(VIDEO) Premio Pitagora, un riconoscimento che guarda al futuro: Greco, Gottlob e il valore delle giovani menti

Al Museo di Pitagora una mattinata di riflessione, scuole protagoniste e l’Università della Calabria al centro della sfida sull’Intelligenza artificiale

A cura di Redazione
12 gennaio 2026 14:00
Condividi

Il Premio Pitagora non nasce per celebrare carriere concluse, ma per valorizzare menti all’inizio del loro percorso, capaci di incidere sul presente e costruire il futuro. È con questo spirito che, nella mattinata odierna, il riconoscimento è stato conferito al Museo di Pitagora al Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, da poco insediatosi alla guida dell’ateneo calabrese, autentico polo di attrazione delle giovani intelligenze della regione.

Docente di matematica, Greco è stato premiato nel luogo simbolo del pensiero pitagorico, in un contesto che ha superato la dimensione della semplice cerimonia per trasformarsi in una mattinata di riflessione e confronto. Numerose le scuole presenti, protagoniste di un momento di alto valore formativo, richiamate in particolare dalla lezione del professor George Gottlob, genio dell’informatica di fama internazionale.

Gottlob, luminare austriaco con un lungo passato a Oxford, ha scelto la Calabria per continuare a scrivere il futuro dell’Intelligenza artificiale. Vive a Paola, vicino al mare, insegna all’Unical e non nasconde il suo legame con la terra calabrese. Nel suo intervento ha descritto la conoscenza come fondata su due colonne: quella simbolica, legata alla rappresentazione e al ragionamento, e quella subsimbolica, incarnata dalle reti neurali. È dall’integrazione di questi due approcci che nasce l’intelligenza artificiale neurosimbolica, capace di superare i limiti dei singoli modelli e correggerne gli errori.

«Il Premio Pitagora non è soltanto una cerimonia, ma un progetto», è stato ribadito nel corso dell’incontro: un percorso che rafforza il legame con il territorio e invita, anno dopo anno, ad alzare l’asticella delle ambizioni e della responsabilità collettiva. Nel suo intervento, Gianluigi Greco, Premio Pitagora 2026, ha richiamato il ruolo centrale del sapere come leva di sviluppo, sottolineando come la Calabria possa crescere solo attraverso chi sceglie di investire competenze, visione e impegno per il bene comune. Una figura di altissimo profilo scientifico e umano, capace di interpretare pienamente il ruolo sociale dell’università e di portare il nome della Calabria nei più importanti contesti scientifici internazionali.

A spiegare il senso più profondo del premio è stato anche Santo Vazzano, ricordando come tradizionalmente il riconoscimento venga assegnato a giovani ricercatori selezionati da una giuria dell’Unione Matematica Italiana, composta da scienziati provenienti da diverse università. «L’intelligenza artificiale sarà davvero matura quando la parte simbolica e quella neurale lavoreranno bene insieme», ha sottolineato.

Nel corso della cerimonia è stato presentato il Pitagora d’Argento, opera simbolica curata da Michele e Antonio, che rappresenta l’essenza del premio: la continuità tra tradizione e innovazione, tra il sapere antico e le sfide del futuro. Il riconoscimento è stato conferito anche a George Gottlob e Berardino Sciunzi, personalità distintesi per il loro contributo culturale e scientifico.

«La Calabria è una terra con grandissime radici matematiche», ha concluso Greco. «All’Università della Calabria vediamo giovani talenti incredibili. Abbiamo la fortuna di poterli formare, aiutarli a crescere, e molti di loro oggi sono professori nella nostra stessa università». Un messaggio di fiducia e responsabilità che sintetizza il senso più autentico del Premio Pitagora: investire sulle persone, sul sapere e sul futuro della Calabria.

Segui CalabriaOk