(VIDEO) Monsignor Bregantini: "Don Gino mi ha fatto incontrare Dio. Da lui ho imparato la radicalità del Vangelo"

Il vescovo emerito di Campobasso-Boiano ricorda gli anni vissuti a Crotone e il ruolo decisivo di don Gino Cantafora nella sua crescita spirituale

A cura di Redazione
05 agosto 2026 14:00
(VIDEO) Monsignor Bregantini: "Don Gino mi ha fatto incontrare Dio. Da lui ho imparato la radicalità del Vangelo" - Foto: Redazione
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Profonda e intensa l'omelia pronunciata da monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo emerito di Campobasso-Boiano, tornato a Crotone per presiedere la celebrazione nella parrocchia di San Domenico. Un intervento che è stato innanzitutto un commosso ricordo di don Gino Cantafora, sacerdote che ha segnato la sua formazione spirituale.

«Sono grato a questa chiesa – ha detto – perché qui ho imparato, attraverso don Gino, il mistero di Dio da incontrare sempre più in modo radicale. Quando arrivai a Crotone ero un giovane sacerdote fragile, avevo solo gli studi teologici e tante paure. Fu proprio don Gino, invitandomi alle catechesi nell'ottobre del 1976, ad aiutarmi a entrare nella vita di questa Chiesa locale».

Bregantini ha ricordato come la testimonianza di don Gino, la sua chiarezza e la sua esperienza pastorale siano state decisive nel suo cammino di fede.

«La sua parola e la sua esperienza mi hanno segnato profondamente. Venivo ogni sabato per il Cammino Neocatecumenale e lui ci ha fatto entrare sempre di più nel mistero di un Dio che chiede scelte radicali. È stato un momento fondamentale della mia vita, che mi ha accompagnato fino alla chiamata a diventare vescovo».

L'omelia si è poi soffermata sulla figura di San Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Predicatori, vissuto nello stesso periodo di San Francesco d'Assisi, in un momento di grande trasformazione della Chiesa.

«Domenico e Francesco hanno scelto di rispondere non con il potere, ma con il Vangelo. Hanno compreso che Dio non domina, ma serve; non è potente secondo i criteri del mondo, ma umile; non è vendicativo, ma misericordioso. È questa la rivoluzione che hanno portato nella Chiesa».

Ripercorrendo il contesto storico dell'epoca, il presule ha ricordato come San Domenico affrontò le divisioni provocate dalle eresie non con la forza, ma con la predicazione e la testimonianza.

«La Chiesa rischiava di rispondere con il potere. Domenico, invece, scelse la strada della Parola di Dio e della povertà evangelica. È una lezione ancora attuale: ogni cristiano deve scegliere se vivere il Vangelo per dominare o per servire».

Nel finale dell'omelia Bregantini ha affidato alla comunità tre inviti, ispirati proprio al santo patrono: custodire sempre lo stile del Vangelo, vivere la fraternità e riscoprire la preghiera del Rosario come scuola quotidiana di contemplazione.

Infine, il vescovo emerito ha ricordato gli anni trascorsi come cappellano del carcere di Crotone, esperienza che lo segnò profondamente.

«In carcere ho imparato che la forza del Vangelo non è la potenza, ma la misericordia. Ricordo un detenuto che aveva commesso un omicidio: comprendemmo insieme che Dio continua ad amare anche chi ha sbagliato. Il sole e la pioggia, dice il Vangelo, sono donati gratuitamente a tutti. La misericordia di Dio viene prima di ogni giudizio. È questa la grandezza del Vangelo che don Gino mi ha insegnato a vivere».

Danilo Ruberto

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