(VIDEO) Operazione Welcome, il Questore: “Scoperta una rete che falsificava documenti per i permessi”

Il Questore di Crotone: “Migliaia di verifiche sul territorio”. Indagate 93 persone tra cittadini italiani ed extracomunitari

A cura di Redazione
07 maggio 2026 12:33
(VIDEO) Operazione Welcome, il Questore: “Scoperta una rete che falsificava documenti per i permessi” -
Condividi

La Polizia di Stato ha notificato 93 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cittadini italiani ed extracomunitari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato e falsità ideologica per ottenere permessi di soggiorno attraverso false attestazioni di ospitalità. L’operazione “Welcome” (QUI) coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha coinvolto uomini dell’Ufficio Immigrazione, della Squadra Mobile della Questura di Crotone, del Reparto Prevenzione Crimine Calabria e un elicottero del Reparto Volo di Reggio Calabria.

Le indagini, avviate circa un anno fa, sono partite dai controlli sul territorio e dall’incrocio dei dati raccolti dagli investigatori. “Sono state fatte numerose verifiche in tutto il territorio della provincia, parlo di migliaia di verifiche sulle dichiarazioni rese dagli stranieri”, ha spiegato il questore di Crotone Renato Panvino durante la conferenza stampa. Gli accertamenti hanno riguardato abitazioni dichiarate come domicilio degli stranieri richiedenti il permesso di soggiorno.

Secondo quanto emerso, molti degli immobili controllati risultavano inidonei all’ospitalità o addirittura inesistenti. In altri casi, durante le verifiche, gli stranieri indicati nelle pratiche non erano presenti perché vivevano in altre regioni italiane o all’estero. “Abbiamo intuito che qualcosa non andava e man mano che abbiamo svolto questa indagine, con grande silenzio ma soprattutto con grande acume investigativo, abbiamo intuito che c’era un’organizzazione di soggetti che falsificava o aiutava a falsificare la documentazione”, ha dichiarato Panvino.

L’inchiesta ha individuato un sistema radicato soprattutto nel comune di Isola di Capo Rizzuto, dove cittadini italiani avrebbero fornito false dichiarazioni di ospitalità in cambio di denaro. Secondo gli investigatori, intermediari italiani e stranieri avrebbero creato una rete capace di produrre documentazione falsa utile per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno presso la Questura di Crotone.

“Gli stranieri si trovavano in tutto il territorio nazionale, domiciliati, ma realmente non avevano diritto di ricevere il permesso di soggiorno dalla questura di Crotone”, ha spiegato il questore. Molti richiedenti avrebbero scelto di presentare la pratica a Crotone per la rapidità nel rilascio del documento provvisorio, utile per spostarsi sul territorio nazionale e nell’Unione Europea.

L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, ha portato all’iscrizione di 93 persone nel registro degli indagati. Per 26 di loro viene contestato anche il reato di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio dello Stato. A tutti viene contestata la falsità ideologica commessa in atti pubblici mediante induzione in errore del pubblico ufficiale.

“È un’operazione molto articolata che oggi segna un primo step”, ha detto Panvino, aggiungendo che “buona parte dei responsabili sono già stati sentiti dalla Polizia di Stato con le garanzie difensive e gli elementi raccolti credo siano abbastanza sufficienti per poi andare a processo”.

Parallelamente all’attività investigativa, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone ha eseguito il rimpatrio di 24 cittadini extracomunitari ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Inoltre il questore ha emesso 16 avvisi orali nei confronti di alcuni indagati, attraverso un’istruttoria curata dalla Divisione Anticrimine.

Segui CalabriaOk