(VIDEO) Lavanda dei piedi e altari della reposizione, Mons. Saraco: “Farsi piccoli per servire tutti”

All’Immacolata il Giovedì Santo tra Eucaristia, lavanda dei piedi e altare della reposizione ispirato all’acqua viva del Vangelo di Giovanni

A cura di Redazione
02 aprile 2026 20:54
(VIDEO) Lavanda dei piedi e altari della reposizione, Mons. Saraco: “Farsi piccoli per servire tutti” -
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È il versetto del Vangelo di Giovanni – “Chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno” – a guidare quest’anno il significato profondo dell’altare della reposizione nella chiesa dell’Immacolata, nel cuore delle celebrazioni del Giovedì Santo che segnano l’inizio del triduo pasquale.

Una liturgia intensa, caratterizzata dal bianco, colore della festa e della luce, e dai segni del servizio: l’acqua, il catino, l’asciugatoio. Protagonisti anche i bambini del catechismo che hanno animato la celebrazione e rappresentato simbolicamente i dodici apostoli. A loro il parroco, monsignor Alessandro Saraco, ha lavato i piedi, cingendosi il grembiule e ripetendo il gesto evangelico di Gesù.

Oggi è una giornata molto significativa per le comunità cristiane perché celebriamo l’istituzione dell’Eucaristia. La Messa del Giovedì Santo è proprio il ricordo di Gesù che si fa pane per noi e lava i piedi ai discepoli perché il modo migliore per farsi pane è il dono, è il donarsi, è il servire”, ha spiegato il rettore.

Un gesto che parla ancora con forza anche nel presente: “Questa giornata del Giovedì Santo per noi cristiani è importante perché ci ricorda che chi vuole essere grande nella fede cristiana si deve fare piccolo e si deve fare il servitore di tutti come Gesù che ha lavato i piedi ai suoi discepoli anche a colui che poi l’avrebbe tradito”.

Il richiamo è a un testamento spirituale che attraversa i secoli: “Gesù ci lascia un grande testamento in questa giornata: amatevi fino a farvi servitori gli uni degli altri come ho fatto io”.

Nel segno dell’acqua e del servizio, il pensiero corre anche alla lezione di don Tonino Bello: “La Chiesa deve essere la chiesa del grembiule, la chiesa che deve essere aperta soprattutto alle necessità dei poveri. La chiesa è grande se si fa piccola e se si fa piccola con i piccoli. La chiesa diventerà una grande testimonianza dell’amore di Dio se amerà gli ultimi”.

Un messaggio che trova concretezza proprio nella scelta di coinvolgere i più piccoli: “Ho voluto fortemente oggi la presenza dei bambini e delle bambine del catechismo, soprattutto quelle che si stanno preparando alla prima comunione. Saranno loro a rappresentare i dodici apostoli. È bello che il parroco lavi i piedi ai più piccoli della comunità perché non dobbiamo dimenticare che Gesù ha detto che a chi è come un bambino appartiene il regno dei cieli”.

Al termine della celebrazione eucaristica, l’attenzione si è spostata sull’altare della reposizione, allestito richiamando il simbolo dell’acqua, in continuità con il passo evangelico iniziale. Da qui il tradizionale pellegrinaggio dei fedeli tra le chiese.

E anche oggi, come ogni anno, quella tradizione continua a parlare al cuore delle persone: “Gli altari della reposizione attirano le persone. Ogni anno vediamo tante persone che vengono non solo per curiosità, ma perché hanno sete di Dio, sete di spiritualità, sete di sentirsi guardati da Gesù e amati da Lui”.

Danilo Ruberto

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