune il 14 aprile 2026. La minoranza sostiene che il termine per proporre appello al Consiglio di Stato sia quindi decorso senza che l'impugnazione venisse presentata.

«Loro sapevano dal 17 luglio che erano scaduti i termini per presentare il ricorso al Consiglio di Stato e ciò nonostante non hanno fatto alcun tipo di comunicato per informare la città», ha dichiarato Trocino.

Il consigliere sostiene che la circostanza sia emersa durante una riunione della Commissione Trasparenza e chiede quindi di chiarire quando l'Amministrazione abbia avuto piena contezza della scadenza dei termini e quali iniziative siano state assunte.

La documentazione mostrata durante la conferenza ricostruisce anche i passaggi successivi: il 1° luglio 2026 il Settore Avvocatura del Comune avrebbe richiesto il fascicolo al legale; tra il 17 e il 20 luglio avrebbe acquisito la documentazione e rilevato la relata di notifica del 14 aprile; tra il 5 e il 7 agosto avrebbe quindi inviato una formale contestazione agli avvocati incaricati.

I professionisti, secondo quanto riportato negli stessi documenti, avrebbero respinto gli addebiti e contestato la sussistenza di un danno.

Per Trocino è quindi necessario ricostruire con precisione chi abbia ricevuto la sentenza, quando sia stata comunicata agli uffici comunali, quando sia stata conosciuta la scadenza dei termini e perché non si sia arrivati all'appello.

«Quello che bisogna capire – ha detto – è se l'Amministrazione comunale guidata da Vincenzo Voce sia arrivata a questo punto per incapacità, perché sono inadeguati, oppure se sia un'operazione studiata».

Si tratta, nelle parole del consigliere, di una domanda politica che la minoranza pone all'Amministrazione sulla base degli atti che ha raccolto e che, secondo Trocino, devono essere spiegati alla cittadinanza.

Il capogruppo di Insieme per la Nostra Crotone ha inoltre respinto il tentativo di attribuire alle precedenti amministrazioni la responsabilità dell'attuale situazione.

Trocino ha ricordato che la storia dell'impianto è precedente all'attuale amministrazione e che la prima autorizzazione risale al 2001, mentre l'AIA originaria viene rilasciata nel 2010.

«Noi non c'eravamo, noi non abbiamo responsabilità di ciò che è stato anche in passato», ha affermato.

Secondo il consigliere, però, questo non può diventare un motivo per spostare l'attenzione dalle decisioni assunte dal 2020 in poi, soprattutto perché l'attuale Amministrazione si era presentata agli elettori con precise posizioni in materia ambientale.

Da qui un'altra contestazione: la distanza tra il programma politico e la gestione concreta della vicenda.

Trocino ha sostenuto che l'Amministrazione abbia costruito una parte della propria comunicazione politica sulla tutela ambientale e sulla contrarietà alle grandi opere ritenute incompatibili con il territorio, ma che questo atteggiamento avrebbe dovuto tradursi, secondo la minoranza, in un'azione amministrativa più incisiva.

La discussione si sposta quindi anche sul tema del monitoraggio ambientale e sanitario.

«Noi chiediamo quello che abbiamo sempre chiesto in maniera coerente: il monitoraggio dell'aria, dell'acqua, del cibo», ha detto Trocino, sostenendo che la tutela del territorio debba essere accompagnata da dati e controlli.

Nella parte finale della conferenza il consigliere ha però separato la questione giudiziaria da quella relativa alla tutela della salute.

«La vicenda giudiziaria è chiusa oramai – ha dichiarato – ma per salvaguardare la salute dei cittadini si possono fare tante cose».

Secondo quanto riferito da Trocino, nelle comunicazioni intercorse con gli stessi legali che avevano seguito il ricorso al Tar sarebbero state indicate possibili ulteriori iniziative da valutare. La domanda posta dalla minoranza è quindi se l'Amministrazione intenda ancora utilizzare gli strumenti amministrativi e sanitari disponibili per affrontare la questione.

Trocino ha infine annunciato che la vicenda sarà portata all'attenzione del Consiglio comunale.

«Un punto così delicato e importante deve essere messo all'ordine del giorno», ha affermato, aggiungendo di ritenere opportuno anche un Consiglio comunale aperto alla città, con il coinvolgimento di cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali.

Il messaggio conclusivo della conferenza stampa è quindi una richiesta di chiarezza: ricostruire attraverso gli atti che cosa abbia fatto il Comune, quali strumenti abbia utilizzato, quali non abbia utilizzato e perché la vicenda giudiziaria sia arrivata alla scadenza dei termini per l'appello.

Su questo la minoranza chiede ora un confronto pubblico e istituzionale, mentre la documentazione regionale conferma che il procedimento AIA si è concluso con il rinnovo dell'autorizzazione all'impianto di A2A Ambiente a Passovecchio, subordinato a specifiche condizioni e a un piano di monitoraggio e controllo.

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