(VIDEO) Solenne pontificale a Crotone, il Cardinale Reina: “La pietà popolare va custodita”
Il vicario della diocesi di Roma di Papa Leone XIV a Crotone per il solenne pontificale: acceso il vero votivo alla Madonna
“Scusate per il ritardo. Sono venuto col treno, ma è bellissimo essere qui tra voi”. Ha esordito così il cardinale Baldassarre Reina, vicario per la diocesi di Roma di Papa Leone XIV, accolto a Crotone dall’arcivescovo di Crotone-Santa Severina monsignor Alberto Torriani e dal Capitolo Cattedrale rappresentato dal presidente monsignor Ezio Limina, in occasione del solenne pontificale dedicato alla Madonna di Capo Colonna.
La celebrazione eucaristica, particolarmente partecipata, si è svolta nella chiesa del Santissimo Salvatore nel quartiere Fondo Gesù, scelta proprio per consentire l’accoglienza del grande numero di fedeli presenti. Nel pomeriggio, nella stessa chiesa gremita, era stata portata l’icona grande della Madonna di Capo Colonna, al centro della devozione popolare crotonese.
Nel corso dell’omelia, il porporato ha sottolineato il valore della pietà popolare, tipica del Sud Italia, richiamando la necessità di custodirla e accompagnarla nel tempo. Al termine della celebrazione, quasi a rimarcare le sue radici meridionali, il cardinale ha salutato i fedeli dicendo: “Dalle mie parti si dice tutti insieme: Viva Maria”.
Durante il pontificale, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha acceso il cero votivo, gesto simbolico che rinnova il patto di fede e amore dei crotonesi verso la Madonna di Capo Colonna, “colei che vi ha protetti dalle calamità naturali nel corso della storia”, come ricordato dallo stesso cardinale Reina.
Ad animare la celebrazione sono stati l’Orchestra Orfeo Stillo, diretta dal maestro Daniele Lorenti, il coro Crotone Vocal Ensemble e la corale del vescovado di Strongoli.
“Sono arrivato solo per la messa questa sera, so che ieri sera c’è stata una processione molto partecipata e da uomo del Sud capisco la portata della religiosità popolare”, ci ha detto il cardinale al termine della celebrazione. “Sono tradizioni che appartengono alla nostra storia, ma che vanno sempre alimentate, purificate, comprese e soprattutto attualizzate. Ho trovato la fede di tanta gente semplice, legata alla Vergine Santissima di Capo Colonna, desiderosa di stringersi attorno alla madre in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo". Al termine del Pontificale, il Capitolo Cattedrale ha donato al cardinale un’icona mariana realizzata dall’orafo Michele Affidato.
Il cardinale Reina ha poi approfondito con noi il tema della pietà popolare e della sua evoluzione: “La pietà popolare è innanzitutto una risorsa, lo ha detto chiaramente anche Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. A volte c’è bisogno di purificarla e alimentarla di contenuti che sono di Vangelo, perché purtroppo la gente semplice qualche volta perde di vista gli insegnamenti evangelici e del Magistero. Dobbiamo mantenere il tanto di buono che c’è e incoraggiare la nostra gente attraverso percorsi di catechesi e formazione. Come tutti i processi, vanno accompagnati e governati”.
Il cardinale ha anche lanciato un messaggio forte contro le derive mafiose e le mentalità distorte presenti nel Mezzogiorno: “I cristiani, qui a Crotone come nel Sud Italia, in contesti culturali a volte contaminati da mentalità malavitose e mafiose, devono distinguersi con coraggio e profezia. Sono incompatibili la devozione ai santi e alla Vergine Santissima con mentalità sbagliate come quelle che purtroppo esistono ancora. Mi sono sentito in dovere di incoraggiare la comunità a perseguire questa linea”.
Parlando del ruolo della Vergine, il porporato ha aggiunto: “Maria è colei che ci è stata data dalla croce del Figlio perché possiamo giungere a Lui. È la nostra mamma e come mamma ci prende per mano e ci accompagna”.
Infine, un passaggio dedicato al pontificato di Papa Leone XIV e al tema della pace: “Sin dalla sua prima uscita dopo il conclave ha pronunciato una parola che oggi suona profetica: pace. Continua a invocarla senza perdere occasione. Ne abbiamo davvero bisogno. Si intravede qualche spiraglio, ma speriamo soprattutto che i governanti, lì dove ci sono conflitti, depongano le armi e si convertano a una pace duratura, umile e perseverante”.
Danilo Ruberto