(VIDEO) Piazzale Ultras canta con Roy Paci: musica, libertà e l'omaggio alla Banda Città di Crotone

Dal palco del Summer Fest il trombettista siciliano lancia un messaggio sui valori, ricorda il ruolo educativo delle bande musicali e fa emozionare il pubblico insieme ai musicisti diretti da Attilio Lorenti

A cura di Redazione
07 agosto 2026 09:00
(VIDEO) Piazzale Ultras canta con Roy Paci: musica, libertà e l'omaggio alla Banda Città di Crotone - Foto: Redazione
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Dopo il successo della serata inaugurale con i Teenage Dream (QUI), il Crotone Summer Fest 2026 ha presentato un'altra notte di musica. Molte persone hanno riempito Piazzale Ultras, anche se di meno rispetto alla serata inaugurale, sul lungomare cittadino, per assistere al concerto di Roy Paci, protagonista di uno spettacolo con energia e anche riflessione.

Ad aprire la serata è stato il dj set di Giuseppe Laratta, accompagnato dalla voce del vocalist Cesko, che ha fatto entrare il pubblico nel clima della festa. Prima dell'esibizione principale è poi salito sul palco il cantautore folk britannico-crotonese Josh, all'anagrafe Joshua Ruggiero, insieme ai Lost Tones, proponendo tre brani del proprio repertorio e ricevendo calorosi applausi.

Quando è arrivato il momento di Roy Paci, il lungomare si è trasformato in una grande piazza a cielo aperto. Tra fiati, chitarre, batteria e ritmi travolgenti, il musicista siciliano ha guidato il pubblico in un viaggio musicale senza rinunciare a lanciare messaggi profondi.

"La musica è la mia religione", ha ripetuto più volte durante il concerto, spiegando che un palco non deve essere soltanto un luogo di spettacolo, ma anche uno spazio in cui trasmettere idee e valori.

Parlando della libertà, l'artista ha ricordato come tante persone abbiano sacrificato la propria vita per conquistarla e difenderla. Per questo, secondo lui, chi ha la possibilità di parlare a migliaia di persone attraverso la musica ha anche una responsabilità.

Gli artisti, ha spiegato, dovrebbero usare la propria voce per parlare di libertà, rispetto e valori, senza rincorrere soltanto fenomeni effimeri o mode passeggere, come parlare di autotune o altri aspetti superficiali dell'industria musicale.

Poi l'ingresso sul palco della Banda Città di Crotone, diretta dal maestro Attilio Lorenti. Un'apparizione fortemente voluta da Roy Paci, che ha definito i musicisti il vero "genius loci" della città. Accolti da un lungo applauso, i componenti della banda, tutti in camicia rossa, hanno raggiunto il palco per condividere una parte dello spettacolo con il trombettista siciliano.

Per Roy Paci, quello con le bande musicali è un legame che nasce da lontano. A soli dieci anni iniziò infatti a suonare la tromba nella banda del suo paese, Augusta, in provincia di Siracusa, un'esperienza che avrebbe segnato per sempre la sua formazione artistica e umana.

"Non serve solo suonare: la banda ti forma già per salire su un palco e affrontare il pubblico dal vivo", ha raccontato, spiegando come quella scuola rappresenti un patrimonio che negli anni si sta lentamente perdendo.

Secondo l'artista, le bande avrebbero bisogno di un sostegno concreto, soprattutto per aiutare quei maestri che continuano a dedicare tempo ed energie ai giovani, spesso in maniera gratuita. "Sono un vivaio bellissimo", ha sottolineato, ricordando come rappresentino anche un'importante occasione di crescita per tanti ragazzi.

Proprio ripensando alla sua infanzia, Roy Paci ha confidato di dovere molto a quell'esperienza. "Grazie alla banda probabilmente non mi sono trovato in altre situazioni per strada, nei quartieri", ha detto, definendola una vera famiglia capace di custodire "il DNA e l'identità di un popolo".

Il musicista ha poi spiegato di aver desiderato fortemente la presenza della Banda Città di Crotone nel concerto. Ha ricordato di aver commemorato, un paio di anni fa, la scomparsa del padre del maestro Attilio Lorenti e, quando i musicisti gli hanno scritto proponendogli di suonare insieme, la risposta è stata immediata: "Avevo già le partiture pronte. Prima la banda e poi tutto il resto".

Le sue parole sono state accompagnate da un lungo applauso del pubblico, prima di lasciare spazio alla musica. Insieme alla banda ha interpretato "Malarazza", lo storico brano reso celebre da Domenico Modugno, in una versione intensa e partecipata che ha emozionato la piazza.

Il gran finale è arrivato con "Toda gioia, toda beleza", uno dei brani simbolo di Roy Paci, che ha fatto cantare e ballare migliaia di persone, chiudendo una serata che ha saputo unire spettacolo, partecipazione e riflessioni sul valore della musica come strumento di libertà.

Danilo Ruberto

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