(VIDEO) “Maestro, ci mancherai”: l’abbraccio degli alunni a Giuseppe Sestito dopo 40 anni di scuola

Docente di religione e diacono permanente, salutato con una festa a sorpresa dagli alunni: “Mi mancheranno i loro sorrisi”

A cura di Redazione
11 giugno 2026 09:00
(VIDEO) “Maestro, ci mancherai”: l’abbraccio degli alunni a Giuseppe Sestito dopo 40 anni di scuola -
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Dopo quarant’anni trascorsi tra i banchi di scuola, si è conclusa l’esperienza professionale di Giuseppe Sestito, insegnante di religione dal 29 gennaio 1986 e diacono permanente dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, ordinato da Monsignor Giuseppe Agostino. Per lui, negli ultimi giorni di lezione, una festa a sorpresa organizzata da colleghi e alunni ha accompagnato il momento dell’addio alla scuola.

La sua carriera è iniziata a Pagliarelle, proseguendo poi nelle contrade di Petilia Policastro, a Verzino, Crotone, Cirò Marina, Isola Capo Rizzuto e nella frazione di Campolongo, di fronte a Le Castella. Dal settembre del 1996 è stato trasferito al plesso Principe di Piemonte, per poi insegnare al Codignola e infine all’Alcmeone di via Saffo, dove ha concluso il proprio percorso.

Tra i ricordi più significativi custodisce l’incontro con Padre Christian. «Quando arrivò a Campolongo aveva bisogno di respirare l’aria di mare. Ricordo che portò dei biscotti benedetti da distribuire ai bambini. La santità era percepibile in quell’uomo». Un episodio che Sestito continua a ricordare con particolare emozione.

Ripercorrendo la propria esperienza scolastica, l’insegnante sottolinea il rapporto speciale costruito con gli studenti. «Ho avuto tantissimi alunni. Credo di aver dato più di qualcosa a ognuno di loro, ma non nascondo che dagli alunni si apprende pure. Tante lezioni di vita».

Poi aggiunge parole che racchiudono il senso più profondo della sua missione educativa: «A me personalmente hanno salvato anche la mia esistenza. I bambini sono dei doni di Dio, delle carezze di Dio che noi insegnanti abbiamo il privilegio di ricevere continuamente. I loro sorrisi e la loro spontaneità sono unici».

In quarant’anni ha visto crescere intere generazioni. «Ho alunni che oggi sono medici affermati, altri che si sono inseriti nel mondo del lavoro e dell’artigianato. La grande maggioranza di loro è composta da persone oneste». Tra i ricordi più dolorosi, invece, resta la perdita di un ex studente. «Un mio alunno anni fa morì in un incidente. Mi recai in obitorio. È una scena che non dimenticherò facilmente».

Se tornasse indietro rifarebbe tutto. «Nessun rimpianto. Mi sono innamorato gradualmente di questo lavoro, non è stato un amore a prima vista. Però, superati i primi anni di servizio, mi sono talmente innamorato che questi quarant’anni sono passati in maniera molto veloce».

L’ultimo giorno di scuola è stato particolarmente intenso. «Non avevo previsto l’ultimo suono della campanella. Mi hanno fatto una sorpresa e qualche lacrima mi è scappata. Con i bambini poi ti sciogli: loro hanno pianto e io dietro loro».

Dal 1998 il suo cammino scolastico si è intrecciato con quello ecclesiale. «Sono diacono permanente per grazia di Dio. Il diaconato e l’essere insegnante hanno vissuto in osmosi. Ho cercato di trasmettere agli alunni i valori del Vangelo e penso di esserci riuscito. Ho percepito che tanti bambini si sono innamorati di Gesù».

A colpirlo particolarmente sono stati i saluti ricevuti anche da studenti che non frequentavano l’ora di religione. «Mi hanno salutato tra le lacrime anche bambini evangelici, testimoni di Geova e musulmani. Mi hanno detto: “Maestro, vieni a trovarci, ci mancherai”».

Per Sestito il segreto di un rapporto autentico con gli alunni è sempre stato uno: «Ho accolto tutti e ho avuto un grande rispetto per ciascuno di loro. Il rispetto è la radice di qualsiasi rapporto, professionale e umano. E i bambini il rispetto lo percepiscono».

A settembre, per la prima volta dopo quattro decenni, non suonerà la sveglia delle sei del mattino. «Ci sono aspetti positivi, ma anche sofferenza. Lasciare questo meraviglioso mondo dopo quarant’anni non è facile». Un mondo che, però, gli ha restituito l’affetto di migliaia di studenti e il ricordo indelebile di una vita spesa tra educazione e fede.

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