(VIDEO) Sanità, Cittadini Liberi: "Le istituzioni assenti al flash mob. Crotone non può più aspettare"

Davanti alla sede dell'Asp la protesta per chiedere più servizi sanitari nel SIN. Presenti anche anche le "valigie della speranza" dirette a Roma, Milano e Bologna.

A cura di Redazione
26 giugno 2026 12:20
(VIDEO) Sanità, Cittadini Liberi: "Le istituzioni assenti al flash mob. Crotone non può più aspettare" - Foto: Redazione
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Sotto un sole cocente, davanti agli uffici dell'Asp di Crotone, dove anche questa mattina decine di cittadini erano in fila per accedere ai servizi, l'associazione Cittadini Liberi ha dato vita al flash mob "Più sanità per il SIN di Crotone", denunciando l'assenza delle istituzioni cittadine, nonostante l'invito ufficiale inviato nei giorni scorsi al sindaco, alla giunta, al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri.

A rappresentare l'associazione erano presenti il presidente Giuseppe Pirillo e il vicepresidente Enzo Filareto, affiancati da cittadini. Hanno preso parte all'iniziativa anche i consiglieri comunali Alfonso Gaetano, Giuseppe Trocino e Andrea Devona, mentre la consigliera regionale Elisabetta Barbuto era assente per motivi personali.

A colpire i presenti sono state soprattutto le valigie con le scritte Roma, Milano e Bologna, simbolo dei tanti crotonesi costretti a lasciare la propria città per ricevere cure adeguate. Un'immagine accompagnata da un messaggio forte: a Crotone non si dovrebbe essere costretti a partire per curarsi.

Ad aprire gli interventi è stata Desirè De Caria, che ha spiegato il senso della mobilitazione. «Siamo qui per fare sentire la voce della popolazione crotonese e chiedere un tavolo di confronto con l'Asp di Crotone, la Regione Calabria e tutte le istituzioni. Chiediamo di potenziare l'ospedale di Crotone, perché siamo carenti in molte specialità mediche e vogliamo che gli screening oncologici e tossicologici periodici, già approvati dalla Regione grazie a un'iniziativa della consigliera Elisabetta Barbuto, vengano finalmente attuati. Crotone merita rispetto e maggiore attenzione: sul piano sanitario siamo tra gli ultimi in Italia e chiediamo un impegno concreto anche da parte del presidente Roberto Occhiuto».

Alle sue parole ha fatto eco il presidente di Cittadini Liberi, Giuseppe Pirillo, che ha richiamato i dati sanitari del territorio. «Siamo in un Sito di Interesse Nazionale dove la percentuale di malati oncologici e di decessi per tumore supera del 64% il rapporto standard di mortalità. Di fronte a questi numeri l'Asp di Crotone continua a non promuovere screening di biomonitoraggio. Per questo questa manifestazione è più che mai necessaria».

Il tema dei cosiddetti "viaggi della speranza" è stato poi ripreso da Giovanni Marsala, che ha denunciato le continue migrazioni sanitarie dei cittadini crotonesi e ha puntato il dito contro la mancata attivazione della medicina nucleare. «Nessuno sa che fine abbia fatto», ha affermato, chiedendo risposte su un servizio ritenuto fondamentale.

Sulla gestione dell'Azienda sanitaria è intervenuto anche il consigliere comunale Giuseppe Trocino, che ha sollevato interrogativi sulla nomina dell'attuale direttore generale dell'Asp. «Vorremmo capire in base a quale criterio è stato scelto, visto che sul territorio non si è mai visto», ha dichiarato.

Tra i momenti più intensi della mattinata la testimonianza di Pietro Leonelli, che ha raccontato la propria esperienza personale. Ha spiegato di aver speso ingenti somme per curarsi fuori regione e per assistere la moglie durante il percorso di cura, sottolineando di essere riuscito ad affrontare quelle difficoltà soltanto grazie al sostegno del figlio, che non lo ha mai lasciato solo.

La manifestazione si è conclusa rilanciando lo slogan scelto da Cittadini Liberi: "In un SIN si cura di più, non si taglia di più". L'associazione chiede ora l'apertura di un tavolo permanente con Asp di Crotone, Regione Calabria e istituzioni locali per rafforzare la sanità territoriale, potenziare la prevenzione e ridurre quella mobilità sanitaria che continua a costringere troppi cittadini a cercare cure lontano dalla propria terra.

Danilo Ruberto

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